Home Salute e Benessere Dieta e Alimentazione Il diabete di Tipo 2 si batte con una dieta ipocalorica

Il diabete di Tipo 2 si batte con una dieta ipocalorica

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Uno studio della Newcastle University dimostra come una dieta a base di verdure non amidacee aiuta a battere il diabete Tipo 2.

Test diabete (Thinkstock)

Una sana dieta ipocalorica di tre mesi per combattere il diabete di Tipo 2. Non è più una semplice ipotesi scientifica, ma il risultato di una ricerca effettuata presso la Newcastle University e che dà molte speranze ai malati per il loro futuro.

I ricercatori hanno esaminato a fondo i risultati su alcuni soggetti ai quali per quattro anni era stato diagnosticato questo tipo di malattia. I risultati dicono che una dieta ipocalorica sarebbe utile a far diminuire i livelli di grasso in pancreas e fegato e questo ricondurrebbe a livelli normali la produzione di insulina, alterata dalla malattia.

Sette degli undici pazienti che si sono sottoposti al regime alimentare impostato dai ricercatori per tre mesi sono risultati guariti. Per i primi due mesi è stato cancellato l’apporto di calorie e i pazienti hanno mangiato solo verdura non ammidacea.

Quindi potevano mangiare cavoli, insalata bietole e broccoli. Dopo una settimana di dieta era già stato notato qualche miglioramento per quel che concerne il livello di zucchero nel sangue e anche la risonanza magnetica aveva dimostrato in maniera concreta il calo dei livelli di grasso presenti.

Dieta ipocalorica per il diabete di Tipo 2, pro e contro

Dopo tre mesi dalla fine della dieta la maggior parte dei volontari ha continuato a mostrare livelli normali e ha potuto riprendere un’alimentazione più ricca, ma equilibrata.

Come hanno fatto notare i ricercatori “questo non significa che suggeriamo a tutti di seguire un’alimentazione ipocalorica come questa.

Con questo esperimento abbiamo solo verificato la nostra ipotesi: quando dimagrisce tanto, il paziente perde anche il suo diabete.

Questa ricerca dimostra che chi ha una diagnosi di diabete non deve necessariamente considerarla una sentenza a vita. Certo è molto più semplice prendere una pillola piuttosto che modificare drasticamente il proprio stile di vita”.

Lo studio ha soprattutto dimostrato che riducendo le calorie, diminuisce la quantità dei grassi nel pancreas e nel fegato con benefici diretti sul meccanismo dell’insulina. Secondo molti esperti però lieta proposta era davvero eccessiva: 600 calorie al giorno sono troppo poche se si considera che per la sopravvivenza ne occorrono circa 900-1000.

Il consiglio resta sempre quello solito: adottare una dieta equilibrata e che possa durare nel tempo. Inoltre accompagnarla sempre con almeno una mezz’ora di attività fisica al giorno.