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La crescita del neonato: aumento e calo del peso, calcolo percentili e curva

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Quanto deve crescere un neonato nel primo anno? L’aumento di peso, il calcolo percentili e la curva di crescita: come si misurano?

Il peso del neonato(Istock Photos)

Le future mamme e, in particolar modo, le neo-amme, sono bombardate alla nascita del loro primo figlio da parole come “calcolo percentili” e “curva di crescita“. Ma sappiamo davvero cosa sono e come si calcolano? Quanto deve pesare un neonato alla nascita e quanti etti o chili, deve prendere per rientrare nella normalità della crescita? Tutte noi mamme, all’inizio, siamo preoccupate che il nostro piccolo bebè non cresca come dovrebbe, oppure non si sazi nel modo adeguato, preoccupandoci, a volte, inutilmente. La crescita del neonato, quindi, come deve essere? Facciamo chiarezza una volta per tutte sul mondo dello sviluppo e aumento di peso del neonato, capendo davvero cosa voglia dire.

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Quanto deve pesare un neonato alla nascita?

curiosità in gravidanza Quanto deve pesare un neonato alla nascita (Istock Photos)

Alla nascita, il peso medio di un neonato varia dai 3200 ai 3400 grammi, mentre l’intervallo di normalità si estende tra i 2,5 ed i 4,5 kg. Quando viene alla luce, il 90% dei neonati fa registrare un peso variabile dai 2,5 ai 4,5 kg.

  • Si definisce bambino di basso peso quello che, alla nascita, presenta un peso corporeo inferiore ai 2.500 grammi.
  • Si definisce bambino di peso elevato quello che – alla nascita – presenta un peso corporeo superiore a 4.500 grammi.

Il peso alla nascita andrebbe riferito non tanto a valori assoluti, quanto agli standard considerati normali per la popolazione di riferimento, che tengano conto di sesso, razza, durata della gravidanza e anche altri fattori, più o meno importanti. Ecco allora che in quest’ottica si definisce peso medio alla nascita quello corrispondete al 50° percentile, mentre l’intervallo di normalità si estende tra il decimo ed il novantesimo percentile. Quest’ultimo limite corrisponde al valore in base al quale il 90% dei neonati presenta un peso alla nascita inferiore, mentre soltanto il 10% fa registrare valori ponderali superiori. Analogamente, il peso alla nascita corrispondente al decimo percentile indica che il 90% dei neonati presenta un peso alla nascita superiore, mentre soltanto il 10% fa registrare valori inferiori.

All’ interno della categoria dei nati di basso peso possiamo identificare quattro gruppi di bambini:

  • bambini di peso basso, con un peso alla nascita inferiore ai 2.500 grammi;
  •  bambini di peso molto basso, con un peso alla nascita inferiore ai 1.500 grammi;
  •  bambini di peso molto molto basso, con un peso alla nascita inferiore ai 1.000 grammi;
  •  bambini di peso estremamente basso, con un peso alla nascita inferiore ai 750 grammi.

Nella maggior parte dei casi, i bambini di basso peso alla nascita sono neonati prematuri. L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) definisce nascita pretermine quella che avviene prima della 37° settimana compiuta di gestazione. Quando un bambino nasce ad un’età gestazionale inferiore alle 32 settimane, viene definito gravemente prematuro. Va comunque precisato,  che non tutti i neonati pretermine sono anche di basso peso: ad esempio, un neonato di 36 settimane, quindi prematuro, può pesare 2.600 grammi, rientrando così nell’ambito del peso normale.

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Perdita di peso dopo la nascita e aumento nei primi mesi

Il peso del neonato (Istock)

La perdita o calo del peso del neonato dopo la nascita è normale e fisiologica. Infatti dopo il parto e specificatamente nella prima settimana di vita, l’aumento di peso del neonato è negativo; nei primissimi giorni, infatti, si registra un calo ponderale quantificabile in un 5-10%, legato allo stress indotto dal parto e alla perdita di liquidi con feci (meconio), respiro, sudore ed urine.

La perdita di peso è generalmente elevata per i neonati nati grandi, mentre appare inferiore nei bambini con peso alla nascita più basso. E’ inoltre leggermente superiore nei neonati allattati al seno (7%-10%) rispetto a quelli nutriti con latte artificiale (5%).

Ma questo calo ponderato del peso del neonato, viene subito ripreso nei giorni successivi, mediamente tra il decimo e il quattordicesimo giorno di vita. Dopo essersi adattato al nuovo ambiente, il neonato inizia infatti ad aumentare in maniera piuttosto evidente il proprio peso. Sempre in base a dati statistici, l’aumento di peso del neonato “medio”, sano, è:

  • del 33% nelle prime sei settimane;
  • del 25% nelle settimane da sette a dodici;
  • del 20% nelle settimane da dodici a diciotto.

In modo più semplicistico:

  • dopo i primi giorni di vita, durante i primi cinque mesi, l’aumento di peso del neonato è quantificabile in 150-200 grammi alla settimana, ritmo che lo porta normalmente a raddoppiare il proprio peso entro la metà e la fine del quarto mese di vita.
  • Il ritmo di crescita è in genere massimo tra la terza e la sesta settimana di vita.

Durante il primo anno, il peso alla nascita viene pressoché triplicato, mentre la lunghezza aumenta del 50% circa.

I Percentili di crescita: cosa sono e come si misurano

Come calcolare il peso del neonato (Istock Photos)

Il percentile o, più di preciso, i diagrammi percentili sono l’unità di misura che si utilizza per stabilire come procede la crescita del bambino in peso e in altezza. Sono realizzati prendendo come termine di paragone gruppi formati da 1000 bambini della stessa età. I bambini vengono suddivisi a seconda del peso e della statura dopodiché vengono inseriti in 100 sottogruppi ciascuno formato da 10 bambini. Ogni gruppetto è un centile e ogni centile è rappresentativo dell’uno per cento della popolazione infantile dell’età anagrafica presa in esame.

Nel primo centile si trovano i bambini di dimensioni più piccole, nel centesimo quelli più alti e grossi. La maggior parte della popolazione infantile è posizionata tra il 25° e il 75° percentile. I bambini al 50mo centile sono i bambini di dimensioni medie.

L’impiego dei diagrammi percentili consente di stabilire se il ritmo di crescita è accettabile e quindi di escludere problemi relativi allo sviluppo fisico: se il bambino si trova tra il terzo e il novantasettesimo centile ha comunque una crescita adeguata, anche se tra i due estremi c’è una differenza significativa (che comunque è spesso influenzata dalla genetica). Se il bambino è stabilmente al di sotto o al di sopra delle due soglie è opportuno pensare all’esistenza di un problema. Facendo un esempio pratico:

  • Se un bambino ha l’altezza al 25° percentile significa che 25 bambini su 100 sono più bassi di lui e 75 più alti di lui alla stessa età.
  • Se un bambino ha l’altezza al 50° percentile significa che 50 bambini su 100 sono più alti di lui e 50 bambini su 100 sono più bassi di lui.
  • Se invece l’altezza è al 90 ° percentile significa che 10 bambini su 100 sono più alti di lui e 90 bambini su 100 più bassi di lui.

Questi, sono tutti valori che rientrano nelle medie di crescita.

Importantissimo è valutare la crescita nel tempo e vedere se questa crescita segue l’andamento delle linea dei grafici, non tanto se in un certo momento il bambino è esattamente al 50° percentile.

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Quindi in breve, le tabelle o curve di crescita o percentili vengono utilizzate per confrontare l’altezza, il peso, e altre dimensioni come la circonferenza cranica, con le misure medie di bambini della stessa età.

Quando devo iniziare a preoccuparmi?

calcolo del peso del neonato, quando iniziare a preoccuparsi (Istock Photos)

Il peso è probabilmente l’indice migliore dello stato di nutrizione e della crescita di un bambino. È molto probabile che il piccolo non assuma abbastanza latte se:

  • l’aumento di peso del neonato è inferiore a 18 g al giorno, a 125 g alla settimana o a 500 g al mese;
  • il peso a 15 giorni di vita è inferiore a quello registrato alla nascita;
  • il neonato urina meno di 6 volte al giorno, con urine di odore pungente e concentrate ed evacua feci dure, asciutte e di rado.

Oltre a fare registrare un ridotto aumento di peso, il neonato scarsamente allattato può piangere spesso, rimanere tropo a lungo attaccato al seno, apparire letargico e mostrarsi insoddisfatto al termine della poppata o rifiutare il seno.

Per ciò che riguarda la curva di crescita, e quindi l’andamento del diagramma dei percentili, bisogna preoccuparsi quando:

  • una delle misure rimane al di sotto del 10° percentile o superiore al 90° percentile per la sua età.
  • la testa cresce troppo lentamente o troppo rapidamente nel tempo.
  • una misura non segue l’andamento delle linee del grafico: ad esempio il pediatra potrebbe preoccuparsi se un bambino a 6 mesi era al 75° percentile, ma poi a 9 mesi si sposta al 25° percentile e scende ancora più basso a 12 mesi.

Ricordiamo sempre che i dati di crescita vanno sempre valutati e interpretati dal pediatra che tiene in considerazione il peso, l’altezza, la costituzione dei genitori, l’età e lo stato di salute del bambino e i valori di accrescimento precedenti. La velocità e l’entità della crescita non dipendono solo da fattori alimentari ma anche da fattori costituzionali, genetici, ormonali e affettivi che sono indipendenti dal cibo che il bambino assume. Ogni bambino ha i suoi tempi e un suo modello di crescita: solo un medico può valutare la la crescita rientra oppure no nella norma o se si sospetta un disturbo dell’accrescimento.

(Fonte: MyPersonalTrainer.it)

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