Rita Dalla Chiesa vs Saviano: “Vergogna. La scorta lo lasci solo”

0
22

Carabiniere ucciso a Roma, Roberto Saviano: “orrido strumento politico contro i migranti”. Rita Dalla Chiesa: “vergogna. La scorta lo lasci solo”.

Roberto Saviano commenta l’omicidio del carabiniere Mario Cerciello Rega, ucciso a Roma con otto coltellate mentre cercava di difendere una donna. Le parole usate dallo scrittore di Gomorra, però, scatenano la polemica e, sui social, Rita Dalla Chiesa lo attacca pubblicamente.

Se vuoi restare sempre aggiornato su tutto ciò che riguarda il gossip, le notizie e i video del gf e altri reality clicca qui!

Rita Dalla Chiesa attacca Roberto Saviano per il carabiniere ucciso a Roma: “si vergogni. La scorta lo lasci solo”

rita dalla chiesa contro saviano

Roberto Saviano, su Instagram, ha pubblicato una foto di Mario Cerciello Rega, vice brigadiere di Somma Vesuviana, in servizio a Roma dove ha perso la vita mentre svolgeva il proprio dovere, scrivendo anche la propria opinione sulla vicenda.

“Il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega ha subito 8 coltellate ieri notte a Roma. L’operazione in cui era impegnato sembrava semplice: due balordi, dopo aver rubato la borsa a una ragazza, avevano provato a fare un cavallo di ritorno: paga e riavrai borsa, documenti e chiavi. Cento euro il prezzo. All’incontro però, dopo la denuncia, si erano presentati i Carabinieri.
8 coltellate significa che i Carabinieri non sono arrivati sul luogo con le pistole spianate, non sono piombati con violenza, ma con la prudenza del diritto; sono intervenuti con l’intento di misurare le intenzioni di chi avevano di fronte e speravano magari di poter risolvere tutto senza colpo ferire.
Questo è stato l’ultimo onore di Mario Cerciello Rega che si è comportato da Carabiniere contro questi banditi, e ha pagato con la vita.
Non esistono mai servizi semplici quando si è in strada. Vivo tra i Carabinieri da 13 anni, ho imparato a conoscere lo stress degli appostamenti notturni, i pattugliamenti, la fatica. E ho sentito ieri stesso i commenti disperati dei colleghi: “Cazzo si era appena sposato!”.
E ora la morte di Mario Cerciello Rega
è già territorio saccheggiato dalla peggiore propaganda. La morte di un Carabiniere in servizio non può essere usata come orrido strumento politico contro i migranti. Delinquenti politici che, per allontanare da sé i sospetti sui crimini commessi, non esitano a usare i più deboli tra voi, e i più esasperati (ognuno ha una ragione per esserlo), per alimentare sentimenti razzisti che non hanno ragione di esistere.
Quando la camorra uccide non è pensabile incolpare tutti i campani.
Mi rendo conto che non è semplice, ma sta a noi comprendere la reale situazione criminale del nostro Paese e difendere il sacrificio di un uomo, di un Carabiniere caduto mentre si comportava rispettando il giuramento prestato alle leggi democratiche del suo Paese”.

Potrebbe interessarti anche—>Omicidio carabiniere, fermati e interrogati i sospettati

Le parole scritte da Roberto Saviano hanno sollevato la polemica. Tante le critiche che lo scrittore sta ricevendo e, su Instagram, si è scagiato contro di lui anche Rita Dalla Chiesa che ha scritto: “Senza parole. E lui senza vergogna. Gli uomini della sua scorta dovrebbero ribellarsi, dopo quello che ha detto, e lasciarlo solo. E adesso attaccatemi pure. Non me ne importa niente”.

Visualizza questo post su Instagram

Il vicebrigadiere Mario Cerciello Rega ha subito 8 coltellate ieri notte a Roma. L’operazione in cui era impegnato sembrava semplice: due balordi, dopo aver rubato la borsa a una ragazza, avevano provato a fare un cavallo di ritorno: paga e riavrai borsa, documenti e chiavi. Cento euro il prezzo. All’incontro però, dopo la denuncia, si erano presentati i Carabinieri. 8 coltellate significa che i Carabinieri non sono arrivati sul luogo con le pistole spianate, non sono piombati con violenza, ma con la prudenza del diritto; sono intervenuti con l’intento di misurare le intenzioni di chi avevano di fronte e speravano magari di poter risolvere tutto senza colpo ferire. Questo è stato l’ultimo onore di Mario Cerciello Rega che si è comportato da Carabiniere contro questi banditi, e ha pagato con la vita. Non esistono mai servizi semplici quando si è in strada. Vivo tra i Carabinieri da 13 anni, ho imparato a conoscere lo stress degli appostamenti notturni, i pattugliamenti, la fatica. E ho sentito ieri stesso i commenti disperati dei colleghi: “Cazzo si era appena sposato!”. E ora la morte di Mario Cerciello Rega è già territorio saccheggiato dalla peggiore propaganda. La morte di un Carabiniere in servizio non può essere usata come orrido strumento politico contro i migranti. Delinquenti politici che, per allontanare da sé i sospetti sui crimini commessi, non esitano a usare i più deboli tra voi, e i più esasperati (ognuno ha una ragione per esserlo), per alimentare sentimenti razzisti che non hanno ragione di esistere. Quando la camorra uccide non è pensabile incolpare tutti i campani. Mi rendo conto che non è semplice, ma sta a noi comprendere la reale situazione criminale del nostro Paese e difendere il sacrificio di un uomo, di un Carabiniere caduto mentre si comportava rispettando il giuramento prestato alle leggi democratiche del suo Paese.

Un post condiviso da Roberto Saviano (@robertosaviano_official) in data: