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Maternità surrogata, cos’è e cosa comporta legalmente

ULTIMO AGGIORNAMENTO 14:05
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Maternità surrogata, poco conosciuta ma esistente nel mondo. Cos’è e cosa comporta avere un figlio da una madre surrogata? Tutte le informazioni in ambito legale e psicologico

maternità surrogata, cos’è? (Istock Photos)

Avere un figlio proprio è da sempre l’aspirazione di tutti coloro che hanno deciso di formare una famiglia, di avere una prole e di esaudire il sogno di una vita felice. Purtroppo non sempre il dono della vita è così facile da avere. Non si deve dare mai per scontato, e chi non può avere figli sa bene di cosa si sta parlando. Un desiderio immenso che, fino a poco tempo fa, rimaneva tale e basta. Certo, esistono varie altre modalità di essere genitore, d’altronde i figli sono di chi li cresce non di chi li fa (si dice). Esiste, un mondo ancora non completamente svelato e alla portata di tutti, il mondo della maternità surrogata. Ma nello specifico cos’è la maternità surrogata? Cosa comporta legalmente ai nuovi genitori e alla madre surrogata? In più, in Italia è legale? Facciamo chiarezza e scopriamo i lati ancora poco conosciuti di questo universo della maternità a tre.

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Maternità surrogata: cos’è?

trimestre gravidanza maternità surrogata (Istock Photos)

La maternità surrogata è una tecnica di procreazione assistita nella quale la madre surrogata s’impegna a portare a termine una gravidanza “su commissione” di altri. Esistono sostanzialmente due tipologie di surrogazione di maternità: tradizionale e gestazionale.

La prima maternità, quella detta tradizionale o anche nota come surrogazione di maternità genetica o parziale, prevede l’inseminazione naturale artificiale della madre surrogata. Pertanto, L’ovulo che darà origine all’embrione apparterrà a quest’ultima, mentre gli spermatozoi possono provenire dal genitore designato, oppure da un donatore. Nel primo caso, il nascituro sarà correlato geneticamente sia al genitore che ha fornito i gameti maschili, sia alla madre surrogata. Nel secondo caso, invece, il nascituro non sarà correlato geneticamente ad alcuno dei genitori designati, ma sarà correlato geneticamente alla madre surrogata e al donatore (esterno alla coppia) che ha fornito i gameti maschili.

Per ciò che riguarda la giurisdizione vigente, l’inseminazione può:

  • Essere eseguita privatamente dai genitori richiedenti e dalla madre surrogata senza l’intervento medico;
  • Richiedere l’intervento medico.

Qualora si utilizzino gameti da donatori, invece, le persone richiedenti la surrogazione potrebbero dover affrontare un processo di adozione per ottenere i diritti genitoriali sul nascituro o sui nascituri.

Nel secondo tipo di maternità surrogata e cioè, quella detta gestazionale,l a madre surrogata non è correlata geneticamente al nascituro o ai nascituri, poiché si utilizzano i gameti maschili e/o femminili degli aspiranti genitori o donatori. In questo caso, si effettua la cosiddetta fecondazione in vitro e, in nessun caso, il bambino o i bambini che nasceranno saranno geneticamente correlati alla madre surrogata.

In Italia la maternità surrogata è vietata a tutti: i motivi

Maternità surrogata: in Italia è vietata (Istock Photos)

Nel nostro bel Paese, al giorno d’oggi, la maternità surrogata è una pratica vietata a tutti, senza esclusione alcuna. Se una coppia o una persona single volesse comunque provare la maternità surrogata, dovrebbe rivolgersi all’estero, dove in alcuni Paesi, tale pratica è consentita. Ma, questo comporterebbe per i futuri genitori l’impossibilità, una volta rientrati nel paese d’origine, in tal caso l’Italia, di riconoscibilità genitoriale sul bambino/a da parte di quest’ultimi. Normalmente, la legge prevede il riconoscimento della genitorialità solo per i genitori biologici, mentre se i gameti provengono da donatori, il riconoscimento non è automatico. Inoltre, poiché la gestazione per altri non è consentita sul territorio italiano, al momento, non esiste una disciplina chiara e completa in merito ai diritti genitoriali che i richiedenti possono acquisire o meno nei confronti di uno o più bambini nati da madre surrogata.

In Italia con la legge 40 del 2004 si è resa illegale la maternità surrogata. Il testo della legge recita, infatti così:

“Chiunque, in qualsiasi forma, realizza, organizza o pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e con la multa da 600.000 a un milione di euro.”

(Fonte: Gravidanzaonline)

Quindi, dove recarsi affinché la pratica della maternità surrogata possa essere legale e ammissibile? All’estero, i Paesi che praticano la maternità surrogata gestazionale o tradizionale sono diversi anche se ognuno di loro ha la propria giurisdizione in merito, diversa da Paese a Paese.

Per fare qualche esempio, sulla base di dati risalenti all’anno 2017, è emerso che la surrogazione gestazionale è permessa: nel Regno Unito, nei Paesi Bassi, negli Stati Uniti (ma non in tutti gli Stati che ne fanno parte), in Grecia, in Portogallo, in Albania, in Georgia, in Ucraina e in Russia.

Fra i paesi in cui la maternità surrogata è vietata a tutti, invece, ricordiamo: Francia, Germania, Finlandia, Bulgaria, Lussemburgo, Croazia, Finlandia, Repubblica Ceca, Cipro, Malta, Romania, Spagna, Slovenia, Slovacchia, Norvegia, Polonia e Italia.

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E’ tutta questione di moralità?

Maternità surrogata, cos’è (Istock Photos)

Le opinioni in merito alla moralità della surrogazione di maternità sono, discordanti: se per coloro che non possono avere figli la surrogazione di maternità rappresenta l’unica alternativa possibile, quindi uno “strumento” fondamentale; per altri, la condizione di madre surrogata è immorale e contraria ai diritti e alla dignità delle donne. Il dibattito è ad oggi acceso e non tende a diminuire. Ci saranno sempre opinioni discordanti in merito a tale faccenda. A tutto ciò, si aggiunge il dibattito riguardante il possibile sfruttamento che si cela dietro alle donne in difficoltà economica che decidono di diventare madri surrogate solo per ottenere un compenso in denaro. Bisogna tuttavia ricordare che, generalmente, negli Stati in cui la maternità surrogata è consentita, le leggi che regolamentano questo tipo di pratica vengono formulate in modo tale da evitare o comunque contrastare il più possibile il fenomeno dello sfruttamento, cercando di tutelare al massimo i diritti e la dignità della madre surrogata, così come i diritti del neonato e dei genitori designati.
Per ciò che riguarda, appunto, il compenso economico che le madri surrogate possono percepire, anche qui esistono leggi in alcuni paesi che lo permettono come, in altri, invece, tale pratica non è consentita. Per esempio, sapevi che in alcuni Paesi, la madre surrogata non ha diritto a compensi di alcun tipo per portare a termine la gravidanza, poiché è consentita solamente la cosiddetta maternità surrogata altruistica, cioè a titolo gratuito. Mentre, in altri Paesi, invece, la madre surrogata può richiedere un pagamento in denaro per intraprendere la gestazione per altri. In questi casi, si parla di maternità surrogata lucrativa. Infine, ricordiamo che, in alcuni Stati, il ricorso ad un madre surrogata è consentito solo alle coppie eterosessuali (purtroppo). Ma non per tutti i Paesi è così, per fortuna, esistono alcuni Paesi dove la pratica della maternità surrogata è consentita sia a coppie omosessuali che a singole persone.

Un altro punto di dibattito molto acceso riguarda anche il lato psicologico della maternità surrogata e le sue possibili implicazioni psicologiche e legali. Per evitare future rivendicazioni genitoriali da parte della donna che porta avanti la gravidanza vengono firmati dei contratti preliminari.

Anche il rientro nei Paesi di residenza può causare problemi di tipo burocratico per quanto riguarda la cittadinanza del bambino e lo stato di nascita del neonato, uno dei documenti che devono essere necessariamente esibito al momento del rientro in patria. A questo proposito in Italia da tempo si lamenta l’assenza di una normativa precisa a riguardo.

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La madre surrogata: chi è e che responsabilità deve avere

graivdanza l'embrione maternità surrogata (Thinkstock)

La madre surrogata è una donna che, liberamente, ha deciso di portare a termine una gravidanza per conto di terze persone – coppia eterosessuale o single -che, per un qualsiasi motivo, non sono in grado di concepire o avere figli. In generale, fra la madre surrogata e la coppia o il singolo che richiede la surrogazione è presente un preciso accordo sancito da un contratto di surrogazione gestazionale. In alcuni Paesi esistono a tale scopo, delle vere e proprie Agenzie che si occupano di mettere in contatto la futura madre surrogata con la coppia che intende avere il bambino surrogato stabilendo, tramite un contratto tutti i termini legali. Il contenuto e i punti salienti di tale contratto potrebbero variare in funzione della legislazione dello stato in cui ci si trova. In qualsiasi caso, a prescindere da quanto scritto nel contratto, la madre surrogata s’impegna a rinunciare agli eventuali diritti sul nascituro o sui nascituri e a “consegnarli”, dopo la nascita, alla coppia o al singolo che hanno richiesto la gestazione per altri.

Solitamente, la madre surrogata non è la madre biologica del bambino o dei bambini che nasceranno, poiché, quando possibile, si utilizzano gli spermatozoi o gli ovuli della coppia richiedente la surrogazione. Tuttavia, non sempre ciò avviene; difatti, è possibile che si ricorra sia all’uso di spermatozoi provenienti da donatori estranei ai genitori designati, sia che alla madre surrogata vengano utilizzati gli ovuli di quest’ultima e il liquido seminale degli aspiranti genitori che richiedono la surrogazione.

(Fonte:MyPersonalTreiner)

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