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Lutto: la poesia che da più di un secolo dona sollievo a chi lo vive

ULTIMO AGGIORNAMENTO 9:00
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Lutto: la poesia che da sempre dona conforto a chi ha perso una persona cara.

poesia sul lutto
Fonte: Istock

Quando ci si trova a vivere un lutto, il dolore è sordo e cieco e rende tutto difficile.
Le fasi del lutto e i passi per affrontarlo nel modo corretto sono molto importanti al fine di capire come muoversi. Allo stesso modo lo è il rendersi conto che la prima cosa da fare è trasformare il proprio dolore, allontanare i sensi di colpa e ricordare che la persona amata continuerà a vivere nei ricordi e nell’amore che si è provato e si continuerà a provare per lei.
Che si tratti di un familiare, di un amico o del proprio animale domestico, il lutto esprime in se una mancanza improvvisa che lascia un senso di vuoto difficile da colmare. Questo senso di vuoto è però anche la testimonianza di chi un tempo c’è stato e se si pensa in questo modo, allora si può provare a far pace con il proprio dolore, trasformandolo pian piano, in modo da renderlo il segno indelebile dell’esistenza di chi si porterà per sempre nel proprio cuore.

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Ecco la poesia che, da sempre, aiuta chi vive il dolore del lutto

come superare un lutto
Fonte: Istock

Basta girare per il web per imbattersi in una poesia che è probabilmente la più famosa riguardo il lutto ed il senso di mancanza che si prova. Si tratta di un testo che ha più di un secolo e che è stato scritto da Henry Scott Holland. Il suo titolo è “La morte non è niente” e questa che riportiamo è la versione presente su Wikipedia.

La morte non è nulla. Non conta.
Io me ne sono solo andato nella stanza accanto.
Non è successo nulla.
Tutto resta esattamente come era.
Io sono io e tu sei tu e la vita passata che abbiamo vissuto così bene insieme
è immutata, intatta.
Quello che eravamo prima l’uno per l’altro lo siamo ancora.
Chiamami con il vecchio nome familiare.
Parlami nello stesso modo affettuoso che hai sempre usato.
Non cambiare tono di voce,
Non assumere un’aria solenne o triste.
Continua a ridere di quello che ci faceva ridere, di quelle piccole cose che tanto ci piacevano quando eravamo insieme.
Sorridi, pensa a me e prega per me.
Il mio nome sia sempre la parola familiare di prima.
Pronuncialo senza la minima traccia d’ombra o di tristezza.
La nostra vita conserva tutto il significato che ha sempre avuto:
È la stessa di prima,
C’è una continuità che non si spezza.
Cos’è questa morte se non un incidente insignificante?
Perché dovrei essere fuori dai tuoi pensieri e dalla tua mente, solo perché sono fuori dalla tua vista?
Non sono lontano, sono dall’altra parte, proprio dietro l’angolo.
Va tutto bene; nulla è perduto
Un breve istante e tutto sarà come prima.
E come rideremo dei problemi della separazione quando ci incontreremo di nuovo!

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Queste parole, a volte attribuite erroneamente anche a S. Agostino, sono stare riprese da poeti e autori di libri e tradotte in modi diversi. Il profondo significato resta però sempre lo stesso ed è in grado di far “sentire” la vicinanza di chi, pur non essendoci più fisicamente, può ancore esistere attraverso il ricordo e l’amore che si è provato e si prova ancora nei suoi confronti.

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