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Psiche: 6 casi in cui è meglio andare in terapia

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quando andare in terapiaCi sono situazioni della vita in cui la scelta migliore è quella di andare in terapia per parlare ed affrontare ciò che ci tormenta.

La scelta di andare in terapia, benché negli anni sia divenuta una cosa sempre più semplice, per molte persone risulta ancora molto ostica. Alcuni la considerano una perdita di tempo, altri una sorta di sconfitta per non essere riusciti a risolvere da soli i propri problemi ed infine ci sono quelli che, ancorati alle credenze del passato, ritengono ancora che la terapia sia qualcosa da destinare solo a chi soffre di gravi disturbi mentali.
Posto che il cervello è un organo come tutti gli altri e che, di conseguenza, non c’è nulla da vergognarsi se nella vita arriva il momento in cui necessita di un aiuto, andare in terapia è una cosa che torna utile a tutti. Farlo consente infatti di mettersi in discussione, sfogarsi ed avere un parere esterno esposto in modo molto più chiaro di come potrebbe fare un amico. Insomma, andare in terapia è qualcosa che di certo non fa male a nessuno e che spesso può rivelarsi utile per uscire da periodi nei quali ci si sente bloccati o si necessita di parlare con qualcuno avendo la certezza di essere ascoltati e capiti senza alcun giudizio. Se, la scelta finale spetta sempre a noi, è bene ricordare che ci sono però delle situazioni particolari in cui rivolgersi ad un terapeuta non dovrebbe essere più un opzione ma una scelta obbligata e alla quale dare l’assoluta priorità.

Quali sono i casi in cui è consigliabile andare in terapia

quando andare in terapiaLe situazioni in cui la terapia si rivela necessaria per aiutare a dirimere i fili troppo spesso ingarbugliati dei nostri pensieri sono tante e difficili da riassumere. Un dato problema, infatti, può essere vissuto sotto una luce diversa da persona a persona e a volte anche in base al periodo che si sta attraversando. Nonostante sia difficile fare una stima dei problemi più importanti o di come riconoscerli, oggi proveremo ad analizzare alcuni tra i contesti più “comuni” nei quali ci si può trovare coinvolti. Contesti che, se riconosciuti per tempo, possono essere risolti con molta più semplicità.

  • La depressione. Sentirsi in ansia o depressi è spesso una situazione temporanea che può capitare a chiunque si trovi ad attraversare un momento particolarmente difficile della propria vita. Quando la situazione diventa permanente e sembra non aver fine, portando chi la vive ad una qualità della vita  pessima, la terapia diventa però indispensabile. A volte basta qualche seduta per riuscire a risolvere la causa che ha spinto verso la depressione, in altri casi il tempo richiesto può essere maggiore. In ogni caso, un terapeuta che sappia ascoltare, capire ed indirizzare verso un modo di pensare più propositivo si rivela spesso un arma vincente della quale sarebbe stupido non usufruire. Senza contare che a volte la depressione può nascondere squilibri ormonali o altri problemi di tipo medico che è sempre meglio approfondire in modo da trovare la giusta soluzione.
    motivi per andare in terapia
  • Incapacità di affrontare un lutto o una perdita. Perdere qualcuno al quale si è voluto bene è spesso uno scoglio enorme che può portare alla depressione o ad un senso di non accettazione della realtà. Ciò può avvenire per la perdita di un proprio caro, di un animale domestico e a volte, anche di qualcuno ancora in vita. Si, perché a detta degli psicologi, il lutto si prova anche per la fine di una storia importante, per la fine di un’amicizia e per tutte le situazioni in cui avviene una perdita importante. In questi casi, avere qualcuno che sappia indicare la via per accettare ed elaborare il tutto si rivela indispensabile per poter tornare a prendere in mano la propria vita, recuperando il sorriso ed imparando a gestire i propri ricordi.
  • Incapacità di superare un evento traumatico. Proprio come avviene per il lutto, anche uno shock improvviso o un avvenimento traumatico possono causare grossi problemi, rendendo difficile il tornare a vivere la vita di tutti i giorni. Spesso la mente umana necessita infatti di una sorta di reset, di un punto dal quale ricominciare per riacquistare la normale routine di tutti i giorni. A volte, il tempo si rivela il miglior antidoto per problemi di questo tipo. Quando, però, l’ansia rimane e la vita sembra non scorrere più come prima, allora è il caso di chiedere aiuto. Parlare, rivivere al fianco di un esperto quanto accaduto potrà infatti dare un senso a tutto, permettendo alla mente di sbloccarsi dal momento di shock, elaborare il tutto ed andare avanti.
    quando andare in terapia
  • Dipendenza da sostanze, cibo o alcol. Qui, è proprio il caso di dirlo, spesso il non rivolgersi a qualcuno dipende purtroppo dall’incapacità di capire che si ha effettivamente un problema. Si inizia con una piccola dose e si va aumentando senza quasi farci caso. Si ha l’errata convinzione di potersi fermare quando se ne ha voglia e, per questi motivi, si tende a non capire la situazione nella quale ci si trova. Purtroppo però, una dipendenza resta tale fin quando non viene curata e per farlo è indispensabile rivolgersi ad un esperto, in grado di comprendere il perché questa si è innescata (perché c’è sempre un motivo) e come risolvere il problema, andando a lavorare su dei punti che spesso possono essere dolorosi. Se è vero che riconoscere una dipendenza è difficile è altresì vero che ci sono dei campanelli d’allarme in grado di aprire gli occhi. L’ansia o il nervosismo nel sentirsi dire che si ha una dipendenza da qualcosa, l’effettiva incapacità (nonostante si pensi il contrario) di fermarsi per più di due o tre giorni. Reazioni violente, psicosi e attacchi d’ira immotivati sono i sintomi di chi è già molto avanti con il problema. Attraverso un’attenta analisi è però possibile imparare a riconoscerlo ed è proprio questo il momento giusto per chiedere aiuto.
  • Soffrire di un Dca. Si tratta di disturbi legati all’alimentazione. I più conosciuti sono l’anoressia e la bulimia ma in mezzo c’è tutto un mondo di varianti che la gente tende a non vedere o che, più semplicemente, non conosce. Molto spesso, infatti, chi soffre di questi problemi appare esteriormente come gli altri. Certo, nelle fasi estreme il problema è spesso sotto gli occhi di tutti per via dell’eccessiva magrezza. Prima di arrivare a ciò, però, può volerci diverso tempo così come potrebbe non accadere mai. In ogni caso va preso in considerazione che qualsiasi ossessione o dipendenza dal cibo rappresenta in qualche modo un problema che prima viene affrontato e risolto e prima consente a chi ne soffre di tornare a vivere serenamente.
    quando andare in terapia
  • Attacchi di panico incontrollabili. Spesso iniziano come crisi d’ansia, magari in una situazione così stressante che essere ansiosi è considerata una cosa normale. Poi, però, proseguono e si ripresentano con maggior frequenza sfociando magari in veri e propri attacchi di panico. In quei momenti ci si sente soffocare, si pensa di poter morire da un momento all’altro ed anche la più piccola cosa appare come un problema insormontabile. Ci si sveglia in piena notte con il cuore a mille oppure ci si sente improvvisamente sul punto di svenire proprio quando si è tra la gente e non si sa come chiedere aiuto o come risolvere il problema. Queste situazioni che, per chi le vive, sono più gravi di quanto si possa pensare, andrebbero sempre discusse con un terapeuta. Spesso, infatti, gli attacchi di panico possono sorgere per un problema che non si riesce ad affrontare e che, alle volte, non si sa neppure di avere. In questi casi solo un terapeuta può aiutare a trovare la giusta chiave di lettura, insegnando al contempo anche alcuni metodi di rilassamento che consentano di riappropriarsi pian piano della propria vita.

quando andare in terapiaOvviamente, queste sono solo alcune delle situazioni nelle quali rivolgersi ad un terapeuta potrebbe rendere la vita sicuramente migliore. Altre possono essere fobie immotivate, varie forme di autolesionismo, problemi in famiglia o con il proprio partner, mancanza di comunicazione con i figli, eccessiva mancanza di autostima, eccessiva timidezza, insonnia continua, eccessiva mancanza di autostima che non si riesce ad acquistare in nessun modo (neanche dopo aver letto i 7 metodi proposti per farla crescere), paura di affrontare il domani, etc…
Una lista davvero infinita ed il cui comune denominatore è una qualità della vita che peggiora di giorno in giorno, rendendo sempre più impossibile anche la sola idea di riuscire ad essere nuovamente felici. È bene ricordare, quindi, che cercare un parere esterno anche alla prima avvisaglia di un problema come quelli elencati in questo articolo è solo segno di maturità e di carattere. Requisiti indispensabili se si desidera affrontare e superare al meglio ogni possibile futura calamità che la vita può porre sul nostro cammino.