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Simone Cristicchi età, altezza, carriera e vita privata

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Chi è Simone Cristicchi? Impariamo a conoscere meglio carriera e vita privata del cantante grazie a una biografia completa.

  • Nome d’arte: Simone Cristicchi
  • Data di nascita: 5 febbraio 1977
  • Età: 42 anni
  • Segno zodiacale: Acquario
  • Professione: Cantante
  • Titolo di studio: Diploma
  • Luogo di nascita: Roma
  • Altezza: 180 cm

Secondo di tre figli, Simone Cristicchi cresce con la passione per la musica, soprattutto grazie alla mamma, Stella (originaria delle Marche) e al papà, Stefano.

Simone è da sempre appassionato di fumetti, tanto che a 16 anni la Comic Art gli offrì un contratto da disegnatore, rifiutato per finire gli studi. Altri lavori però arrivarono a segnare la vita di Cristicchi, come l’impegno, prima come obiettore di coscienza, poi come volontario, in un centro di igiene mentale.

Dopo il diploma al Liceo Classico aveva iniziato a frequentare la facoltà di Storia dell’Arte all’Università di Roma, salvo poi non arrivare alla laurea. A diciassette anni aveva infatti creato il suo primo gruppo rock salvo incontrare poi la canzone d’autore e scegliere di dedicarsi a quest’ultima vincendo, nel 1998, il Concorso Nazionale Cantautori.

Il successo arriva poco a poco, aprendo, tra le altre cose, i concerti di Niccolò Fabi e di Max Gazzé.

Il Festival di Sanremo lo boccia due volte, prima con Leggere attentamente le istruzioni e poi con Studentessa universitaria, prima di annoverarlo tra i big ed eleggerlo vincitore nel 2007 con Ti regalerò una rosa. Di mezzo, nel 2005, c’era stato però il primo vero successo: Vorrei cantare come Biagio, brano che parla delle mille difficoltà per chi vuole emergere ma che, grazie a un ritmo ipnotico, coinvolge subito il pubblico.

Da qui i successi non mancheranno, con altri brani famosi, altri Festival di Sanremo e la m musica che si intreccia con libri pubblicati e spettacoli teatrali acclamati.

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Simone Cristicchi teatro

Simone Cristicchi teatro
Foto da Instagram @cristicchi

Esodo, Mio nonno è morto in guerra e Manuale di volo per uomo sono i tre spettacoli che hanno portato Simone Cristicchi sui palcoscenici dei teatri italiani, fino a divenire nel 2017 direttore del Teatro Stabile d’Abruzzo.

In realtà il cantante si è avvicinato più volte al mondo del teatro, scrivendo anche diverse opere dedicate al suo progetto sui manicomi e a altri approfondimenti, trovando nel palcoscenico una nuova via d’espressione, spesso unita la musica ma recentemente sempre più separata.

Simone Cristicchi 2018

Simone Cristicchi 2018
Foto da Instagram @cristicchi

Per Simone Cristicchi il 2018 è stato soprattutto una non legato all’universo teatrale.

Nonostante fosse infatti iniziato con la conclusione del tour partito nel 2017, per poi proseguire con una nuova visita a Sanremo per duettare con Fabrizio Moro e Ermal Meta sulle note di Non mi avete fatto niente, il 2018 ha poi virato verso il mettere in scena il suo Manuale di volo per uomo, spettacolo totalmente in prosa che debutto il 15 novembre con grande successo a L’Aquila.

Lo spettacolo parla di un quarantenne rimasto bambino, con un problema preoccupante:

“qualunque cosa guardino i suoi occhi – dal fiore di tarassaco cresciuto sull’asfalto, ai grandi palazzi di periferia – tutto è stupefacente, affascinante, meraviglioso! Per molti è un “ritardato” da compatire, per alcuni un genio. Sicuramente è un tipo strano, che ama disegnare, contare le lettere che formano le parole delle frasi, camminare lentissimo seguendo una sua indecifrabile traiettoria. In realtà, Raffaello è un “Super-Sensibile”, e in quanto eroe possiede dei poteri speciali: la sua mente fotografica è dotata di una lente di ingrandimento che mette a fuoco i particolari, i dettagli che sfuggono agli altri esseri umani; cose minuscole e apparentemente insignificanti che nascondono però un’infinita bellezza, forse perché – come ama dire – “niente è più grande delle piccole cose!”.” (da Facebook Manuale Di Volo Per Uomo – Simone Cristicchi)

Simone Cristicchi moglie

Simone Cristicchi moglie
Photo by Giuseppe Cacace/ Getty Images

Il 21 giugno 2010, nel castello di Montemerano (in Maremma), Simone Cristicchi si è sposato.

Al suo fianco Sara Quattrini, archeologa romana. La luce dei riflettori però non li ha toccati nemmeno quella volta: la coppia vive con grande riserbo la propria relazione e anche il matrimonio si è distinto per discrezione e semplicità.

I social e i giornali di gossip sembrano non avere loro foto e i due preferiscono rifugiarsi nella privacy della propria casa, con la compagnia di coloro che gli sono più vicini e, ovviamente, dei loro due figli: Tommaso, nato il 20 gennaio 2008 e Stella, nata nel 2011.

Simone Cristicchi credo

Simone Cristicchi credo
Foto da Instagram @cristicchi

Un estratto, senza dubbio il più famoso, da Manuale di volo per uomo, lo spettacolo scritto da Simone Cristicchi con G. Ortenzi e N. Brunialti per la regia di Antonio Calenda e portato nei teatri d’Italia a partire dalla fine del 2018.

“Credo nello sguardo della Gioconda e nei disegni dei bambini. Nell’odore dei panni stesi, del ciambellone e in quello delle mani di mia madre.
Credo che quando la barbarie diventa normalità, la tenerezza è l’unica insurrezione.
Credo che la vera gioia è riuscire a sentirsi parte di un paesaggio incantevole, pur non essendo altro che un granello di sabbia.
Credo che la lingua di Dio è il silenzio, e il suo corpo la Natura.
Credo che non siano le grandi rivoluzioni o le ideologie, ma i piccoli gesti a cambiare il mondo perché niente è più grande delle piccole cose.
Credo alla potenza del soffione, quel piccolo fiore selvatico che cresce ostinato tra le pieghe dell’asfalto e che anche tra mille difficoltà, riesce comunque a germogliare e a diventare fiore.
Credo che chi non vive il presente, sarà sempre imperfetto. Anche da trapassato.
Credo che la vera sfida è debuttare ogni giorno, tutto il resto è repertorio.
Credo che chi ha bisogno di nemici, non è in pace con se stesso.
E credo che non sia la bellezza che salverà il mondo, ma siamo noi che dobbiamo salvare la bellezza.
Credo che non bisogna cercare la felicità, ma solo proteggerla.
Credo che non c’è peggior peccato che non stupirsi più di niente e che tutta l’intelligenza e la cultura del mondo resti muta e si inchini davanti a questo grande mistero, al miracolo di questa vita che va avanti, nonostante tutto, che non si ferma, che si trasforma ogni secondo.
Perché la vita è l’unico miracolo a cui non puoi non credere.”

Simone Cristicchi Album di Famiglia

Simone Cristicchi album di famigliaQuarto album in studio del cantante italiano, pubblicato il 14 febbraio 2013 dalla Sony Music.

L’uscita è contemporanea alla partecipazione di Simone Cristicchi al Festival di Sanremo 2013 e, non a caso, l’album include i due brani portati in gara dal cantante, Mi manchi e La prima volta (che sono morto), quello scelto per la finale nella quale si è classificato 11º.

Di seguito le tredici tracce del cd:

  1. Mi manchi (Simone Cristicchi, Felice Di Salvo, Roberto Pacco) – 3:36
  2. La prima volta (che sono morto) (Simone Cristicchi, Leo Pari) – 3:09
  3. Canzone piccola – 3:23
  4. Laura (dedicata a Laura Antonelli) – 3:25
  5. Magazzino 18 – 4:06
  6. Cigarettes (con Nino Frassica) – 3:28
  7. Senza notte né giorno – 3:47
  8. Scippato – 3:11
  9. La cosa più bella del mondo – 3:40
  10. I matti de Roma – 3:20
  11. Le sol le mar – 3:17
  12. Il sipario – 4:02
  13. Testamento (parole di Mauro Marè) – 1:23

Simone Cristicchi canzoni

Simone Cristicchi canzoni
Foto da Instagram @cristicchi

Con quattro album in studio all’attivo e una raccolta datata 2019, Simone Cristicchi certo non ha pochi titoli nel suo arsenale.

Il primo, inevitabilmente da citare, è quello che gli ha regalato la primissima onda di popolarità: Vorrei cantare come Biagio, dedicata al famoso collega Biagio Antonacci e, in poco tempo, divenuto vero e proprio tormentone.

Secondo brano da citare è senza dubbio Ti regalerò una rosa, la canzone che ha regalato a Simone Cristicchi la vittoria al Festival di Sanremo 2007.

Negli anni seguenti tornerà poi a Sanremo prima con Meno male, arrivando in finale, poi con La prima volta (che sono morto) e Mi manchi e, in fine, nel 2019 con Abbi cura di me.

Molti altri titoli popolano poi la carriera di Simone Cristicchi, sempre impegnato in testi all’insegna della riflessione e della sensibilità più sottile.

Simone Cristicchi Ti regalerò una rosa

Simone Cristicchi ti regalerò una rosaE’ il brano con cui nel 2007 Simone Cristicchi trionfa al Festival di Sanremo.

La canzone è una romantica lettera scritta da Antonio, un uomo con problemi psichiatrici, per la sua amata, Margherita, anche lei ospite per qualche tempo del tetro manicomio dove lui ora è rinchiuso. Una vera e propria poesia che narra la potenza di un sentimento come l’amore, capace di nascere anche nei luoghi più bui.

Lo stesso Simone Cristicchi ha raccontato come il brano sia nato  nella cittadina di Girifalco, in Calabria, dove sorge un imponente manicomio, luogo che lo ha poi spinto a realizzare un viaggio per gli ospedali psichiatrici d’Italia, facendo da ciò nascere anche un documentario dal titolo Dall’altra parte del cancello, uscito sempre nel 2007.

Rileggiamo insieme il testo di questo brano poetico.

Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore
Mi chiamo Antonio e sono matto
Sono nato nel ’54 e vivo qui da quando ero bambino
Credevo di parlare col demonio
Così mi hanno chiuso quarant’anni dentro a un manicomio
Ti scrivo questa lettera perché non so parlare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E mi stupisco se provo ancora un’emozione
Ma la colpa è della mano che non smette di tremare
Io sono come un pianoforte con un tasto rotto
L’accordo dissonante di un’orchestra di ubriachi
E giorno e notte si assomigliano
Nella poca luce che trafigge i vetri opachi
Me la faccio ancora sotto perché ho paura
Per la società dei sani siamo sempre stati spazzatura
Puzza di piscio e segatura
Questa è malattia mentale e non esiste cura
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore
I matti sono punti di domanda senza frase
Migliaia di astronavi che non tornano alla base
Sono dei pupazzi stesi ad asciugare al sole
I matti sono apostoli di un Dio che non li vuole
Mi fabbrico la neve col polistirolo
La mia patologia è che son rimasto solo
Ora prendete un telescopio… misurate le distanze
E guardate tra me e voi… chi è più pericoloso?
Dentro ai padiglioni ci amavamo di nascosto
Ritagliando un angolo che fosse solo il nostro
Ricordo i pochi istanti in cui ci sentivamo vivi
Non come le cartelle cliniche stipate negli archivi
Dei miei ricordi sarai l’ultimo a sfumare
Eri come un angelo legato ad un termosifone
Nonostante tutto io ti aspetto ancora
E se chiudo gli occhi sento la tua mano che mi sfiora
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore
Mi chiamo Antonio e sto sul tetto
Cara Margherita son vent’anni che ti aspetto
I matti siamo noi quando nessuno ci capisce
Quando pure il tuo migliore amico ti tradisce
Ti lascio questa lettera, adesso devo andare
Perdona la calligrafia da prima elementare
E ti stupisci che io provi ancora un’emozione?
Sorprenditi di nuovo perché Antonio sa volare

Simone Cristicchi Instagram

Simone Cristicchi Instagram
Foto da Instagram @cristicchi

12,1mila follower seguono @cristicchi via Instagram, un social che il cantante utilizza con assiduità decisamente lontana dalla morbosità di molti vip.

Poche le foto condivise, legate per lo più all’universo creativo di Simone Cristicchi e al massimo qualche selfie che si limita a sfiorare la vita privata dell’artista, protetta sempre con grande riserbo.

Una finestra dunque limitata sul mondi di Cristicchi ma che i suoi fan comunque sembrano apprezzare.

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