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SANREMO 2013: “La prima volta (che sono morto)” di Simone Cristicchi (testo e video)

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Scopriamo insieme “La prima volta (che sono morto) di Simone Cristicchi, testo e video – E’ iniziata la 63esima edizione del Festival di Sanremo ed abbiamo avuto ormai la possibilità di ascoltare i brani di tutti i quattordici artisti in gara. Ogni cantante ha presentato due brani ed il pubblico e la giuria stampa hanno avuto il compito di selezionare la canzone che sarà la loro “arma” verso la finalissima di sabato. Brani originali, non di impatto immediato ma di grande profondità .

“La prima volta (che sono morto)” è il brano che il pubblico e la giuria stampa hanno scelto per Simone Cristicchi. La canzone racconta di ciò che accade dopo la morte, immagina il funerale, l’aldilà, i fantastici incontri che potremmo fare lassù: Chaplin, Pertini, Pasolini. Cristicchi ancora una volta  tocca temi complicati con ironia, semplicità e tanta dolcezza!

Ecco il testo ed il video di “La prima volta (che sono morto)”:

La prima volta che sono morto
non me ne sono nemmeno accorto
mi ero distratto solo un secondo,
l’attimo dopo ero già sepolto.
La prima volta che sono morto,
ho immaginato fosse uno scherzo,
mi sentivo abbastanza tranquillo,
ma dopo tre giorni non sono risorto.
È successo così all’improvviso,
lo scorso sabato mattina
il mio cuore ha cessato di battere
mentre giocavo la schedina
sono atterrato sul pavimento,
come da un platano cadon le foglie
non ho nemmeno avuto il tempo
di dare un ultimo bacio a mia moglie.
L’ambulanza è arrivata in ritardo,
quando non c’era più niente da fare
solo chiamare le pompe funebri
e organizzare il mio funerale, poi
prenotare la chiesa,
avvisare i parenti,
scrivere il necrologio,
qualcuno mi ha tolto il pigiama e infilato il completo,
quello del matrimonio.
La prima volta che sono morto
non me ne sono nemmeno accorto
mi ero distratto solo un secondo,
l’attimo dopo ero già sepolto.
La prima volta che sono morto,
ho immaginato fosse uno scherzo,
mi sentivo piuttosto tranquillo,
ma dopo tre giorni non sono risorto.
È così che sono finito
in quello che chiamano “sonno eterno”,
non è vero che c’è il paradiso,
il purgatorio,
e nemmeno l’inferno.
Sembra più una scuola serale,
tipo un corso di aggiornamento
dove si impara ad amare al vita
in ogni singolo momento.
Il pomeriggio passeggio con Chaplin,
poi gioco a briscola con Pertini,
e stasera si va tutti al cinema,
c’è il nuovo film di Pasolini!
Ieri per caso ho incontrato mio nonno,
che un tempo ha fatto il partigiano,
mi ha chiesto: “L’avete cambiato il mondo?”
Nonno lascia stare! dai, ti offro un gelato!
La prima volta che sono morto
non me ne sono nemmeno accorto
ma ho realizzato dopo un secondo,
che si sta meglio nell’altro mondo.
Ma se dovessi rinascere ancora,
cosa mi importa del destino?
Cambierei sulla tomba la foto
con quella faccia da cretino.
Certo, mi ero visto un po’ pallido
pensavo fosse il neon dello specchio.
Il dottore me l’aveva detto:
“Fumi meno! Pochi alcolici!”
E chi fumava?
Ero pure astemio.
Certo un po’ di sport in più,
meno televisione..
Quante cose avrei voluto fare che non ho fatto,
parlare di più con mio figlio,
girare il mondo con mia moglie
lasciare quel posto alla Regione
e vivere finalmente su un’isola..
E vabbè sarà per la prossima volta!

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