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Fabrizio Corona: il racconto dettagliato sulla notte dell’aggressione

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Fabrizio Corona
Fonte: Instagram @fabriziocoronareal

Fabrizio Corona durante l’intervista a Non è l’Arena, racconta quello che è realmente accaduto durante la notte dell’aggressione

Finalmente ieri sera è andato in onda a ‘Non è l’Arena’ il tanto atteso servizio di Fabrizio Corona nel “Boschetto di Rogoredo”. In quel luogo, come vi abbiamo raccontato in altre occasioni, l’ex re dei paparazzi è stato aggredito e ieri ha voluto introdurre così la messa in onda di questi filmati di denuncia: “Ora dirò una cosa impopolare. Il problema non sono gli uomini di colore, perché la droga, agli uomini di colore, gliela danno gli italiani. Allo Stato conviene avere un posto come il bosco della droga. Bisogna curare questi drogati, ma le cure costano e lo stato preferisce lasciarli lì. C’è differenza tra la droga che gira nel mio ambiente e quella droga lì. Nel mondo dello spettacolo si drogano tutti, non faccio fatica a dirlo: ma è cocaina, è droga per ricchi. Quella del boschetto è la droga dei disperati, l’eroina tagliata male, lo speedball che è un mix di eroina e cocaina in vena. Costa poco, 2-3 euro per pochi grammi, perché l’eroina ormai è passata di moda e viene mischiata a sostanze chimiche. Chi spaccia non si droga.”

Fabrizio Corona, durante l’intervista, ha spiegato anche la ragione che lo ha spinto a voler porta alla luce una così difficile realtà e sopratutto perché ha deciso di addentracisi di notte: “Io vivo di adrenalina, senza non posso vivere. Lì dentro provavo adrenalina, non paura. Lì ci sono centinaia di siringhe, oggetti di gente violentata, ammazzata lì. Abbiamo parlato con un tossico che avrebbe potuto avere un attimo di follia e farci del male. Eravamo in 5, ma eravamo troppi e siamo andati dentro in 3. Eravamo io, un russo che ha fatto tanti anni di galera e che mi ha accompagnato, e l’operatore, di 25 anni. Avevamo due telecamere nascoste, una con l’audio e una a infrarossi”.

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Fabrizio Corona: ecco com’è adata veramente l’aggressione

Fabrizio Corona
Fonte: Instagram @fabriziocoronareal

Fabrizio Corona ha finalmente raccontato in modo dettagliato quanto accaduto durante l’aggressione, specificando tutte le dinamiche. Ricordiamo che l’ex marito di Nina Moric è riuscito a salvarsi sono grazie a uno degli spacciatori che l’ha riconosciuto e l’ha lasciato scappare.

Le immagine del servizio sono tutt’altro che nitide visto che il cameraman è stato l’unico che è riuscito a scappare e chiamare i soccorsi. Tuttavia ci pensa Fabrizio a spiegare tutto l’accaduto: “Faccio un passo in avanti, appena mi riconoscono mi strappano i pantaloni e la maglietta. Vedono i microfoni nascosti nei pantaloni e me li strappano via. Il russo finisce a terra, ha preso un sacco di botte, l’operatore riesce a scappare. Comincia una rissa nel buio. Dopo i primi pugni, sono scappato. Ma sono caduto e mi sono trovato con 5 o 6 di loro addosso. Mi hanno picchiato e uno ha tirato fuori il coltello. Sono riuscito a divincolarmi. Io sono uno che sa menare, ho fatto a botte quando ero in prigione. Un altro non ce l’avrebbe fatta. Ho i segni delle coltellate sulla schiena, fortunatamente mi hanno preso di striscio. Uno mi ha inseguito chiedendomi se ero Corona, appena gli ho detto di sì mi ha lasciato andare. Mi ha lasciato per un senso di rispetto tra detenuti, il mondo della criminalità mi ama molto perché sono uno che ce l’ha fatta.”

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Corona ne ha per tutti e si scaglia pesantemente anche contro i Carabinieri, che sono arrivati sul posto solo sopo la chiamata del cameraman, ma che non ha fatto nulla di particolare. Essi infatti non sono entrati in suo soccorso ma l’hanno atteso fuori: “I Carabinieri hanno chiesto perché ero nel bosco, e sono rimasti lì. Non sono mai entrati”.

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