Genova: il ponte crollato sarà demolito

Ultimi aggiornamenti sulla tragedia che nella giornata di ieri ha colpito la città di Genova.

È in stato di emergenza la città di Genova, dove ieri si è consumata una vera e propria tragedia a causa del crollo del ponte Morandi. Dopo una giornata di ricerche, i morti stimati sono saliti ad almeno 26 ufficiali. Persone la cui vita è stata stroncata anzitempo e ai quali rischiano di aggiungersi altre vittime. Sono infatti ancora tanti i feriti, mentre non mancano le persone scomparse che amici e parenti stanno cercando di contattare dal momento del crollo. Un incidente ancora sotto analisi ma che al momento ha portato almeno 440 persone a dover lasciare le proprie case che, dopo il crollo, risultano a rischio.

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La tragedia del ponte, il giorno dopo

(VALERY HACHE/AFP/Getty Images)

Dall’ultimo aggiornamento sono stati almeno 11 i palazzi fatti evacuare dalla Protezione Civile di Genova. Intanto, oltre alla ricerca di morti e feriti, proseguono anche le indagini sulle cause che hanno portato alla caduta di un ponte che ogni giorno veniva attraversato da gran parte dei genovesi che oggi sono ancora sconvolti perché consapevoli che tra quelle vittime avrebbero potuto esserci loro.
Si tratta di una di quelle tragedie che vorremmo non capitassero mai e che quando si verificano lasciano un senso di vuoto allo stomaco. Lo stesso che oggi sta colpendo i tanti italiani che non si capacitano per quanto accaduto.
Intanto, il viceministro delle infrastrutture Edoardo Rixi ha affermato che tutto il ponte sarà demolito e questo con le ovvie ripercussioni che ciò avrà sia sulle aziende che sui cittadini. Riguardo le testimonianze che hanno parlato di un fulmine come possibile causa del crollo, Rixi ha affermato che un ponte come quello non crolla né per un fulmine né tantomeno per un temporale e che vanno trovati i colpevoli.

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Al momento, però, ad essere trovati sono solo i morti e i feriti e tutti coloro che dopo quanto accaduto porteranno per sempre una nuova ferita nel cuore, consapevoli di come una struttura, pensata per unire parti della città può arrivare addirittura a distruggerle, ferendone gli abitanti sia nel fisico che nel cuore.

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