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Era in coma ma poteva sentire tutti: il racconto di Martin Pistorius

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L’incredibile storia di Martin Pistorius, un ragazzo che era in coma ma che riusciva a sentire tutto intorno a sé: “Mia madre sperava che morissi”

Una storia incredibile, bellissima e bruttissima allo stesso tempo, come tutte le incredibili storie legate a quel grande mistero che è il coma. Quante volte nei film abbiamo visto la scena di un ragazzo in coma che ha al suo capezzale tutti i familiari che gli parlano, gli fanno ascoltare la musica, gli tengono compagnia e aspettano pazientemente che si svegli? Una scena capitata per davvero a un ragazzo del Sudafrica, che è rimasto in coma per tantissimo tempo restando cosciente del mondo circostante, anche se gli altri non riuscivano a vederlo. Martin Pistorius adesso ha 39 anni, ma da bambino la sua vita si è fermata per tanto tempo. Aveva 12 anni e improvvisamente è stato ricoverato d’urgenza. I medici non sono riusciti a capire cosa avesse: si è ipotizzata una meningite da criptococco, ma la diagnosi non ha mai avuto un vero e proprio riscontro. Comunque sia, Martin è rimasto in coma virtuale per molto tempo. Apparentemente era dormiente e incosciente, ma in realtà riusciva a sentire benissimo ciò che accadeva intorno a sé. Solo che non poteva reagire, non poteva parlare, non poteva piangere, quindi sembrava di fatto un vegetale.

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Martin Pistorius, il ragazzo in coma che poteva sentire tutti: la sua testimonianza

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L’incredibile esperienza di Martin Pistorius è tutta raccolta in un libro che è stato scritto sulle sue testimonianze quando si è svegliato ed ha ripreso conoscenza. Il libro si chiama “Ghost Boy”, e parla del suo risveglio, del suo post-coma: Martin si è iscritto al college, ha studiato informatica e oggi vive a Harlow, in Inghilterra, dove ha un’azienda tutta sua di web design. Si è sposato nel 2009 con una ragazza che si chiama Joanna e fa l’assistente sociale. “Ok, è su una sedia a rotelle e può parlare solo attraverso un programma al computer. Ma io questo ragazzo semplicemente lo amo”, dice di lui Joanna, a cui Martin è legatissimo. Ma nel libro il ragazzo racconta anche i momenti drammatici del coma, quando a volte, ricoverato in diversi centri di cura, ha subito anche abusi verbali, fisici e sessuali, che ora ha denunciato.

Nel 1992, a 16 anni il primo miracolo, quando ha ripreso conoscenza. Con lui sempre i genitori, Joan e Rodney, e i suoi due fratelli. Ma un brutto ricordo è legato anche a sua madre, che soffriva tanto nel vederlo così e un giorno sembrava aver perso tutte le speranze di vederlo risvegliarsi: “Ho sentito mia madre dire ‘Spero di vederti morire’. Quello è stato il momento più brutto di tutti”, racconta Martin, che però adesso sta riuscendo ad avere una vita felice. Con un passato impossibile da dimenticare ma che pian piano è riuscito a superare.