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Saviano contro Salvini: “Sei un buffone, non ho paura di te”

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Roberto Saviano, l’attacco frontale a Matteo Salvini: “Sei un buffone, ministro della malavita”

Non si placa la devastante polemica fra Roberto Saviano e Matteo Salvini. I due non si sono mai amati, questo è noto, ma negli ultimi giorni è nata una querelle clamorosa da quando lo scrittore napoletano ha preso una posizione netta e decisa sulla questione Aquarius. Saviano ha dato apertamente del razzista a Salvini e ha raccolto parecchi consensi per le sue posizioni a favore dei migranti, ma ha raccolto altrettante critiche, se non anche di più. Lo stesso Ministro dell’Interno non l’ha presa per niente bene e in un’intervista si è lasciato andare ad un’affermazione che a molti è sembrata come una velata minaccia: “La scorta di Saviano è un costo per lo Stato, e ora forse non è neanche più così necessaria. Valuteremo se è il caso di togliergliela”.

Per sommi capi sono state queste le parole di Salvini, parole molto gravi, che sono state stigmatizzate da tantissimi: ma davvero lo Stato, con tutti i problemi che ha, si preoccupa della spesa per la scorta di Saviano, che incide per una percentuale infinitesimale sui tanti (veri) sprechi degli italiani, a partire dai politici? Un’opinione condivisa, una condanna ferma alle parole del leader leghista, in difesa di Roberto Saviano. Che però, a quanto pare, sa difendersi benissimo da solo.

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Saviano attacca Salvini: “Sei il ministro della malavita”

salvini

E infatti Saviano, ospite nel salottino romano di Fanpage, non le ha mandate certo a dire e si è scagliato contro il suo avversario con fermezza e decisione: “Ma secondo Salvini io sono felice di vivere così da 11 anni? Ho la scorta da quando ho 26 anni, sono stato nel mirino dei Casalesi e dei narcos messicani. Credi davvero che abbia paura di te, Salvini? Sei un buffone”. L’invettiva di Saviano si sposta poi sull’effettiva opportunità di “preoccuparsi” di lui, con tutti i problemi che ha l’Italia, e sulle posizioni di Salvini sui rom e sul Meridione, che adesso sono state rinnegate ma restano un marchio a fuoco sulla sua credibilità: “Salvini ha come nemici le persone del Sud Italia, le ha insultate un attimo prima di andargli a chiedere i voti. Sono felice di essere suo nemico, sono felice di essere oggetto della sua propaganda politica basata sull’odio. Fa solo teatro, non dà risposte”.

Poi l’aneddoto piuttosto pesante: “In Calabria è stato eletto anche per i voti della’ndrangheta. Durante un suo comizio a Rosarno tra le prime file c’erano uomini della famiglie Pesce, storica famiglia della ‘ndrangheta affiliati alla famiglia Bellocco, potentissima organizzazione di narcotrafficanti. Non ha detto niente, non ha detto una parola contro la ‘ndrangheta, da codardo qual è. Salvini oggi è definibile ‘ministro della malavita’, un’espressione coniata da Gaetano Salvemini. Risponda piuttosto a chi gli chiede che fine hanno fatto i 50 milioni di euro della maxi-truffa che la Lega ha fatto con i rimborsi elettorali. Restituisca i soldi che ha preso e poi parli del denaro pubblico che viene speso e non si sa come”.