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Mondiali di calcio: i cinque inni più belli cantati da donne

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mondiali calcio
(screenshot video)

Ufficialmente iniziati i Mondiali di calcio: i cinque inni più belli cantati da donne, da Jennifer Lopez a Shakira, passando per Gianna Nannini.

Si sono aperti ufficialmente, col gestaccio in mondovisione di Robbie Williams, i campionati mondiali di calcio 2018, che si disputano in Russia. “Live It Up di Nicky Jam (con featuring di Will Smith e Era Istrefi) è la canzone ufficiale di quest’anno. Ci sono inni che difficilmente ci scorderemo e che sono stati cantati, da sole o in coppia, da straordinarie artiste.

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Le cinque canzoni più belle della storia dei Mondiali di calcio

Abbiamo selezionato i cinque brani più belli, quelli cantati sotto l’ombrellone anche dopo la fine dei mondiali di calcio: ce ne sono alcuni che, a distanza di anni, canticchiamo ancora a testimonianza che oltre al risultato sul campo e all’emozione di un gol, i campionati del mondo di calcio rendono immortali anche gli inni che li hanno rappresentati. La scelta è ricaduta su brani che hanno visto la partecipazione di donne.

5 – We Are One (Ole Ola)

Al quinto posto in questa graduatoria inseriamo l’inno ufficiale dei Mondiali brasiliani del 2014, scritto dal rapper Pitbull e cantato dallo stesso in collaborazione con Jennifer Lopez e la cantante brasiliana Claudia Leitte. Il brano fu un quasi flop: molte le polemiche dopo la sua uscita, legate soprattutto al fatto che nella canzone mancherebbero elementi tipicamente brasiliani e legati al calcio.

4 – Boom

Un po’ più su in graduatoria c’è Anastacia e la sua Boom, scelta come inno dei mondiali 2002, disputati in Corea del Sud e Giappone. Il brano è stato scritto da Anastacia e Glen Ballard, che è anche il produttore della canzone. Nel video del brano appaiono molti calciatori e Anastacia fu invitata a cantare la canzone nell’intervallo della finale, giocata a Yokohama. Nonostante l’impegno, l’inno non ebbe il meritato successo.

3 – Dare (La La La)

Nel 2014, alla bocciatura del brano di Pitbull è corrisposta la promozione dell’inno ‘non ufficiale’ dei mondiali, ovvero Dare (La La La), portato al successo da Shakira. La versione scelta per i mondiali è leggermente differente da quella originale, ma soprattutto vede la partecipazione di Carlinhos Brown. Nel videoclip appaiono invece i calciatori Lionel Messi, Neymar, Sergio Agüero, Cesc Fàbregas, Falcao, Gerard Piqué e James Rodríguez.

2 – Waka Waka (This time for Africa)

In realtà, Shakira aveva sicuramente fatto meglio con l’inno dei mondiali in Sudafrica del 2010. Interpretata con il gruppo sudafricano Freshlyground, la canzone scritta da Shakira insieme con John Hill basandosi sulla canzone camerunese Zangalewa è sicuramente l’inno più famoso mai passato per un mondiale di calcio. I dati di vendita sono spaventosi: 1,7 milioni di copie negli Usa, 750mila in Germania, quasi 200mila in Italia. Nel nostro Paese, Waka Waka (This Time for Africa) ha raggiunto la prima posizione nella classifica italiana, mantenendola per 16 settimane consecutive. Il successo, dicevamo, è stato globale: in 19 Paesi è stata al primo posto in classifica.

1 – Un’estate italiana

Un po’ per partigianeria, un po’ perché se lo merita veramente, al primo posto mettiamo ‘Un’estate italiana’, inno cantato da Edoardo Bennato e Gianna Nannini per i mondiali di calcio Italia ’90. Inizialmente era un celebre brano musicale composto da Giorgio Moroder, con testo di Tom Whitlock. Quella versione venne utilizzata dalle trasmissioni Rai in apertura di partite. Per l’edizione italiana, Moroder si rivolse a Gianna Nannini e Edoardo Bennato, che riscrissero il testo ormai cantato da chiunque. La canzone è stata costantemente, per praticamente tutto l’anno, in testa alla classifica dei 45 giri più venduti in Italia. Inoltre, ha raggiunto la prima posizione in classifica in Svizzera, la quarta in Norvegia e la settima in Svezia. Il suo successo è stato tale che è stata cantata dai tifosi tedeschi alla fine di Germania-Portogallo 3-1, finale per il terzo posto del campionato del mondo 2006. Quello stesso anno, l’Italia si laureò campione del mondo e la canzone venne diffusa dagli altoparlanti dello stadio di Berlino.

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