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Ancona, arrestato untore di AIDS: “L’HIV non esiste”

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untore HIV
Test AIDS (Getty Images)

Rapporti sessuali non protetti con l’HIV: arrestato untore ad Ancona

Una storia incredibile arriva da Ancona, dove un uomo-untore è stato arrestato in quanto, positivo all’HIV da 11 anni, continuava ad avere rapporti sessuali senza utilizzare alcuna precauzione. Al termine di un’indagine condotta dalla Polizia del capoluogo marchigiano in collaborazione con il Servizio Centrale Operativo, l’uomo è stato arrestato dagli agenti della squadra mobile e dovrà rispondere delle gravissime accuse che pendono a suo carico. Trasportato nel carcere di Ancona, il presunto untore sarà tenuto in custodia in attesa del processo. L’uomo accusato di essere un untore di HIV è un 35enne anconetano, che è stato ritenuto responsabile di lesioni gravissime dolose ai danni della sua partner. Un’accusa aggravata anche da una verità incredibile emersa nel corso delle indagini. A sorprendere gli investigatori durante le fasi dell’arresto, infatti, è stato soprattutto il cinismo con cui l’uomo rifiutasse di considerarsi malato, nonostante i risultati delle analisi lo comprovassero, affermando di ritenersi un negazionista dell’esistenza dell’AIDS e per questo non si considerava malato. Per questo praticava rapporti sessuali non protetti e non avvisava le sue partner.

L’untore di HIV arrestato ad Ancona: ecco come è stato scoperto

untore HIV
Test HIV (Getty Images)

E il modo in cui l’untore di Ancona è stato scoperto ed assicurato alla giustizia fa davvero venire i brividi. La denuncia è partita da quella che era la sua compagna da quasi un anno. I due si frequentavano dallo scorso febbraio, ma a un certo punto la giovane, a seguito di una serie di specifici malesseri fisici e insospettita da alcune dicerie sullo stato di salute del suo partner, è andata a fare degli esami di approfondimento e ha scoperto che era stata irreparabilmente contagiata dal virus dell’HIV. Da lì ha sporto denuncia e ha fatto partire le indagini, che hanno portato a scoprire l’untore. E’ emerso che l’indagato era già affetto dalla sindrome da almeno 11 anni, accertando, inoltre, la sua imperdonabile malafede in quanto consapevole del suo stato di salute, e si è scoperto che l’uomo utilizzava soprattutto “chat” per avere nuove frequentazioni.