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Mark Zuckerberg all’Europarlamento: scuse pubbliche per errori

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Mark Zuckerberg
Mark Zuckerberg con Tajani (screenshot Youtube)

Mark Zuckerberg all’Europarlamento: scuse pubbliche per gli errori commessi da Facebook, a partire dal caso Cambridge Analytica.

Mark Zuckerberg è intervenuto oggi all’Europarlamento: il co-fondatore di Facebook ha parlato alla “conferenza dei presidenti” composta dai leader degli otto principali gruppi politici. Tra le altre cose, Zuckerberg ha fatto le proprie scuse “ai cittadini, mai più caso un Cambridge Analytica”, ha detto. Quindi ha aggiunto: “Nel 2016 siamo stati troppo lenti nell’individuare le influenze russe nelle elezioni Usa”. Sono state veramente molte le questioni toccate dal cofondatore di Facebook nel corso della sua relazione e molte anche le accuse lanciate nei suoi confronti.

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L’intervento di Mark Zuckerberg all’Europarlamento

Zuckerberg si è difeso soprattutto da quella di evadere le tasse, sostenendo al contrario che “Facebook ha sempre pagato le tasse”, quindi ha chiarito che 70 milioni di aziende in tutto il mondo utilizzano il più popolare dei social network. Mark Zuckerberg ha promesso novità e ha annunciato che “per quanto riguarda la separazione dei dati di sicurezza, anche se non sono connessi, dobbiamo sapere gli utenti come stanno usando il servizio per evitare attività sbagliate”. E ha chiosato: “Dal punto di vista della sicurezza, pensiamo che sia importante proteggere le persone nella nostra comunità”.

Sui pregiudizi politici presenti sulle piattaforme social: “Penso che questo sia un argomento molto importante. Ci impegniamo a essere una piattaforma per tutte le idee”. Ancora sulle tasse: “Facebook ha sempre pagato le tasse in tutti i paesi in cui abbiamo stabilito le operazioni e investiamo molto in Europa. Abbiamo due data center e ne stiamo costruendo un altro in Danimarca”. Poi Mark Zuckerberg sottolinea: “Stiamo facendo investimenti significativi, per contribuire all’innovazione e alla crescita del lavoro anche qui”.

Sui monopoli e sulla competizione: “Esistiamo in uno spazio molto competitivo in cui le persone usano molti strumenti diversi per la comunicazione. La persona media usa otto diversi strumenti”. Sull’argomento, va sottolineato un particolare non di poco conto: la metà di questi strumenti di cui parla Zuckerberg sono in mano a Facebook.

Quindi il passaggio sulle imprese che usano Facebook: “Penso che sia importante non perdere di vista il fatto che, quando si parla di concorrenza, c’è l’effetto estremamente pro-competitivo di consentire a tutte queste piccole imprese di raggiungere i clienti in modi che in precedenza solo le grandi aziende avevano gli strumenti per fare”.

La lotta alle fake news di Facebook

Quindi Zuckerberg affronta il nodo fake news. “Questa è una delle nostre massime priorità: assicurarci di impedire a chiunque di interferire nelle elezioni, come i russi stavano cercando di fare nel 2016”, dice. Per farlo, si fa leva sulla lotta allo spam e agli account falsi. “L’ultima categoria sono persone che hanno buone intenzioni, ma capita semplicemente di condividere qualcosa che è certamente falso”, chiosa il fondatore di Facebook.

E ricorda: “Ora, qui nel 2018, abbiamo la possibilità di ottenere più strumenti di intelligenza artificiale per poter contrassegnare più contenuti in anticipo”. Questo vuol dire che con segnalazioni tempestive si può arrivare prima a bloccare notizie false che circolano sui social. Su questo punto grossi passi in avanti sono stati fatti nella lotta al terrorismo: “Una delle cose di cui sono orgoglioso è che i nostri sistemi possono ora segnalare il 99% dei contenuti di Al-Qaeda e ISIS prima che qualcun altro li segnali a noi”.

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