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I social modificano la psiche?

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Recentemente sono stati sollevati diversi dubbi circa il ruolo che i social come Facebook hanno sulla nostra psiche. A tal riguardo, Sean Parker, ex presidente di Facebook e fondatore di altri siti di successo come Napster ha dichiarato che il social più famoso del mondo sarebbe stato creato con il chiaro intento di far trascorrere agli utenti quanto più tempo possibile sul sito.

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I social modificano la psiche ed il rapporto che si ha con la società

Nella sua confessione, Parker avrebbe spiegato che i social cambiano il rapporto che gli utenti hanno con la società. Entrare in un social porta a cercare sempre più affermazioni, spinge a coinvolgere amici e parenti e tutto con lo scopo di avere un ritorno sempre più grande di feedback.
Un modo di ragionare che nel tempo nuocerebbe alla psiche, rendendo gli utenti sia prigionieri dell’opinione altrui che bisognosi di consensi costanti. Dopotutto, è così che Facebook è stato ideato. Un mezzo in grado di spingere a controllare più volte lo stesso sito per scoprire la reazione dei propri contatti a quanto precedentemente postato.
Quanto c’è di vero in queste affermazioni? È indubbio che il concetto stesso di premio sia alla base dell’apprendimento umano. Ci si premia dopo un periodo difficile, ci si concede un dolce dopo una giornata stressante e si sceglie di fare qualcosa che piace nel week end, al fine di ricaricare le pile.
Ogni essere vivente sano è portato a cercare il benessere e col tempo, i numerosi like o i commenti positivi che arrivano dai social possono creare effettivamente una sorta di dipendenza mediatica che spinge a postare sempre di più, arrivando a condividere aspetti della propria vita che, fino a qualche tempo prima si percepivano come del tutto riservati.

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Usare i social, quindi, fa male alla psiche?
La verità, molto probabilmente, sta nel mezzo. Un soggetto sano con una vita e delle relazioni appaganti, sarà sicuramente meno soggetto a dipendere dal parere di conoscenti o di persone conosciute tramite i social. Il problema può invece subentrare in chi ha già dei problemi, magari non ancora emersi, da risolvere. Questo, però, accadrebbe quasi sicuramente in altri contesti, anche senza l’utilizzo dei social. Per questo motivo, al di là delle accuse, probabilmente anche fondate, il vero problema non sta nei social ma in chi li usa e nel tempo che sceglie di dedicargli. Dopotutto, anche un coltello può essere usato sia per tagliare del formaggio che per fare del male a qualcuno. E questo, forse, è l’aspetto sul quale ci si dovrebbe veramente concentrare.