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Aria di cambiamento nel mondo dei tatuaggi

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Periodo un po’ scuro per chi ama i tatuaggi. Dalle indagini sui colori per inchiostro ai controlli più serrati, tutto sembra voler dettare aria di cambiamento. Dopo aver riconosciuto che i coloranti presenti all’interno degli inchiostri per tatuare arrivano ai linfonodi, colorandoli, è emerso infatti che una particolare sostanza contenuta spesso negli inchiostri è altamente tossica.

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Tatuaggi: da sostanze tossiche negli inchiostri a controlli più alti

Il nome della sostanza trovata all’interno di alcuni inchiostri per tatuaggi è Black Dynamic, un prodotto ideato solo per la grafia e che, purtroppo, si è scoperto essere usato come pigmento per i tatuaggi. Secondo il Ministero della Salute italiano, questo pigmento sarebbe altamente pericoloso per la salute e per questo motivo è stato messo al bando. Il Black Dynamic contiene infatti una gran quantità di carbon black (Color Index 77266) attualmente considerato ad alto rischio per via della presenza di idrocarburi policiclici aromatici, ritenuti come cancerogeni.
Intanto a La Spezia, la Confartigianato sta mettendo a punto un corso ideato appositamente per tatuatori e volto a dar loro le norme base in ambito igienico-sanitario. Il corso che è indirizzato anche a chi pratica trucco permanente e piercing si pone come primo veicolo per una miglioria da apportare all’intero settore. Dovranno infatti partecipare non solo gli aspiranti tatuatori ma anche coloro che svolgono già la professione. A fine corso, infatti, verrà rilasciato un attestato di frequenza che sarà ritenuto valido per legge. Gli unici a potersi astenere saranno coloro che praticano esclusivamente il foro al lobo dell’orecchio. Pratica che non comprende l’estensione ad altre parti del corpo.

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Intanto, anche in Giappone, dove i tatuaggi hanno una loro particolarissima storia, qualcosa si sta muovendo. La core di Osaka ha infatti condannato l’artista Taki Masuda ad una multa per aver praticato dei tatuaggi senza avere un titolo medico. Due anni fa il tatuatore era stato sorpreso nel suo studio ed accusato di esercizio abusivo della pratica medica. Un’accusa accolta anche dal giudice che aveva ritenuto corretto chiedere la licenza medica ai tatuatori visto che attraverso l’uso di aghi è possibile far veicolare virus o batteri. Ovviamente Taki Masuda non ha accettato questa sentenza e dalla sua parte si sono schierati in molti. In Giappone, però, dal 2001 l’arte del tatuatore è classificata come procedura medica e nonostante non siano stati previsti dei corsi a riguardo è ovvio che andranno mossi dei passi in uno o nell’altro senso. Al momento chi desidera farsi tatuare dovrebbe prestare particolarmente attenzione allo studio al quale sceglie di appoggiarsi, alla corretta sterilizzazione degli strumenti ed ai colori usati dal tatuatore.