Home Attualità

Londra, attacco terrorisitico al Parlamento: il punto della situazione

CONDIVIDI
Photo credit should read JUSTIN TALLIS/AFP/Getty Images

Mercoledì 22 marzo, Londra, ore 14.40 circa (fuso orario inglese). Un uomo a bordo di un suv investe svariati passanti sul Westminster Bridge, manda il suo veicolo a schiantarsi contro le recinsioni del parlamento e tenta di fare irruzione armato di coltello. Il terrorismo è tornato a colpire la Gran Bretagna.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE –>Spieghiamo l’Isis ai nostri figli!

Parlamento inglese sotto attacco: il terrorismo torna a colpire Londra

L’uomo a bordo del suv, una Hyundai da 30 mila euro registrata in una ricca cittadina dell’Essex, era sulla quarantina,  fisico robusto, tratti asiatici e barba. Quattro colpi di pistola lo hanno atterrato non prima però che riuscisse a ferire 40 persone e ucciderne 4. L’uomo è poi morto in ospedale.

Le generalità dell’attentatore non sono state fornite ma Scotland Yard le conosce bene e dichiara che l’uomo ha agito da solo, al contrario di quanto si era pensato all’inizio, qundo le notizie parlavano di due uomini, uno a bordo della macchina e uno a piedi armato di coltello.

Il ministro degli Interni Amber Rudd è stato il primo a parlare per primo, sottolineando come «non conosciamo ancora il pieno impatto di questo terribile incidente». Si parla di 40 feriti, molti dei quali hanno riportato danni devastanti: tra costoro anche due dei tre agenti feriti.

La situazione del resto è apparsa da subito drammatica, con le prime immagini che mostravano numeorsi corpi a terra. Tra i feriti ci sono tre adolescenti francesi di un liceo privato bretone, colpiti mentre si trovavano in gita scolastica, e alcuni turisti coreani, oltre a una signora di Bologna.

Donna era anche la prima delle vittime annunciate, alla quale poi si sono purtroppo aggiunte altre tre persone.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE –>Cosa fare in caso di attentato, le linee guida del governo britannico

L’indagine antiterrorismo procedono ovviamente in modo capillare ma discreto, una scelta legata alla necessità di non traumatizzare ulteriormente una città già duramente provata, vittima dell’incubo di un terrorismo tornato a colpire laddove aveva già fatto male.