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Essere Genitori: l’ernia inguinale nel neonato quanto è pericolosa?

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E’ una patologia molto frequente e congenita,  colpisce circa 4 bambini su 100 con maggiore prevalenza nei maschi, parliamo dell’ernia inguinale. 

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Ernia inguinale: quando e perchè compare

L‘ernia si può definire come un rigonfiamento, di dimensione variabile,  nella zona inguinale ed è determinata dalla fuoriuscita, totale o parziale, dei una parte delle viscere interne attraverso il canale inguinale che non si è chiuso perfettamente al momento della nascita.  Essa si presenta nel momento in cui i muscoli addominali non sono adeguatamente sovrapposti, si ha come un cedimento di questa parete muscolare, ma sono semplicemente incrociati.

Il rigonfiamento è ben visibile e di facile palpazione a volte sono anche riducibili all’interno se premute con un dito. Il suo gonfiore può variare a seconda dei movimenti messi in atto dal bambino: se piange, se tossisce o se si piega.

Questa patologia tende a persistere nel tempo oppure ripresentarsi nel corso degli anni e richiedendo in questo caso un intervento chirurgico. L’intervento è di breve durata, all’incirca 15 minuti, ed il bambino viene sottoposto ad anestesia totale, i tempi di degenza sono brevi il piccolo infatti  può tornare a casa il giorno dopo non sono necessarie medicazioni, l’unica avvertenza è di non fare il bagnetto nelle successive 48 ore.

Generalmente l’ernia inguinale compare nel lato destro del corpicino, forse perchè da questo lato è presente l’intestino tenue che è più sottile rispetto alle altre parti di intestino e per questo riesce ad inserirsi tra i muscoli.

Riconoscere la presenza dell’ernia è molto facile perchè nella zona inguinale sarà presente un rigonfiamento di solito la scoperta viene fatta durante il cambio del pannolino. Da prestare attenzione al colore del rigonfiamento perchè se è di bluastro allora si tratta di un’ernia strozzata ed in questo caso bisogna portare immediatamente il bambino all’ospedale.

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