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Venerdì di sangue: quattro attentati in tre continenti

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Un venerdì di morte e terrore è quello che ha colpito quattro Paesi diversi di tre continenti: Europa, Africa e Asia.

Attentato nrlla moschea Al-Imam al-Sadeq mosque  in Kuwait (YASSER AL-ZAYYAT/AFP/Getty Images)
Attentato nrlla moschea Al-Imam al-Sadeq mosque in Kuwait (YASSER AL-ZAYYAT/AFP/Getty Images)

Quattro attentati nel giro di poche ore che oltre a colpire Francia, Tunisia e Kuwait hanno fatto una strage anche in Somalia, nei pressi di una base dell’Unione africana. I dettagli da CheDonna.it.

Terrorismo mondiale

Ormai non c’è più una zona del mondo che sia sicura. Il terrorismo si nasconde dietro l’angolo e può colpire ovunque, anche una fabbrica isolata della campagna francese, dove magari si pensa di essere al sicuro lontano dalle grandi capitali e dai circuiti internazionali. E invece il terrorismo arriva anche qui, sotto le spoglie, forse, di un gesto isolato ma con le stesse tecniche di ferocia e orrore. così capita che un tranquillo venerdì mattina un imprenditore che si reca al lavoro non potrà mai immaginare che quello è il suo ultimo giorno di vita e che finirà orribilmente decapitato. Così, i turisti che trascorrono una giornata al mare non potranno mai immaginare che non faranno più ritorno a casa.

Attentato in Francia

L’attentato di ieri mattina allo stabilimento di gas industriale Air Products, a Saint-Quentin-Fallavier, nel dipartimento di Isère, a 30 chilometri da Lione, ha fatto ripiombare la Francia nella paura a poco più di sei mesi degli attentati di Parigi al settimanale satirico Charlie Hebdo e al supermercato kosher. Stando alle prime ricostruzioni dei fatti, l’attentatore è riuscito ad entrare nello stabilimento di gas essendo un dipendente della fabbrica. Si chiama Yassin Sahli, ha 35 anni, sposato e con tre figli. L’uomo ha prima ucciso il suo caporeparto di 54 anni e lo ha decapitato, infilzando la testa sulla recinzione della fabbrica e avvolgendola con una bandiera bianca con iscrizioni in arabo e poi ha tentato di dare fuoco alle bombole del gas per saltare l’impianto. L’uomo però è stato fermato dai vigili del fuoco, uno di loro lo ha immobilizzato in attesa dell’arrivo delle forze di sicurezza. Nello stabilimento si è verificata solo una piccola esplosione, che ha causato due feriti lievi. L’attentato è avvenuto intorno alle 9:50 di ieri mattina. Poche ore più tardi la polizia ha arrestato un altro uomo che sospetto che si aggirava nei pressi della fabbrica e che potrebbe essere un complice di Yassin Sahli. nel frattempo sono state arrestate anche la moglie e la sorella dell’attentatore. Il presidente francese Hollande ha dichiarato che si tratta di un attentato di matrice terroristica. Sahli, però, potrebbe aver agito da solo. Non ci sono state rivendicazioni di gruppi terroristici. L’uomo in passato era stato già inserito dall’intelligence nella blacklist delle persone a rischio terrorismo, poi ne era stato rimosso.

Strage in Tunisia

Poche ore dopo dall’attentato in Francia, il mondo veniva scosso da un altro attacco terroristico ancora più impressionante. La strage di decine di turisti in Tunisia, sulla spiaggia di Sousse, nel golfo di Hammamet, davanti a due resort di lusso. Qui due uomini sono arrivati dal mare, nascondendo i fucili kalashnikov negli asciugamani e dentro un ombrellone. Quando hanno raggiunto la spiaggia dove erano i turisti, quasi tutti europei, hanno fatto fuoco contro la gente in costume che prendeva il sole. E’ stata una strage impressionante, che ha scatenato il panico e il fuggi fuggi generale. Il bilancio delle vittime è di 38 morti e 36 feriti. Al momento non si hanno notizie di italiani coinvolti. Le vittime sono turisti britannici, tedeschi, belgi, olandesi e ucraini. Sulla spiaggia di Sousse sangue e caos. Uno dei due terroristi è stato ucciso subito dalla polizia, l’altro sarebbe catturato poco dopo, ma questa notizia non è stata confermata dalla polizia e forse, stando alle ultime notizie, l’attentatore potrebbe essere stato uno solo, l’uomo ucciso, e avere agito da solo.
Molti turisti hanno lasciato in fretta e furia la Tunisia. Per l’economia del Paese si tratta di un altro pesantissimo colpo, dopo la strage al museo del Bardo di Tunisi dello scorso marzo, e forse è proprio questo quello che vogliono i terroristi.

Kamikaze in moschea in Kuwait

La scia di sangue non si è arrestata e mentre i media di tutto il mondo raccontavano i primi dettagli sulla strage in Tunisia, veniva dal Kuwait la notizia di un altro attentato terroristico. A Kuwait City, è stata presa di mira la moschea sciita Al-Imam al-Sadeq mentre era affollata per la preghiera del venerdì. Un attentatore kamikaze è entrato indossando una cintura esplosiva e si è fatto saltare in aria, sembra, al grido di “Allah è grande”. Anche qui il bilancio è stato pesante, con 27 morti e 227 feriti. L’interno della moschea è andato distrutto. In questo caso l’attentato è stato espressamente rivendicato dagli estremisti sunniti dell’Isis.

Autobomba e conflitto a fuoco in Somalia

A fine giornata arrivava dalla Somalia la notizia di un altro attentato, che però era stato compiuto all’alba di ieri. A Leego, a circa 130 chilometri a sud della capitale Mogadiscio, i terroristi hanno lanciato un’autobomba contro la base delle truppe di peacekeeping dell’Unione africana. L’esplosione è stata seguita da un lunghissimo conflitto a fuoco, che, riportano le agenzie internazionali, sarebbe durato più di tre ore. A perdere la vita sono stati soprattutto soldati del Burundi, più di 50 i morti, che compongono l’unità di peacekeeping dell’Unione africana in Somalia, Amisom. Ci sarebbero anche molti feriti e il bilancio delle vittime potrebbe aumentare.
In questo caso a colpire sono stati i terroristi islamici di al-Shabaab, la milizia islamica legata ad al Qaeda che da tempo imperversa in Somalia.

Quella di ieri è stata per il mondo una giornata di puro terrore. Se gli attentati del Kuwait e della Somalia sono stati rivendicati, o almeno se ne conoscono gli autori, rimangono ancora da chiarire le origini e le motivazioni di quelli in Francia e Tunisia. L’unica cosa certa è la volontà dietro a questi atti di spaventare il mondo. Mentre giungono indiscrezioni, ancora da confermare, di una strage di oltre 100 civili a Kobane, città curda della Siria assediata dalla truppe dello Stato Islamico.

Pochi giorni fa, Al Adnani, portavoce dello Stato islamico, era stato chiaro con il suo appello a trasformare il mese sacro del Ramadanin calamità per gli infedeli“. E ieri, nel secondo venerdì di Ramadan sangue e terrore hanno sconvolto il mondo.