Facebook ci spia? Perché ci arrivano le pubblicità di cose che abbiamo appena nominato?

Ti è mai capitato di ricevere delle inserzioni pubblicitarie mirate su Facebook subito dopo aver nominato qualcosa di specifico? Veniamo spiati?

Una delle teorie complottiste più diffuse negli ultimi tempi è che Facebook ci spii. Ovviamente il fatto che milioni di persone ricevono pubblicità che si riferiscono a  qualcosa che hanno appena citato fa riflettere e pensare… ma veniamo davvero spiati da Facebook?

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Facebook ci spia? Ecco come nascono le pubblicità mirate

Il sito Wales Online ha affrontato la questione e ha fornito una risposta a questa domanda che molti utenti si chiedono da tempo: “Facebook ci spia?” Un tema e un pensiero che circola da tempo sul web tanto che Mark Zuckerberg ha iniziato a parlare di “teoria del complotto”. Il fondatore di Facebook ha dichiarato più volte che Facebook non utilizza l’audio del microfono per ottenere informazioni sui bisogni degli utenti di Facebook e che il microfono di Facebook resta acceso solo durante la registrazione di un video.

Queste dichiarazioni non hanno convinto gli utenti che quotidianamente si ritrovano bersagliati da pubblicità incredibilmente mirate e che dunque sono giunti al punto di escludere che si possa trattare di casualità.

La giornalista Tyler Mears per venire a capo della questione ha fatto un semplice esperimento: “Ho parlato con qualcuno di qualcosa e ho ricevuto annunci per entrambe le cose che avevo nominato”, ha detto.

Un giorno erano in camper e lei disse al suo partner che avrebbe dovuto comprare uno di quei dispositivi che permettono alle donne di fare la pipì restando in piedi. Il giorno dopo quella conversazione, ha iniziato a ricevere pubblicità di offerte di quel tipo di dispositivo. Tyler pensò che fosse solo una strana coincidenza ma si sentì di parlarne con i suoi colleghi che l’hanno presa sul ridere. Data la loro reazione  da quel momento non ci ha più pensato fino a quando un giorno uscì fuori questo discorso parlando con la madre di un amico di suo figlio e pensate un pò, anche lei il giorno dopo ha ricevuto le stesse pubblicità sul suo telefono senza aver cercato online questo dispositivo.

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Questa inquietante esperienza si è ripetuta. Un giorno la giornalista stava guardando il video di un arresto  e disse al compagno che il poliziotto in questione era stato fortunato perché il criminale tentando di sfuggire all’arresto lo aveva accoltellato ma lui fortunatamente indossava uno smanicato imbottito. Indovinate cosa è successo dopo. Su Facabook è stata inondata di inserzione di smanicati imbottiti.

A questo punto la giornalista continua con questo esperimento e colleziona una moltitudine di esperienze simili e le documenta con tanto di screen shots. Poi scrive un articolo dove riporta tutto e lo pubblica online.

Da Facebook per tanto di risposta in difesa delle accuse della giornalista  giunto un commento all’articolo che diceva: “Eseguiamo annunci in base agli interessi delle persone e ad altre informazioni del profilo, non a ciò di cui quelle persone parlano ad alta voce”.

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