Nonni, nido o babysitter: qual è la scelta migliore per lasciare il neonato

Arriva un momento in cui la mamma deve rientrare al lavoro e allora la domanda che si pone è dove lasciare il neonato? Meglio dai nonni, al nido o con la babysitter? Ecco i pro e i contro. 

Quando termina il periodo della maternità e la mamma è costretta a rientrare al lavoro si pone il grande dilemma: dove è meglio lasciare il neonato? 

Nonni, nido o babysitter? Una scelta non facile che spesso crea notevoli sensi di colpa, specie nella mamma, e che di sicuro merita di essere presa con attenzione valutandone tutti gli aspetti, da quelli negativi a quelli positivi.

Dire se una scelta è giusta o sbagliata non si può, ma possiamo comunque analizzare di ciascuna opzione, con tutti i pro e i contro del caso, così da andare incontro a una decisione più serena per noi e soprattutto per il nostro cucciolo.

Ecco i pro e i contro tra nido, nonni e babysitter

nido nonni babysitter
Foto da Canva

Nido, nonni o babysitter? Qual è la scelta migliore per lasciare il bimbo quando la mamma deve rientrare al lavoro? Una risposta definitiva non c’è, perché ogni situazione è diversa e va valutata.

A partire dall’età del bambino, dalla condizione dei nonni e non da ultimo dei costi. Naturalmente la soluzione più giusta è quella che ci genera una maggiore tranquillità, non solo per noi ma anche per il benessere di nostro figlio.

Asilo nido

Secondo molti psicologi la scelta del nido va fatta dopo i 18 mesi, perché prima è meglio garantire un rapporto esclusivo con l’adulto. Inoltre, tanti genitori sono spaventati dall’idea che ci possano essere bimbi più grandi e che il piccolo possa subire da quest’ultimi.

A testimonianza di quanto affermato, sia Steve Biddulph che Richard Bowlby, entrambi psicologi, ritengono che un miglior sviluppo del bambino piccolo scaturisce dall’interazione con una figura di riferimento. Quindi è da prediligere un rapporto uno ad uno.

Cosa impossibile in un asilo nido dove ciascun insegnante deve controllare almeno 5 bambini alla volta. Inoltre, nei bambini molto piccoli non c’è questo bisogno impellente di socializzare, solo tra la fine del primo anno e l’inizio del secondo iniziano a imitarsi e tra il secondo e il terzo anno interagiscono.

Da un certo punto di vista però i bambini al nido potrebbero farsi le ossa per il futuro ovvero quando approderanno alla scuola materna dove potrebbero trovarsi insieme anche a bambini più grandi.

Dall’altro lato c’è da valutare il discorso dei costi. Molti nidi possono avere prezzi anche abbastanza elevati, specie se privati, quindi occorre anche valutare il proprio budget.

Tra gli aspetti positivi del nido c’è però il fatto che la proposta educativa e ludica è molto più ampia. Gli spazi inoltre sono studiati proprio a misura di bambino quindi potranno giocare, esplorare, gattonare e camminare senza pericoli.

Questo aspetto non è di poca importanza, e già ve ne avevamo parlato in particolare offrendo alcuni spunti per mettere in sicurezza la casa con un neonato.

Inoltre, le maestre del nido sono esperte e hanno studiato per gestire i comportamenti dei bambini magari rispetto a una qualsiasi babysitter giovane e senza esperienza.

Infine, tra i lati negativi troviamo le malattie virali. Al nido inevitabilmente il bambino sarà esposto e si ammalerà frequentemente.

Babysitter

babysitter nonni nido
Foto da Canva

Chi non ha la possibilità di far stare il proprio bambino con i nonni spesso decide di affidarsi a una tata. La soluzione è indubbiamente molto comoda perché permette al genitore di andare a lavorare senza dover incastrarsi tra orari difficili, capricci dei bambini al mattino e traffico per strada.

Sicuramente la babysitter venendo a casa risparmierà ai genitori tanto stress, ma anche ai bambini stessi che potranno dormire di più e stare nel loro ambiente.

Anche se dall’altro lato c’è la preoccupazione di dover lasciare il proprio figlio a una persona che non si conosce per tante ore al giorno.

Caso diverso se la babysitter è una persona di estrema fiducia, allora il problema non si pone. Di sicuro se la tata è una sconosciuta dovrà essere valutata e si dovranno vedere le referenze.

Ma anche se queste sono ottime non è detta che poi il bambino ci si trovi bene. Insomma, trovare l’incastro giusto non è sempre così scontato. Inoltre, c’è da valutare il fattore economico. La babysitter è probabilmente l’opzione più cara.

Nonni

E ora vediamo l’opzione dei nonni. In linea di massima se non sono poi così anziani, se godono di buona salute e sono in pensione è in genere l’opzione preferita da mamma e papà. Soprattutto per una questione di fiducia e fin tanto che i bambini sono molto piccoli.

I nonni bisogna ammetterlo sono una risorsa preziosa, soprattutto in un paese come l’Italia dove scarseggiano aiuti alle famiglie, e quindi restano una garanzia. Dobbiamo però sottolineare che in tempi di Covid-19 l’opzione nonni si è dovuta accantonare per via della pandemia.

Il lato positivo dei nonni è che ci permettono di lasciare i figli a cuor più leggero perché ci fidiamo e, inoltre, l’aspetto economico non è di poco conto. Con i nonni si risparmiano molti soldi. 

Inoltre, c’è da considerare il lato affettivo. Il nonno e la nonna saranno sicuramente più amorevoli rispetto a una persona che non fa parte della famiglia.

Fin qui tutto bene. Ma i nonni però devono anche saper stare al posto loro. Se non rispettano il modo di educare dei genitori e si sovrappongono a quest’ultimi, se criticano i genitori in presenza dei bambini, se l’autorevolezza di mamma e papà viene messa in discussione non va bene. 

Allora è forse il caso di prendere un’altra strada per il benessere familiare.

A fronte di tutte queste informazioni allora non resta che scegliere l’opzione che pensiamo possa essere migliore per la nostra famiglia e per il nostro piccolo.