Giornata dei Disturbi Alimentari: oggi più che mai bisogna parlarne

La Giornata dei Disturbi Alimentari 2021 è l’occasione per parlare di come durante la Pandemia i disturbi alimentari siano aumentati a dismisura e di come, ancora una volta, la salute delle donne sia in pericolo.

giornata disturbi alimentari
(Chedonna)

disturbi alimentari sono uno dei problemi di salute mentale più diffusi in assoluto e, allo stesso tempo, tra i più difficili da individuare e da gestire.

Le cause di questo tipo di problema sono fortemente correlate al livello di benessere psicologico e di autostima di una persona: nel momento in cui l’autostima cala o lo stress aumenta fino a raggiungere livelli che non si riesce a gestire, allora i disturbi alimentari insorgono o aumentano.

La Giornata dei Disturbi Alimentari e l’allarme Pandemia

(AdobeStock photo)

La pandemia di Coronavirus e tutti i disagi logistici e psicologici che da essa sono derivati hanno causato un aumento significativo dei casi di disturbi alimentari in Italia. 

Lo confermano i dati del Centro Nazionale per il Controllo e la Prevenzione delle Malattie: nei primi sei mesi del 2020 (cioè quando la prima ondata di contagio era al suo culmine e lo stress percepito dai cittadini di tutto il mondo era alle stelle) i casi di disturbi alimentari sono stati 230.458, a fronte dei 163.547 registrati nello stesso periodo dell’anno precedente.

Com’è facile immaginare, questi dati presentano soltanto una parte del vero problema, cioè indicano il numero di pazienti che sono stati individuati e seguiti dal sistema sanitario nazionale, mentre non si può fare alcuna stima del numero di pazienti che sta combattendo una battaglia solitaria e segreta contro i disturbi alimentari.

Purtroppo i disturbi alimentari sono una patologia estremamente semplice da nascondere e, di conseguenza, piuttosto difficile da diagnosticare.

Il lavoro dei medici in questo momento storico è reso ancora più difficile dalle nuove istanze sociali che offrono massimo rispetto alle scelte alimentari del singolo e che pone la massima attenzione su intolleranze e allergie alimentari.

Come si nascondono i disturbi alimentari?

Moltissime persone che cominciano a sviluppare disturbi alimentari o che li manifestano da tempo sono in grado di nascondere facilmente la propria condizione fingendo intolleranze (al glutine per esempio, al fine di non dover mangiare pasta, pizza, pane e prodotti da forno in generale) oppure affermando di abbracciare un regime dietetico vegetariano o vegano al fine di eliminare dalla propria dieta tutti gli alimenti più calorici come carne, uova, formaggi e moltissimi altri prodotti di produzione industriale.

Inoltre, indossare abiti molto larghi oppure diversi strati di abiti durante il periodo invernale è una delle strategie più comuni per nascondere la perdita o l’acquisizione di peso ed evitare domande indiscrete.

Perché i Disturbi Alimentari sono aumentati durante la Pandemia?

Il cibo è strettamente legato alla sfera emotiva di una persona. Attraverso il cibo otteniamo gratificazione e piacere, trasmettiamo il nostro affetto nei confronti degli altri o nei confronti di noi stessi. 

Il cibo però è anche uno strumento privilegiato per scaricare lo stress che non si riesce a gestire o ad alleviare in altro modo.

Il problema del binge eating

Nel corso del lockdown o durante le molte settimane che abbiamo trascorso in casa dall’inizio del 2020 molte persone hanno trascorso il tempo dedicandosi a maratone televisive o in streaming che oggi vengono indicati con il termine binge watching, cioè con il guardare per ore e ore film o episodi di serie televisivi per ingannare il tempo o non pensare.

Si tratta di un tipo di intrattenimento a bassissimo costo mentale, che praticamente “anestetizza” il cervello permettendo di mettere da parte ansie e preoccupazioni per qualche ora.

Il binge eating si genera da un meccanismo praticamente identico. Al fine di alleviare lo stress mentale le persone costrette per lungo tempo a rimanere in casa, senza potersi dedicare alle proprie attività preferite, ingannano il tempo e gestiscono lo stress mangiando in continuazione snack e prodotti dolci.

La conseguenza è una significativa acquisizione di peso oppure il pericolo di sviluppare comportamenti bulimici.

Una persona bulimica alterna momenti di “grandi abbuffate”, spesso segrete, a momenti in cui si “libera” del cibo in eccesso procurandosi il vomito.

Le insidie dello smartworking

Le persone abituate a vivere una vita scandita da orari regolari e imposti dall’esterno (andare in ufficio, fare pausa pranzo, mangiare ad un certo orario per assecondare le necessità dei figli) hanno subito un rivoluzionamento delle abitudini quotidiane con il lockdown.

Il lavoro da casa impone spesso un’alterazione totale degli orari, un cambiamento dei ritmi sonno – veglia e di conseguenza un’alterazione del metabolismo che comincia inevitabilmente a rallentare anche a causa della sedentarietà forzata provocata dal lockdown.

Prendere qualche chilo è perfettamente naturale in questo periodo. Bisogna però prestare la massima attenzione verso quelle persone che perdono il proprio controllo sul cibo o che manifestano reazioni eccessive nel momento in cui si rendono conto di aver cominciato a ingrassare.

Primi segnali di disordini alimentari

L’individuazione precoce dei sintomi di disturbi alimentari è fondamentale per gestire il problema prima che diventi cronico. 

Sintomi dei disturbi alimentari:

  • rifiuto improvviso o progressivo di determinati tipi di cibo
  • inizio o l’applicazione ossessiva di “diete fai da te” o di nuovi regimi alimentari
  • ossessione per il proprio aspetto o per il proprio peso
  • tendenza a isolarsi e a limitare il più possibile le interazioni sociali anche con persone vicine
  • pratica continua o ossessiva di esercizio fisico

Il dovere dei genitori, soprattutto se hanno figli adolescenti o preadolescenti, è quello di notare tutti i più piccoli cambiamenti di comportamento dei propri ragazzi nei confronti del cibo e, se necessario, richiedere l’intervento di un nutrizionista.

Sarà il nutrizionista a stabilire se i sintomi registrati sono davvero indicatori di un disturbo alimentare oppure sono semplici alterazioni delle abitudini dovute a un momento particolare di stress o ad altre motivazioni.

Se il nutrizionista dovesse ritenerlo necessario potrebbe richiedere l’intervento di uno psicologo specializzato: sarà necessario allora cominciare un serio percorso di recupero dell’equilibrio alimentare ma soprattutto del benessere psicologico dei pazienti per consentire loro di uscire dalla relazione tossica con il cibo in maniera autonoma e consapevole.

Numero verde centro assistenza disturbi alimentari
(Chedonna)

Non bisogna dimenticare inoltre che l’Italia mette a disposizione dei suoi cittadini un servizio di assistenza gratuito per i disturbi alimentari, indirizzato a tutte le fasce d’età ma principalmente ai giovani.

Il numero da contattare è un numero verde quindi completamente gratuito: 800 18 09 69. 

Il simbolo della giornata dei Disturbi Alimentari è un fiocco lilla che viene portato da coloro che stanno combattendo o che hanno combattuto contro problematiche di questo tipo ma anche da persone che intendono manifestare la propria vicinanza e la propria solidarietà alle persone affette da una delle patologie appartenenti all’ampio spettro delle patologie alimentari.