Nuovo Governo Draghi. Dalla Carfagna alla Cartabia sono otto le ministre

Mario Draghi ha sciolto la riserva. Il nuovo governo giurerà oggi alle 12. Tra i ministri ci sono 15 uomini e 8 donne. I profili uno per uno

Mara Carfagna
(Getty Images)

La crisi di governo, innescata con le dimissioni dei ministri di Italia Viva, si è chiusa ieri. Mario Draghi ha sciolto la riserva presentando il nuovo esecutivo. Dopo Giuseppe Conte, è lui ora il nuovo premier. L’ex numero uno della Banca centrale europea dovrà portare l’Italia fuori dalla crisi economico-sanitaria.

La nuova formazione mette d’accordo tutti i partiti della maggioranza allargata, ispirata all’unità nazionale. Per ognuno di essi ci sono tre rappresentanti nell’esecutivo. I ministri sono 23 in totale, di cui 15 uomini e 8 donne. Di seguito tutti i profili, uno per uno.

I ministri del nuovo Governo Draghi. Ecco chi sono

Luciana Lamorgese
(Getty Images)

E’ nata una squadra di governo all’insegna della coesione. Alla fine si è optato per un  ‘mix’ di tecnici e politici. Ecco tutti i profili, uno per uno.

Ministri senza portafoglio

  • Federico D’Incà (Rapporti col Parlamento)
  • Vittorio Colao (Innovazione Tecnologica e transizione digitale)
  • Renato Brunetta (Pubblica Amministrazione)
  • Maria Stella Gelmini (Affari generali e autonomie)
  • Mara Carfagna (Sud e coesione territoriale)
  • Fabiana Dadone (Politiche Giovanili)
  • Elena Bonetti (Pari opportunità e famiglia)
  • Erika Stefani (Disabilità)
  • Massimo Garavaglia (Coordinamento di iniziative nel settore del turismo)

Ministri con portafoglio

  • Luigi Di Maio (Esteri)
  • Luciana Lamorgese (Interno)
  • Marta Cartabia (Giustizia)
  • Lorenzo Guerini (Difesa)
  • Daniele Franco (Economia)
  • Giancarlo Giorgetti (Sviluppo economico)
  • Stefano Patuanelli (Agricoltura)
  • Roberto Cingolani (Transizione ecologica)
  • Enrico Giovannini (Infrastrutture)
  • Andrea Orlando (Lavoro)
  • Patrizio Bianchi (Istruzione)
  • Cristina Messa (Università e ricerca)
  • Dario Franceschini (Cultura)
  • Roberto Speranza (Salute)
  • Roberto Garofoli è sottosegretario alla Presidenza

In barba a tutti i toto-ministri Lamorgese, Speranza e Di Maio sono stati riconfermati nei medesimi dicasteri. Tra le new entry di spicco c’è Marta Cartabia, prima donna ai vertici della Corte Costituzionale dal 11 dicembre 2019 al 13 settembre 2020. Oggi ne è presidente emerito.

Alla guida del dicastero dell’Università e della ricerca arriva Cristina Messa. Nata nel 1961 a Monza, è un medico e professoressa ordinaria di Diagnostica per immagini e radioterapia presso l’Università degli Studi di Milano-Bicocca.

Maria Stella Gelmini, fedelissima di Silvio Berlusconi, ottiene il ministero senza portafoglio degli Affari regionali e Autonomie. Tra il 2008 e il 2011, è stata la più giovane ministra dell’istruzione, dell’università e della ricerca. A lei si deve la riforma della scuola che ha introdotto il maestro unico alle elementari e due nuovi licei (scienze umane e musicale e coreutico). Dal 2016 è capogruppo di Forza Italia alla Camera.

Mara Carfagna sarà alla guida del ministero senza portafoglio per il Rilancio del Sud e della Coesione territoriale. Originaria di Salerno, 45 anni, torna al governo dopo 10 anni. Era stata ministra per le Pari opportunità nel quarto governo Berlusconi, dal 2008 al 2011.

Erika Stefani è l’avvocatessa che si occuperà di disabilità, con un apposito ministero senza portafoglio. Vicentina, classe 1971, si è avvicinata per la prima volta alla politica con una lista civica, candidandosi nel 1999 al consiglio comunale di Trissino. Nel 2013 è stata eletta senatrice nelle file della Lega in Veneto.

Elena Bonetti, esponente di Italia Viva, è la nuova ministra delle Pari opportunità e famiglia. Proprio le sue dimissioni, il 13 gennaio 2021, insieme a quelle di Teresa Bellanova e del sottosegretario Ivan Scalfarotto, avevano aperto la crisi politica.

Elena Bonetti
(Getty Images)

Fabiana Dadone, è la ministra più giovane. Militante del Movimento Cinque Stelle, è passata dalla pubblica amministrazione alle politiche giovanili. Classe 1984, è diventata ministro per la prima volta nel 2019, a soli 35 anni, risultando seconda soltanto a Luigi Di Maio nella graduatoria dei ministri più giovani.