Crisi di governo, quale futuro politico per l’Italia? Gli scenari possibili

E’ crisi di governo. Il partito di Matteo Renzi, Italia Viva, è passato dalle parole ai fatti ritirando la sua delegazione di ministri, con le dimissioni di Teresa Bellanova, Elena Bonetti e del sottosegretario Ivan Scalfarotto. Ora cosa accadrà? Tutte le opzioni possibili

matteo renzi
(Getty Images)

Era nell’aria già da un po’ di giorni ma, alla fine, è accaduto davvero. Il partito di Matteo Renzi, Italia Viva, ha ritirato la delegazione dei suoi ministri. Hanno dato le dimissioni, infatti, Teresa Bellanova, Elena Bonetti e il sottosegretario Ivan Scalfarotto. La decisione è stata resa nota nel corso di una conferenza stampa tenutasi ieri, intorno alle 18. A nulla sono valsi i tentativi di riconciliazione. Neppure l’invito alla mediazione, arrivato dal Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, è bastato ad evitare la  frattura nella maggioranza di governo, in un momento così delicato per il Paese, devastato da una crisi economico-sanitaria senza precedenti. Anche Nicola Zingaretti non è riuscito nel suo intento; solo pochi giorni fa s’era detto pronto a scacciare la crisi di governo che, però, c’è stata.

Piovono critiche da quasi tutte la parti politiche. Il primo ad essere profondamente amareggiato è, ovviamente, Giuseppe Conte. Il premier, nel corso del Consiglio dei ministri di ieri sera, ha avuto parole molto dure per Italia Viva. “Purtroppo Iv si è assunta la grave responsabilità di aprire una crisi di governo – ha esordito Conte aggiungendo – sono sinceramente rammaricato, e credo di potere interpretare anche i vostri pensieri, per il notevole danno che si sta producendo per il nostro Paese per una crisi di governo nel pieno di una pandemia e di una prova durissima che il Paese sta attraversando. Se un partito fa dimettere le sue ministre, questo non può essere considerato un fatto estemporaneo, non si può sminuire la gravità di questa decisione”.

Crisi di governo: quale futuro politico? Tutte le ipotesi

Matteo Renzi
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La crisi di governo è formalmente aperta. Quale futuro politico per l’Italia? Cosa può succedere ora? Ecco i cinque scenari possibili.

CONTE TER CON STESSA MAGGIORANZA – Giuseppe Conte resterebbe ancora presidente del Consiglio e punterebbe, certamente, a rilanciare e rafforzare l’azione dell’esecutivo.

CON TER CON NUOVA MAGGIORANZA – Giuseppe Conte resterebbe ancora in carica come presidente del Consiglio ma con una nuova maggioranza. Con questo scenario, la compagine di Italia Viva andrebbe necessariamente sostituita. In che modo? Sono tre le opzioni possibili. Si potrebbe “attingere” dai senatori di Italia Viva intenzionati a non seguire Renzi oppure da quelli del Gruppo Misto. In alternativa, si potrebbe ricorrere ad altre personalità politiche. Una cosa però è certa: la maggioranza ora traballa e, a prescindere dal come, bisogna stabilizzarla.

UN ALTRO PREMIER MA CON LA STESSA MAGGIORANZA – Giuseppe Conte potrebbe decidere di rassegnare le proprie dimissioni. Se ciò dovesse accadere allora il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, darebbe l’incarico ad un’altra persona, la quale potrebbe essere individuata anche all’interno del gruppo di Italia Viva.

LARGO AD UN GOVERNO ISTITUZIONALE – Questa sarebbe un’altra opzione possibile, con un ruolo chiave affidato al Capo dello Stato. In questo scenario, spetterebbe infatti a Sergio Mattarella decidere se optare o meno per un governo istituzionale, guidato da una personalità di spicco. Stando alle indiscrezioni Mario Draghi sarebbe tra i papabili.

RITORNO ALLE URNE – Nell’ipotesi in cui non si dovesse riuscire a trovare una maggioranza alternativa oppure una personalità che accetti di guidare il Paese, allora si dovrebbe andare al voto.

In queste ore, la questione del voto, infiamma il dibattito politico. Ci sono favorevoli e contrari. Tra quelli del “No al voto” c’è Matteo Renzi che, nel corso della conferenza stampa di ieri, è stato categorico. Non ci credo al voto – ha detto il senatore – perché il Parlamento non ha le condizioni per andare al voto, si andrà nel 2023“. Su una posizione diametralmente opposta c’è invece il centrodestra, che chiede subito le elezioni, mostrando una lunga lista di nazioni in cui si andrà a votare, nonostante la pandemia, fra la primavera e l’estate 2021. Per gli analisti della politica italiana, comunque, l’ipotesi delle elezioni sembra essere quella più remota.

Intanto la leader di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni, invita Giuseppe Conte a dimettersi affinché si possa ritornare alle urne. Non ci sta ad aspettare fino al 2023. Lo sfogo arriva da Twitter. Intanto Vito Crimi, capo politico ad interim del Movimento 5 Stelle, si dice non disponibile ad un nuovo esecutivo con Renzi.

Il centrodestra, compatto, indica come via maestra quella del voto. Intanto, in queste ore così delicate, non mancano le voci della politica a sostegno del premier Giuseppe Conte. E’ il caso di Andrea Orlando. “Andare oltre Conte – ha detto il vicesegretario del Pd – significa andare oltre il perimetro di questa maggioranza. No a maggioranze raccogliticce. Crediamo che agli italiani sia difficile spiegare perché dovremmo abbandonare Conte. E’ un salto nel vuoto che non ha nessun tipo di giustificazione”.

Matteo Renzi
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Anche Dario Franceschini blinda Conte. “In Consiglio dei Ministri – scrive su Twitter il capo delegazione Pd – ho ribadito che chi attacca il Presidente del Consiglio attacca l’intero governo e Giuseppe Conte sta servendo con passione e dedizione il proprio Paese nel momento più difficile della storia repubblicana”.

 

 

 

 

 

 

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