Il Governo strappa la fiducia alla Camera. E’ attesa per il voto al Senato

Il Governo Conte-bis ottiene la fiducia alla Camera con 321 voti favorevoli. Cresce l’attesa per il voto al Senato, fissato per stasera, dove la sfida sembra essere però più ardua

Giuseppe Conte
(Getty Images)

Crisi di Governo: tutto è partito dal ritiro della delegazione dei ministri di Italia Viva. Uno strappo in maggioranza annunciato da mesi e poi concretizzato, con la “regia” del senatore Matteo Renzi. Le ministre Teresa Bellanova ed Elena Bonetti, unitamente al sottosegretario Ivan Scalfarotto, hanno rassegnato le proprie dimissioni, formalizzando così la crisi di governo. Il braccio di ferro Conte-Renzi continua a distanza, seppur con invettive velate. Per la situazione venutasi a creare, sono sostanzialmente cinque gli scenari possibili. Nel mezzo, però, c’è il voto di fiducia. Ieri, alla Camera, il Conte-bis ha ottenuto la maggioranza assoluta, con 321 voti a favore, 259 contrari e 27 astenuti (parlamentari di Italia Viva).

Anche 4 ex Cinque Stelle e Renata Polverini (Forza Italia) hanno votato sì. In particolare, il voto della Polverini, ha sancito la sua uscita dal partito d’appartenenza, dopo anni di militanza. “Si è messa fuori da Fi, non ci aveva detto nulla”. Questo il commento a caldo di Antonio Tajani rilasciato ad Adnkronos. Non ha rimpianti però Renata Polverini, che giustifica la sua scelta come atto di responsabilità. “Lascio Forza Italia. Non ho votato sì a un provvedimento – ha spiegato ad Adnkrnos – ho votato sì alla fiducia. Non condivido la crisi ora, con la pandemia, le persone in difficoltà, i licenziamenti. Non possiamo continuare a dire che tutto non va bene, io mi assumo le mie responsabilità. Punto”.

Vito Crimi, leader politico del Movimento Cinque Stelle, ha espresso apprezzamento per il risultato ottenuto a Montecitorio. “Il voto della Camera a sostegno del presidente Giuseppe Conte è un segnale positivo per tutto il Paese. È  la giusta risposta – ha aggiunto – che la politica doveva dare ai cittadini: assunzione di responsabilità e volontà di  proseguire l’importante lavoro fin qui realizzato, per affrontare la pandemia e intervenire sulle tante urgenze con azioni concrete, rapide ed efficaci”.

Governo, oggi voto di fiducia al Senato. Le previsioni

Giuseppe Conte
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Il Conte-bis ha superato il primo step alla Camera. E’ entusiasta Nicola Zingaretti, che “blinda” Giuseppe Conte e bolla invece come grave errore la scelta di Matteo Renzi. Intanto il premier può ritenersi parzialmente sollevato dopo il risultato ottenuto a Montecitorio. Il banco di prova decisivo per la tenuta del governo, però, è il voto di fiducia al Senato, fissato per oggi. Come andrà a finire? Secondo gli analisti, la sfida sembra essere più ardua. Stando alle indiscrezioni Conte sarebbe impegnato, in queste ore, a sondare gli umori. “A quanto siamo?”. E’ questa la domanda che avrebbe fatto a un suo collaboratore ieri, all’uscita della Camera dopo il voto, per capire come potrebbe evolvere la situazione oggi in Senato. Il collaboratore avrebbe risposto: “155–156”.

Al Senato la maggioranza assoluta è di 161 voti. Al momento, però, i voti sicuri a sostegno di Conte sembrano essere soltanto 152 (incluso quello della senatrice a vita Liliana Segre). Conte potrebbe contare anche sul sì di Mario Monti (senatore a vita) e sull’appoggio dei cosiddetti “costruttori” Sandra Lonardo (ex Fi), Maurizio Buccarella e Gregorio de Falco (entrambi ex Cinque Stelle). I più ottimismi, comunque, sperano che si possa arrivare ad una quota di 156 preferenze. Ipotesi più che plausibile se fossero presenti in aula, stasera, anche gli altri senatori a vita Renzo Piano e Carlo Rubbia. In ogni caso, però, si tratterebbe di una maggioranza relativa. Al di là delle previsioni, comunque, i numeri al Senato sembrano essere ancora incerti.

La giornata di oggi è decisiva.  La vera partita per la crisi di governo si gioca in Senato. Dopo le comunicazioni di Giuseppe Conte, si apriranno 5 ore di discussione, intervallate da due interruzioni (dalle 12,30 alle 13,30 e dalle 16,30 alle 17,30). Con il ritorno in aula, alle 17.30, ci sarà la replica del premier. Seguiranno, poi, le dichiarazioni di voto. Infine, la votazione, dovrebbe partire alle 19.30 per poi arrivare all’esito intorno alle 20.30. Ieri, nel suo discorso alla Camera, Giuseppe Conte non ha mai nominato Matteo Renzi. Un segnale chiaro, preciso, che conferma come la rottura tra i due sia ormai definitiva. Italia Viva, alla Camera, si è astenuta. Oggi, al Senato, prenderanno la parola Renzi e Bellanova che hanno già annunciato di volersi astenere (salvo colpi di scena).

Giuseppe Conte
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Quella di oggi sarà una giornata intensa per la politica italiana. C’è un “osservatore speciale”, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che segue attentamente ma con discrezione gli sviluppi. La posta in gioco è alta: c’è da garantire una stabilità politica al Paese in piena emergenza sanitaria.