Voleva vendere ai russi il computer rubato a Capitol Hill: arrestata ventiduenne

Aveva rubato il computer di Nancy Pelosi durante l’attacco a Capitol Hill: la storia della giovanissima ragazza americana che voleva vendere ai russi i segreti di stato americani.

capitol hill computer rubato
(Instagram)

Aveva partecipato all’assalto di Capitol Hill con l’entusiasmo tipico dei giovani che decidono di impegnarsi in politica.

Riley June Williams ha soli 22 anni e forse, proprio a causa della sua giovanissima età, non si è resa conto della gravità e delle conseguenze di quello che stava facendo.

Nel corso dell’assalto a Capitol Hill la giovane è stata vista fornire indicazioni ai rivoltosi per aiutarli a orientarsi all’interno del palazzo del Campidoglio Americano, quindi ha raggiunto uno degli uffici più importanti della struttura: quello di Nancy Pelosi, speaker della Casa Bianca e acerrima nemica del Presidente Donald Trump.

Riley ha individuato un computer portatile all’interno dell’ufficio della speaker e lo ha rubato con l’obiettivo di venderlo ai servizi di intelligence russi.

Dopo l’assalto a Capitol Hill Riley ha fatto perdere le sue tracce, non si è più presentata a casa e non ha più dato sue notizie. Nelle ultime due settimane ha cancellato tutti i suoi profili social e ha cambiato numero di telefono in maniera da non essere rintracciabile.

Naturalmente questi accorgimenti non sono riusciti a evitarle il peggio: la ragazza è stata individuata dall’FBI ed è stata tratta in arresto. La Polizia Federale americana era stata messa in allarme dalla telefonata di un cittadino che è arrivata ai centralini dell’FBI dopo la fine dell’attacco a Capitol Hill. Con quella telefonata veniva segnalata alle autorità non soltanto l’identità di Riley June Williams, ma anche la sua intenzione di vendere il computer di Nancy Pelosi ai servizi segreti russi. La ragazza aveva raccontato di avere un ex compagno in Russia pronto a ricevere il computer rubato a Capitol Hill e consegnarlo ai servizi segreti russi.

Sempre secondo il testimone che si è messo in contatto con l’FBI il piano per la consegna del laptop sarebbe fallito e il computer si trovava ancora nelle mani di Riley. Una volta arrestata la giovane l’FBI ha confermato questa versione. Non è la prima volta che le segnalazioni dei cittadini si rivelano utili per inchiodare gli assaltatori del Campidoglio. Ultimamente molte informazioni utili sono arrivate dalle utenti delle applicazioni per appuntamenti piccanti, che si sono reinventate spie governative.

 

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In tutto questo è da segnalare la bassa priorità che l’FBI aveva attribuito all’indagine. Il motivo è molto semplice: per quanto fosse stato rubato da uno degli uffici più importanti d’America, il computer in questione non conteneva assolutamente nessuna informazione importante, quindi non era urgente recuperarlo subito: veniva utilizzato soltanto per realizzare e condividere presentazioni pubbliche per la stampa o per gli altri addetti ai lavori. Tutti i dati contenuti nel suo hard disk, quindi, erano già pubblici.