Gravidanza ectopica o extrauterina: cosa è, i sintomi, le terapie

La gravidanza ectopica o extrauterina è una delle complicanze che si possono riscontrare durante la gestazione, in particolare dalle prime settimane di gravidanza. Scopriamo cosa è, quali sono i sintomi e le possibili terapie. 

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La gravidanza ectopica o extrauterina si verifica quando l’impianto dell’embrione avviene al di fuori dell’utero, dell’endometrio o della cavità uterina. Come spiegato in modo esaustivo sul sito della Fondazione Fate Bene Fratelli, l’impianto può avvenire in sedi diverse dall’utero come la cervice, le tube, le ovaie o nella cavità addominale o pelvica. 

Le gravidanze extrauterine più frequenti sono quelle tubariche, mentre le atre sono classificabili come rare. La gravidanza ectopica, se non diagnosticata in tempo e non trattata può avere un esito fatale per la gestante. 

Gravidanza ectopica: quali sono i sintomi e come si effettua la diagnosi

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Dopo aver effettuato un test di gravidanza con esito positivo, i sintomi che possono indicare la presenza di una gravidanza extrauterina sono da prima perdite ematiche e dolori addominali, con dei sintomi molto simili a quelli delle minacce d’aborto e inoltre la crescita delle Beta Hgc che non raddoppiano ogni 48-72 ore ma crescono in modo nettamente inferiore. 

La prima cosa da fare quando si avverte una sintomatologia dolorosa e delle perdite ematiche è quella di rivolgersi al proprio medico ginecologo perché le conseguenze di una gravidanza ectopica non presa in tempo possono essere molto severe, come specificato sul sito della Fondazione Fate Bene Fratelli:

” Se una gravidanza ectopica non è scoperta per 6-8 settimane si può avere un dolore improvviso e acuto ai quadranti inferiori dell’addome seguito da una perdita di coscienza. Questi sintomi indicano, in genere, la rottura della tuba con la conseguente emorragia intra-addominale”

Le gravidanze angolari, che si hanno quando la blastocisti si annida in un angolo dell’utero vicino allo sbocco della tuba nella cavità uterina, sono molto rare, si interrompono tra la 12esima e la 16esima settimana con una rottura che provoca uno shock molto rischioso per la puerpera. 

La diagnosi di gravidanza extrauterina la si fa attraverso l’ecografia e il dubbio viene insinuato quasi sempre dalle Beta Hcg che non crescono con ritmo normale. Quando esse raggiungono il valore di 6500, l’ecografia dovrebbe evidenziare la camera gestazionale nell’utero. Se l’utero risulta vuoto con molta probabilità si è di fronte ad una gravidanza ectopica. 

Gravidanza ectopica: quali sono le terapie possibili

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Una volta diagnosticata la gravidanza ectopica attraverso l’indagine ecografica, vi sono diversi tipi di terapie applicabili, in base al tipo di gravidanza extrauterina. Ecco le terapie indicate sul sito della Fondazione Fate Bene Fratelli:

“Il trattamento di questa patologia è, di solito, di tipo chirurgico. Se la gravidanza tubarica non ha causato rottura ed è < 3,5 cm di diametro e se non è presente un’attività cardiaca fetale, può essere impiegato un trattamento medico con metotrexate, 50 mg/m2 IM in una singola dose. Il monitoraggio con il titolo delle -hCG e con l’ecografia è obbligatorio. Circa il 10-30% di questi casi richiede l’intervento chirurgico.
Quando si ricorre all’intervento chirurgico, solitamente si cerca di conservare la tuba eseguendo una salpingotomia e l’evacuazione del prodotto del concepimento, con o senza la riparazione della tuba. Nella maggior parte dei casi la laparoscopia è risolutiva, anche se si rende necessario effettuare una salpingectomia”

Il modo migliore di affrontare una gravidanza in piena sicurezza è quella di farsi seguire da un medico ginecologo sin dalle prime settimane di gravidanza, solo in questo modo si potranno scoprire eventuali complicazioni. Scopri anche cosa è la preeclampsia o gestosi gravidica. 

Fonte: Fondazione Fate Bene Fratelli