Morte Maradona: indagati per omicidio colposo medico e psichiatra

Diego Maradona non avrebbe dovuto essere lasciato a se stesso: il suo medico e la sua psichiatra sarebbero colpevoli di abbandono e potrebbero essere accusati di omicidio colposo.

Diego Maradona morto
Diego Maradona (Instagram)

Le patologie di Maradona, secondo i dati raccolti dai giornalisti dopo la sua morte, avrebbero dovuto imporre il ricovero dell’ex calciatore in terapia intensiva.

Inspiegabilmente, invece, i medici che avevano Maradona in cura presso la clinica dov’era stato operato, hanno acconsentito a che Diego lasciasse l’ospedale per affidarsi a cure domiciliari.

Tra l’altro era stato indicato chiaramente che presso l’abitazione di Maradona dovessero essere presenti un medico di base e un infermiere, che invece non sono mai stati presenti al capezzale del malato.

Oggi anche la psichiatra Agustina Cosachov è stata iscritta nel registro degli indagati per omicidio colposo e il suo ufficio è stato perquisito dalle forze dell’ordine argentine.

Nelle prossime ore si procederà anche ad ulteriori esami che accerteranno la presenza di sostanze stupefacenti nel sangue del Pibe de Oro.

Il medico di Maradona si dichiara innocente: “Sono un cardiochirurgo”

maradona medico
Leopoldo Luque stringe la mano al suo paziente Diego Maradona dopo l’operazione al cervello (Twitter)

Anche l’abitazione di Leopoldo Luque è stata perquisita. Luque è l’ultimo medico che ha avuto in cura Diego Armando Maradona e potrebbe essere accusato di non aver fornito all’ex campione tutte le cure mediche adeguate a supportare il suo fisico gravemente debilitato.

La difesa di Luque, che attualmente non risulta iscritto nel registro degli indagati, si basa principalmente sul fatto che il medico è un neurochirurgo e che avrebbe considerato finito il suo lavoro sul paziente Maradona appena dopo l’operazione al cervello, che si concluse rapidamente e con ottimi risultati.

Ciò che sembra completamente assurdo è che Diego Armando Maradona non fosse seguito da un medico di base e che non godesse presso la propria abitazione di Tigre delle cure assicurate anche a pazienti molto meno famosi e molto meno abbienti di lui.

La perquisizione all’interno della casa del calciatore, inoltre, ha condotto a pensare che Diego vivesse in uno stato di completo abbandono. L’ex calciatore era infatti costretto a trascorrere la convalescenza dopo l’operazione in uno stato di degrado e di grave carenza igienica.

Stando a quanto rivelato dall’avvocato di Gisela Madrid, unica infermiera che abbia curato saltuariamente il Pibe de Oro da quando era tornato a casa, dopo l’operazione Maradona avrebbe affrontato una forte crisi di astinenza da sostanze stupefacenti e che, in stato confusionale, abbia battuto la testa mentre si trovava nella sua abitazione.

Dopo l’incidente domestico sarebbe rimasto chiuso in camera sua per tre giorni senza che nessuno richiedesse che fosse eseguita una TAC per accertare che non ci fossero danni cerebrali permanenti. Stando alla testimonianza della Madrid, Diego non era in condizioni tali da poter decidere da solo della sua salute: avrebbe dovuto essere seguito e curato costantemente da personale medico specializzato.

L’infermiera sarebbe rimasta in casa di Maradona su richiesta dei familiari del Pibe de Oro, nonostante il fatto che lo stesso Diego l’avesse licenziata dopo appena un giorno di servizio.

La donna ha specificato che non gli ha mai potuto nemmeno prendere la pressione, poiché l’ex calciatore non si faceva avvicinare: tutto quello che era consentito fare all’infermiera era fornire all’assistente di Maradona gli psicofarmaci di cui l’ex campione faceva ancora uso e che, con ogni probabilità, gli avevano provocato quella crisi di astinenza di cui Diego manifestava chiaramente i segni dopo le dimissioni dalla clinica Olivos, dov’era stato operato.

Gianinna Maradona e Diego Armando
Giannina Maradona e Diego Armando (Instagram)

Tra l’altro è emerso proprio in queste ore che le sorelle di Diego Armando Maradona si sono costituite parte civile e che si sono sollevate da qualsiasi responsabilità relativa all’accudimento dell’ex campione. Qualora il medico di Maradona e la sua psichiatra dovessero quindi finire effettivamente sul banco degli imputati, tutti i parenti più prossimi di Diego sarebbero presenti in aula tra coloro che chiedono giustizia.