Emergenza Covid, Bari come Milano: ospedale da campo in Fiera

In Puglia sono stati requisiti alcuni spazi della Fiera del Levante per costruire un ospedale da campo anti-Covid a Bari. Assicurati altri 160 posti letto, almeno fino al 31 gennaio 2021.

Bari, ospedale da campo in Fiera, padiglioni requisiti (Getty Images)
Bari, ospedale da campo in Fiera, padiglioni requisiti (Getty Images)

La battaglia al COVID-19 si fa sentire soprattutto al Sud, non per questioni esclusivamente numeriche legate alle vittime (che, purtroppo, sono tante in tutta Italia) ma per fattori strutturali ed economici che inevitabilmente hanno il loro peso in quella che a tutti gli effetti sembra essere una nuova “questione meridionale”.

È iniziato tutto in Campania, prima regione a lamentare affaticamenti e rischio collassi nelle strutture ospedaliere, a chiedere aiuto per fronteggiare l’emergenza sanitaria. Poi la diatriba calabrese: sistemare falle nel settore sanitario, anche – se serve – con l’aiuto di Gino Strada ed Emergency diventa una priorità. Gli affollamenti in Sicilia: le Usca che latitano e le file, interminabili, per un tampone. L’attesa apre i cuori degli affranti come una voragine che, spesso, si tramuta in mancanza per la perdita – inaspettata e straziante – di un proprio caro. Principale indiziato: l’impossibilità di lavorare, da parte di medici e infermieri, al meglio. Con i giusti mezzi e le modalità più indicate.

Fiera del Levante: requisiti padiglioni per un nuovo ospedale da campo

Puglia, ospedale da campo in Fiera del Levante (Getty Images)
Puglia, ospedale da campo in Fiera del Levante (Getty Images)

Ognuno, a modo proprio e con le proprie disponibilità economiche, cerca di correre ai ripari per salvare la parte bassa – non per questo meno importante – dello Stivale: in Puglia, il prefetto di Bari, Antonella Bellomo, ha disposto la requisizione temporanea di alcuni spazi e padiglioni d’uso alla Fiera del Levante. Obiettivo: costruire un ospedale da campo anti-Covid sul modello lombardo. Non c’è più tempo da perdere: secondo le recenti stime, si parla di ulteriori 160 posti letto che andranno a incentivare il bacino d’utenza pugliese.

Come hanno sottolineato dalla Lombardia, però, molto spesso non è importante la quantità di posti letto nelle terapie intensive: piuttosto serve capire in quanti sono disposti a operare in certi luoghi. Al Nord (meno) come al Sud, attualmente, c’è penuria di personale. Nel senso che tutte le risorse a disposizione sono state impiegate: servono rinforzi. Ragion per cui, anche in Puglia, sono stati richiamati medici in pensione e molti infermieri vengono presi immediatamente dopo la fine del percorso di studi a livello universitario. Serve un’applicazione collettiva, impiegando al massimo le rispettive forze lavoro, per arrivare – quanto prima – a una svolta necessaria in questa battaglia.

Il provvedimento preso in Puglia sarà efficace fino al 31 gennaio 2021, ovvero la fine (presunta e sperata) dello stato di emergenza per l’Italia. Solo successivamente, se sarà il caso, verrà valutata una proroga. Il meridione, unito e solidale, tiene botta anche così.