Asma: cos’è, cause, sintomi, prevenzione e trattamento

L’asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree, scopriamo cos’è, le cause, i sintomi, la prevenzione e il trattamento.

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L’asma è una malattia infiammatoria cronica delle vie aeree e colpisce in particolar modo i bronchi. Si tratta di un’ostruzione generalmente reversibile di quest’ultimi ed è importante assumere i farmaci prescritti dal medico e sottoporsi regolarmente alle visite per tenerla sotto controllo.

Si tratta di una malattia che può insorgere a qualsiasi età e può essere legata ad allergia. Colpisce inoltre moltissime persone nel mondo, secondo la ‘Global initiative for asthma’ (Gina) ne soffrono circa 300 milioni di persone, in pratica una ogni 20.

Scopriamo tutto quello che c’è da sapere sull’asma, cos’è, le cause, i sintomi, la prevenzione e il trattamento.

Cause e sintomi dell’asma

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Con l’arrivo delle prime influenze stagionali, una pandemia da Covid-19 in corso, per i malati asmatici diventa ancora più importante tenere sotto controllo la propria malattia, attraverso le visite di controllo e l’assunzione dei medicinali prescritti dal medico.

Sul sito del Ministero della salute si legge che si tratta di una malattia molto diffusa e che secondo l’Organizzazione mondiale della sanità investe “tra i 100 e i 150 milioni di persone in tutto il mondo. Nel 50% degli adulti e nell’80% dei bambini malati di asma, prevale la forma allergica, mediata dalla risposta dovuta alle IgE”.

Inoltre, sempre “secondo dati dell’Oms le morti associate alla malattia sono circa 180mila ogni anno. In Italia si stima che ogni anno circa 3 milioni di persone si ammalano di asma. Addirittura la prevalenza di asma in età pediatrica è aumentata e il fenomeno è così rilevante che per descriverlo è stato coniato il termine ‘epidemia dell’asma’”.

Ma nello specifico cos’è l’asma? Le vie aeree formate da trachea, bronchi e bronchioli sono simili ad un albero con tanti rami anche piccoli che man mano si diramano fino a terminare con dei piccoli palloncini detti alveoli polmonari.

Grazie alle vie aeree l’aria che respiriamo è veicolata nei polmoni fino agli alveoli dove poi avviene lo scambio tra ossigeno inspirato e anidride carbonica espirata. In condizioni normali l’aria entra nelle vie aeree e arriva negli alveoli, ma quando un soggetto è affetto da asma le pareti delle vie bronchiali infiammate sono ispessite ed edematose e c’è anche una maggiore produzione di muco, tutto questo non fa che ostacolare il passaggio dell’aria.

A questo si somma il fatto che “le cellule muscolari che circondano le vie aeree si contraggono restringendole (broncospasmo), contribuendo così a ostacolare maggiormente il passaggio dell’aria stessa”.

Ma da cosa è causato l’asma? Secondo quanto si apprende sul sito dell’Istituto superiore di sanità “l’asma è una malattia complessa e, ad oggi, non sono ancora chiare le cause che la determinano. Sono stati identificati numerosi fattori di rischio coinvolti nel suo sviluppo e nel peggioramento dei disturbi (sintomi)”.

E ancora “sia fattori genetici, sia fattori ambientali possono interagire tra loro e provocare la malattia e le sue manifestazioni. Un ruolo primario, per esempio, è stato assegnato al fumo di tabacco, mentre una teoria nota come ipotesi dell’igiene mette in relazione livelli di igiene sempre crescenti con la maggiore diffusione dell’asma”. In partica, la minore esposizione ai microbi produce effetti sul sistema immunitario che provocano reazioni allergiche.

Nonostante ad oggi non ci sono prove sufficienti per associare uno o più fattori alla comparsa dell’asma, ci sono delle evidenze sul ruolo che svolgono gli stimoli ambientali irritanti. Ad esempio, pollini, sostanze inquinanti, polvere, aria fredda, fumo, umidità possono scatenare o aggravare i sintomi.

Pur non essendo completamente note le cause dell’asma ci sono condizioni che potrebbero far aumentare la probabilità di ammalarsi si legge sul sito dell’Iss:

  • “avere familiari già malati di asma (storia familiare) o di altre malattie allergiche correlate quali eczema, allergie alimentari o rinite allergica
  • soffrire di un’altra condizione allergica (atopia)
  • aver sofferto di bronchiolite da bambino (una infezione polmonare infantile piuttosto diffusa)
  • essere esposti al fumo di tabacco durante l’infanzia, in particolare se la madre ha fumato anche durante la gravidanza
  • essere nati prematuri soprattutto se è stato necessario l’utilizzo di una respirazione assistita
  • avere un basso peso alla nascita a causa di una crescita limitata all’interno del grembo materno”.

Quindi gli stimoli che possono concorrere allo scatenamento dei sintomi di asma si legge sul sito dell’Iss sono:

  • “infezioni del tratto respiratorio come raffreddore e influenza
  • sostanze in grado di causare reazioni allergiche in persone predisposte se inalate ma anche allergeni alimentari assunti con alcuni cibi. Ad esempio, noci, arachidi, latte, crostacei, ecc.)
  • sostanze irritanti presenti nell’aria, tra cui il fumo di sigaretta, fumi chimici e l’inquinamento atmosferico
  • farmaci, in particolare anti-infiammatori non steroidei (FANS) come aspirina e l’ibuprofene e medicinali beta-bloccanti 
  • emozioni, tra cui stress o risata prolungata
  • alimenti contenenti solfiti
  • le condizioni atmosferiche, tra cui improvvisi cambiamenti di temperatura, aria fredda, vento, temporali, cattiva qualità dell’aria, giornate calde e umide, nebbia
  • condizioni interne all’abitazione , muffa o umidità, prodotti chimici presenti in mobili, vernici, rivestimenti del pavimento (moquette)
  • esercizio fisico” 

I sintomi dell’asma sono:

  • dispnea: la sensazione di fame d’aria
  • respiro sibilante
  • tosse cronica
  • senso di costrizione toracica

“Questi sintomi possono presentarsi o peggiorare di notte, essere stagionali e/o manifestarsi in seguito all’esposizione ad allergeni, fumo, ad emozioni, sforzi intensi, o in seguito a infezioni virali”, si legge sul sito del Ministero della salute.

Per riconoscere la malattia il medico dovrà sottoporre il paziente a un esame obiettivo. Inoltre, sarà utile “identificare alcune patologie come rinosinupatia e reflusso gastro-esofageo o condizioni come sovrappeso e obesità che possono essere alla base dell’asma o condizionarne l’evoluzione”.

Non solo, se opportuno il medico potrà prescrivere anche esami strumentali come quelli allergologici, della funzionalità respiratoria e test di stimolazione bronchiale.

Prevenzione e trattamento dell’asma

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Secondo quanto si apprende dall’Iss: “non esistono, ad oggi, trattamenti risolutivi per questa malattia, ma è possibile controllarne il decorso perseguendo soprattutto due obiettivi, ovvero prevenire e alleviare i disturbi ed evitare il verificarsi degli attacchi”.

Sicuramente la prevenzione è fondamentale per tenere sotto controllo la malattia. Secondo quanto scrive il Ministero della salute occorre:

  • “assumere regolarmente i farmaci prescritti dal medico e sottoporsi a regolari visite di controllo.
  • imparare a riconoscere i sintomi per poter gestire la malattia in caso di attacco acuto o nella pratica di attività sportiva che va comunque praticata sotto controllo medico.
  • smettere di fumare ed evitare il fumo passivo.
  • evitare l’esposizione alle sostanze a cui si è sensibilizzati e in grado di provocare asma.
  • igiene e bonifica degli ambienti in cui si vive”.

Secondo quanto si apprende sul sito del Ministero della salute “la terapia per trattare l’asma prevede la somministrazione di farmaci inalatori”.  Tra questi broncodilatatori beta 2 agonisti o anticolinergici (a breve o lunga durata d’azione), cortisonici che possono essere utilizzati per via inalatoria in diverse combinazioni tra loro, cromoni”.

E ancora: “Per via orale in caso di asma più grave si possono poi somministrare cortisonici, ma anche antileucotrienici ed i teofillinici. In caso di asma allergico può essere potenzialmente utile, si legge sul sito del Ministero della salute, la terapia desensibilizzante tramite immunoterapia specifica e se effettuata precocemente può prevenirne lo sviluppo. In casi gravi e selezionati utile il ricorso a farmaci biologici”. 

(Fonti: Ministero della salute e Istituto superiore di sanità)