Coronavirus, ospedali al collasso: medici costretti a scegliere

Coronavirus, ospedali al collasso nei Pronto Soccorso come la scorsa primavera. I medici saranno costretti a scegliere tra i pazienti

La nuova ondata di Coronavirus non  ha ancora fatto scattare l’allarme rosso negli ospedali italiani, ma siamo vicini specie ora che i numeri continuano a crescere. Il numero dei posti letto dedicati espressamente a questi malati è rimasto lo stesso e per questi i medici saranno costretti ad una scelta.

Coronavirus ospedali, la scelta di medici e anestesisti (Websource)

In Svizzera è allarme anziani, perché lo stato ha deciso di privilegiare l’età in caso di ricoveri eccessivi rispetto alle possibilità di cura. Ma anche nei nostri nosocomi l’emergenza è alle porte e così gli specialisti saranno costretti a decidere come fare. Lo spiega una nota congiunta della Federazione degli Ordini dei medici e della Società di anestesia, rianimazione, terapia intensiva. Precedenza a chi ha probabilità più alte di salvarsi, punto.

Una scelta dolorosa ma anche doverosa, quella di lasciare spazio in terapia intensiva “a chi potrà ottenere grazie ad essa un concreto, accettabile e duraturo beneficio”. Il timore dei medici è che l’Italia torni nella situazione drammatica di maerzo, quando gli ospedali non erano attrezzati per fare fronte all’emergenza. Oggi, sette mesi dopo, lo scenario appare simile.

Coronavirus, i criteri di scelta dei medici per i pazienti da inviare in terapia intensiva

Coronavirus, ospedali al collasso: le scelte del Pronto Soccorso (Getty Images)

Ma quali potrebbero essere i criteri che porteranno alla scelta di chi ricoverare in terapia internsiva e chi no? Non è tanto un problema di età del paziente, quanto di probabilità di sopravvivenza. Tra i fattori, nel documento sono elencati lo stato funzionale pregresso, la gravità del quadro clinico,  l’impatto sulla persona dei potenziali effetti collaterali delle cure così come la conoscenza di espressioni di volontà precedenti.

In ogni caso sarà assicurata l’assistenza per tutti. I pazienti che non possono essere sottoposti al trattamento intensivo o hanno oggetivamente poche possibilità di miglioraramenti clinici hanno il dovere di essere curati. Toccherà ai medici scegliere le vie corrette perché la progressione eventuale sia meno dolorosa possibile e sia salvaguardata la dignità personale.

Un concetto però medici e anestesisti italiani vogliono che passi in maniera chiara. La selezione di chi curare o meno in terapia intensiva non sarà un terno al lotto, ma solo dettata da uno stato di assoluta necessità. Tutti davanti alle cure sono considerati allo stesso modo e non ci saranno eventuali rinunce dettate solo alla carta d’identità.

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