Cosa succederà in Italia durante la Fase 4? Le misure più probabili

Alcune regioni d’Italia sono sull’orlo dello scenario 4 e, questo, potrebbe far entrare presto tutta l’Italia nella temuta “Fase 4”: cosa significherà per i comuni cittadini?

Giuseppe Conte fase 4
Giuseppe Conte (Instagram)

Non molti giorni fa il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte aveva dichiarato che l’obiettivo principale del governo era quello di evitare il secondo lockdown al fine di preservare l’economia e la società italiana da una seconda, gravissima crisi da cui sarebbe estremamente difficile rialzarsi.

Al fine di evitare il secondo lockdown il governo ha attuato, in queste settimane, misure restrittive sempre più rigorose, che hanno portato all’emanazione del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 25 Ottobre.

In quel decreto, ampiamente contestato da cittadini di tutto il Paese, con una serie di manifestazioni di piazza, si è imposta la chiusura di tutte le attività commerciali alle 18:00.

Questo naturalmente ha danneggiato in maniera profonda tutta la categoria dei ristoratori e quella (vastissima) dei lavoratori dello spettacolo, che risultavano tra i più colpiti dalla crisi economica anche durante il primo lockdown.

Il Presidente Conte aveva affermato che si trattava di “misure proporzionate alla gravità della situazione dei contagi”, che attualmente corrisponde allo Scenario 3 delineato dal comitato scientifico che da mesi sta supportando il governo nella gestione dell’emergenza pandemica.

Com’è ovvio, se la situazione dovesse ulteriormente peggiorare, cioè se l’intero Paese si trovasse ad affrontare la Fase 4 (cioè quella in cui si prevede il totale tracollo del sistema sanitario nazionale) le misure che il Governo Italiano sarebbe obbligato a prendere sarebbero drastiche. Quali sarebbero?

Cosa significherà la Fase 4 per i cittadini che vivono in Italia?

Giuseppe Conte dpcm
Foto da Facebook @GiuseppeConte64

I mesi della scorsa primavera hanno mostrato ai cittadini italiani una sola grande evidenza: la curva dei contagi ha cominciato a calare soltanto nel momento in cui tutta l’Italia, da Nord a Sud, è stata messa in lockdown.

Purtroppo, data la crescita apparentemente inarrestabile della curva dei contagiè chiaro che le misure messe finora in atto dal Governo e più o meno accuratamente seguite dai cittadini, non hanno dato i frutti sperati.

dati che oggi arrivano dalle strutture ospedaliere sono sempre più preoccupanti. Inoltre la Lombardia, la provincia di Trento e la regione del Tigullio in Liguria hanno ormai raggiunto la Fase 4, mentre il Veneto si sta preparando ad affrontarla dal momento che i dati la danno come prossima.

Il lockdown in queste condizioni sembra essere l’unica soluzione accettabile per tornare ad abbassare l’indice di contagio del virus sotto l’1%. Oggi è salito, purtroppo, all’1,5%. La sola Lombardia ha fatto registrare un tasso di contagio del 2,01%.

Secondo il coordinatore de Comitato Tecnico Scientifico Agostino Miozzo il lockdown “localizzato, parziale o generale come quello di Marzo” verrà sicuramente messo in atto anche se bisogna ancora capire dove, come, quando e soprattutto per quanto tempo.

L’ipotesi che porterebbe meno disagi per i cittadini della penisola potrebbe essere quella del lockdown per regioni, al fine di abbassare il tasso di contagio almeno nelle zone in cui le strutture sanitarie non sono più in grado di gestire la situazione.

Attualmente il Presidente del Consiglio Superiore di Sanità Roberto Locatelli continua a insistere sul fatto che la scuola sarà mantenuta aperta il più a lungo possibile poiché i dati dimostrano che i contagi che avvengono al suo interno sono “marginali” rispetto al numero totale registrato in Italia.

 

Visualizza questo post su Instagram

 

Un post condiviso da Giuseppe Conte (@giuseppeconte_ufficiale) in data:

Uno sforzo particolare potrebbe essere dedicato a mantenere aperte le attività manifatturiere come le grandi fabbriche, all’interno delle quali è possibile mettere in atto misure rigorose per il controllo dei contagi e che contribuiscono in maniera significativa a sostenere l’economia italiana e milioni di famiglie.

Da leggere