Scuola, Conte dopo il DPCM: didattica a distanza, unica soluzione

Scuola, il premier Conte parla per la prima volta dopo il DPCM: didattica a distanza unica soluzione in attesa che i contagi calino

In mezzo ai temi caldi del nuovo DPCM c’è anche quello legato alla scuola e alla didattica a distanza riservata agli studenti delle superiori. Un male necessario e, come auspicabile temporeaneo secondo il premier Giuseppe Conte.

Giuseppe Conte
Giuseppe Conte (Instagram)

Oggi è tornato sull’argomento intervenendo con un messasggio in video conferenza alla cerimonia in onore di Willy Monteiro presso presso l’Istituto Tecnico Industriale Statale “Milano” di Polistena (Reggio Calabria). A studenti professori il Presidente del Consiglio ha ricordato che non è stata una decisone facile, ma l’unica possibile al momento considerando l’onda dei contagi.

“Abbiamo lavorato tanto per questa didattica in presenza, oggi dobbiamo integrare la Dad perché la curva del contagio è diventata molto preoccupante. Ma contiamo di farlo solo per qualche settimana, il tempo per riportare la curva sotto controllo”. Il premier ha ricordato come i rapporti interpersonali sono quelli che aiutano a crescere meglio. E il confronto delle idee, se rimane civile, è sempre una buona base per crescere. Quindi studenti e professori devono tenere duro adesso, in attesa di tempi migliori che arriveranno.

Scuola, Giuseppe Conte ricorda Willy Monteiro: “Solo la cultura previene la violenza”

Willy Duarte cuore spaccato in due
Willy Monteiro Duarte (Instagram)

Un incontro virtuale, quello tra il premier e gli studenti calabresi, che è servito anche ad affrontare il tema della violenza. Quella cieca e inspeigabile che è costata la vita a Willy Monteiro, picchiato a morte per futili motivi quando aveva tutta la vita davanti. Quella viuolenza, secondo il premier, chiama ad una maggiore assunzione di responsabilità collettiva.

L’unico modo per evitare che si ripetano tragedie come quella di Willy è non voltare la testa dall’altra parte e lottare per scardinare la violenza. “E il modo migliore è studiare, solo adeguati strumenti culturali prevengono l’attrattività della violenza”, ha concluso. Le decisioni del governo sulla didattica a distanza però dividono, non solo nel mondo della scuola ma anche in quello della poltica.

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