Nuovo DPCM: le importanti novità sulla scuola dal governo

Con il nuovo DPCM ci sono importanti novità in materia della scuola. Scopriamo cosa ci riserva il nuovo DPCM.

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Con il nuovo DPCM sono state introdotte novità molto importanti circa l’istruzione e la formazione.

Si legge infatti dal testo del DPCM, che le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado dovranno adottare forme flessibili nell’organizzazione dell’attività didattica, incrementando il ricorso alla didattica digitale integrata, che rimane complementare alla didattica in presenza.

Tutto ciò assolutamente previa comunicazione al Ministero dell’Istruzione da parte delle autorità regionali, locali o sanitarie delle situazioni critiche e di particolare rischio riferito ai specifici contesti territoriali.

Non solo, ci sono state infatti ulteriori disposizioni in merito alla scolastica.

E’ fortemente importante modulare ulteriormente la gestione degli orari di ingresso e di uscita degli alunni, anche attraverso l’eventuale utilizzo di turni pomeridiani e disponendo che l’ingresso non avvenga in ogni caso prima delle 9.

Per quanto riguarda le disposizioni governative in materia dell’istruzione appena 24 ore fa la ministra Azzolina aveva rilasciato alcune dichiarazioni ai microfoni de la Repubblica che ha poi riportato sui suoi social.

 

 

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La mia intervista su La Repubblica di oggi. • Il governo sta per varare nuove restrizioni per affrontare l’emergenza Covid. Cosa accadrà alle scuole? «Le scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di primo grado devono restare assolutamente e completamente aperte come lo sono oggi in quasi tutt’Italia. Per la secondaria di secondo grado, le superiori, può accadere quel che già sta accadendo: vorrei dare una notizia, la didattica a distanza è già utilizzata». • Non abbastanza, secondo alcuni presidenti di Regione e parte del governo. «Ogni scuola si sta organizzando suddividendo le classi, ruotando, alternando. Questa cosa si fa già. Vogliamo implementarla? Benissimo. Ma non significa che possa essere generalizzata per intere classi e per tutto il tempo». • Non pensa che invece questo aiuterebbe a far si che regga tutto il sistema? «Chi deve fare l’esame di Stato non è meno importante di chi sta facendo la scuola dell’infanzia. Saranno i dirigenti a decidere come fare didattica digitale, in base alle esigenze del territorio. Mi è arrivato un comunicato dell’Ancodis, l’associazione dei collaboratori dei dirigenti scolastici: parlano di un’aggressione alla scuola, “che si sta facendo apparire ingiustamente luogo di diffusione del virus mentre non si interviene responsabilmente sugli altri anelli debolissimi del sistema”. Sono d’accordo. In queste ore c’è un assalto alla scuola e questo non può far altro che ledere il diritto all’istruzione». • Da chi proviene quest’assalto? «Da tutti coloro che non riconoscono che quest’estate la comunità scolastica era a scuola col metro in mano a misurare, mettere la segnaletica per mantenere il distanziamento, creare orari scaglionati. E che tutto questo ha funzionato, perché nelle scuole ci sono pochissimi focolai. I nostri dati sono validati dall’Istituito superiore di sanità secondo cui la scuola è un luogo sicuro. Se ci sono problemi fuori dalle aule, a pagarli non possono essere gli studenti». (Potete leggere tutta l’intervista su Repubblica o sulla mia pagina Facebook)

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