Facebook contro i No Vax: cosa cambia per chi non crede nei vaccini

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Dopo aver chiuso gruppi di complottisti di tutto il mondo, Facebook ha dichiarato guerra ai No Vax: cosa cambia e perché accade ora?

Mark Zukemberg
Mark Zukemberg (Facebook)

Il gigante social fondato da Mark Zukemberg ha messo in atto una serie di misure restrittive per la pubblicazione di contenuti sulla piattaforma Facebook.

La “Polizia” di Facebook è composta da specialisti incaricati di fare “Fact Checking”, cioè di controllare e impedire la diffusione di fake news verificando la correttezza delle informazioni che vengono diffuse da un account o da una pagina di Facebook.

Nelle scorse settimane erano stati bannati gruppi di complottisti legati a QAnon, una sorta di setta americana convinta che il Presidente Trump stia combattendo una battaglia per salvare gli States da un’organizzazione segreta. A Facebook si era unito Youtube, che aveva provveduto a bannare dalla propria piattaforma tutti i contenuti divulgativi dell’organizzazione.

I motivi sono semplici: le teorie complottiste diffuse dal gruppo stanno provocando episodi di violenza on line e reale in tutta l’America. Considerando che le elezioni presidenziali americane sono estremamente vicine, i due media hanno deciso di proteggere gli americani e tutti i cittadini del mondo dalla diffusione di informazioni pericolose.

Tornando a Facebook, oltre ai QAnon sono stati bannati gruppi di negazionisti che diffondevano attraverso Facebook l’idea che l’olocausto degli Ebrei sia soltanto un’invenzione e che non si sia mai verificato in realtà.

Oggi Facebook si scaglia contro i No Vax, con i quali ha però deciso di utilizzare un approccio più leggero, senza puntare immediatamente al ban.

Cosa cambia, allora, per coloro che credono nella pericolosità dei vaccini e che scrivono abitualmente delle loro convinzioni via social?

Facebook contro i No Vax: ecco cosa cambierà da oggi in poi

(Istock)

La piattaforma di Facebook ospita milioni di annunci pubblicitari che vengono visualizzati da persone che hanno manifestato interesse per un determinato argomento. Per fare un esempio, una donna sposata che rientra in una certa fascia d’età e che parla spesso di temi legati all’infanzia sul proprio profilo, vedrà comparire probabilmente molti annunci di prodotti per bambini all’interno della sua home di Facebook. Se comincerà a cliccare su determinati annunci è molto probabile che Facebook le mostrerà altri annunci dello stesso tipo o di prodotti simili.

Questo significa che su Facebook è possibile realizzare campagne pubblicitarie molto mirate ed estremamente efficaci, praticamente ritagliate sugli interessi di ogni singola persona che utilizza il social. Ne deriva che anche i No Vax, al pari di qualsiasi altra organizzazione, hanno spesso utilizzato la pubblicità Facebook per diffondere informazioni su prodotti naturali alternativi ai vaccini oppure su libri e conferenze tenute da medici e altri professionisti convinti della pericolosità dei vaccini.

Facebook ha quindi deciso di proibire tutte le pubblicità a pagamento che sostengono esponenti, teorie e pratiche no – vax proprio perché, a causa dell’efficienza del sistema, risultano estremamente funzionali nel diffondere le idee anti vacciniste.

Il motivo per cui Mark Zukemberg ha deciso di dare una fortissima stretta in questo senso in questo preciso momento storico è, ovviamente, l’inizio del primo inverno della Pandemia in occidente. 

Il fondatore di Facebook ha quindi voluto ostacolare la comunicazione di coloro che tentano di scoraggiare i cittadini del mondo dal sottoporsi al vaccino, soprattutto a quello antinfluenzale, perché ritiene che una campagna di vaccinazione antinfluenzale sia fondamentale per evitare che altri ammalati vadano a pesare sul sistema sanitario dei singoli paesi che stanno lottando contro il Coronavirus.

Per gli utenti normali di Facebook, invece, non cambia nulla. Per adesso (non si sa come cambieranno le cose in futuro, né se cambieranno davvero) si potrà continuare a parlare dei rischi dei vaccini e si potrà manifestare la propria decisione di non vaccinarsi e di non vaccinare i propri figli, sia attraverso i profili privati sia attraverso gruppi pubblici o chiusi.

studio covid-19 mutazione
Foto da Pixabay

Nel frattempo, in Italia un medico sostiene da mesi la teoria per cui sarebbe meglio non vaccinarsi contro l’influenza in questo momento storico, poiché il vaccino antinfluenzale scatenerebbe una reazione incontrollata dell’organismo nel momento in cui una persona venisse infettata dal Coronavirus. Il medico dovrà rispondere delle sue affermazioni all’Ordine dei Medici, che ha cominciato vari controlli su di lui.