Non solo Luis Suarez, come prendere la cittadinanza italiana: le modalità

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Il caso Luis Suarez, con il relativo esame falsato dell’uruguaiano per ottenere la cittadinanza italiana, ha fatto molto discutere facendo tornare attuali gli argomenti relativi a Ius sanguinis e Ius soli. Come si diventa cittadini italiani.

La cittadinanza italiana di Luis Suarez diventa un caso giudiziario: le paventate irregolarità durante l’esame d’Italiano del calciatore uruguaiano hanno aperto una questione sommersa ma pur sempre attuale. Le polemiche sul tema, infatti, vanno ben oltre il disappunto e l’amarezza nell’apprendere che diversi professori dell’Università per stranieri di Perugia siano stati accusati di aver promosso il fuoriclasse – ora passato all’Atletico Madrid – dopo aver concordato le domande e falsato, quindi, la prova finale.

Il vero problema, per molti ragazzi che a calci forse vorrebbero prendere il destino per non sapere giocare a pallone come l’ex blaugrana, resta ottenere la cittadinanza nel nostro Paese: procedura assai complicata se si è nati in Italia da genitori stranieri, relativamente semplice, invece, se si hanno parenti italiani anche molto lontani (come prevedeva, appunto, il caso Suarez). La medesima Odissea sono costretti a viverla coloro che arrivano nello Stivale da un Paese extra-europeo. Le sorti di centinaia di migliaia di ragazzi, fenomeni esclusivamente per avere il talento d’esser riusciti a sopravvivere in condizioni spesso proibitive, sono appese al filo della troppa burocrazia che diventa – il più delle volte – ostacolo alla civiltà non soltanto in ambito di riconoscimenti.

Ottenere la cittadinanza italiana: le varie modalità

Cittadinanza italiana, il proposito dello Ius soli (Getty Images)
Cittadinanza italiana, il proposito dello Ius soli (Getty Images)

Nella fattispecie, un bambino risulta essere italiano se almeno uno dei due genitori è italiano. Mentre un bambino nato da genitori stranieri, anche se concepito e partorito sul territorio nazionale, può chiedere la cittadinanza italiana soltanto dopo il compimento della maggiore età. La prima condizione, che fa riferimento allo Ius Sanguinis, la si deve all’ultima legge sulla cittadinanza entrata in vigore a partire dal 1992.

Nel secondo caso, l’attesa della maggiore età del pargolo presta il fianco, con rammarico delle famiglie che vivono in contesti simili, a numerosi paletti a livello burocratico che non consentono una quotidianità serena su alcuni aspetti di natura formale. Per questo, nel recente passato, il centrosinistra ha spesso caldeggiato la possibilità di approvare una nuova legge che favorisca la cittadinanza italiana a tutti coloro che nascono sul territorio nazionale: chiunque nasca in Italia è italiano di diritto.

Ius soli, un auspicio irraggiungibile (sinora)

Tradotto in due parole: Ius soli. Iter legislativo che, però, ha incontrato (e continua ad incontrare) non pochi ostacoli nella sua realizzazione. In alternativa era stata posta anche la condizione che chiunque fosse frutto di una relazione fra genitori stranieri o, più ampiamente, fosse in Italia senza avere i natali nel nostro Paese potesse chiedere la cittadinanza dopo aver conseguito almeno un ciclo di studi nello Stivale (Ius culturae). Nessuna riforma di questo tipo ha raggiunto l’approvazione: l’auspicio di pochi, in abito legislativo, è rimasto tale. Quindi, alla luce dei fatti recenti, un esame truccato resta – sì – la pietra dello scandalo ma più pesanti sono i macigni che il nostro Paese sottopone (a livello burocratico e formale) a tutti coloro che animano attivamente il territorio nazionale senza però esserne nati.

Come strada alternativa per ottenere la cittadinanza rimane la possibilità di sposare un cittadino italiano (percorso che potrebbe favorire alcuni illeciti di altra natura formale) o fare affidamento su tutti coloro che possono dimostrare di aver avuto un avo italiano, anche se non sono nati in Italia, non ci sono mai stati e non parlano Italiano. Laddove alcuni incontrano difficoltà, altri trovano il pertugio giusto a cui far riferimento: è proprio questa disparità di situazioni che taluni schieramenti politici avrebbero voluto  e vorrebbero ancora evitare. Proprio per fare a meno, possibilmente, di altri “casi Suarez” che si eliminano esclusivamente con maggiore trasparenza e alleggerimento nelle pratiche evidentemente ancora troppo farraginose.

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