Periartrite all’anca: principali sintomi, diagnosi e cure

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La periartrite all’anca non è molto comune in generale, ma nelle donne sì. Vediamo insieme quali sono i sintomi e come curarla

Periartrice anca

In termini medici è periartrite all’anca. Ma nella realtà è un problema fisico che interessa un’area più vasta, con infiammazioni che nelle donne possono coinvolgere anche la zona dei glutei provocando  tendinite, borsite e fascite.

La borsite consiste nell’infiammazione di una delle borse, le sacche che contengono il liquido sieroso che riduce lo sfregamento dei fasci muscolari, tendinei e delle ossa. In caso di tendinite invece l’infiammazione tocca il punto dell’inserimento muscolare di uno dei muscoli interessati nel movimento dell’anca. In ogni caso il dolore all’anca si presenta intenso e prolungato.

Le cause della periartrite all’anca sono molte, a cominciare da sforzi muscolari ripetuti che interessano la muscolatura dell’anca. Può succedere nei lavori ripetitivi e usuranti, o nelle discipline sportive come la corsa o la marcia. Ma possono anche incidere problemi nei movimenti articolari dell’anca dovuti ad una differente lunghezza dei due arti. E le donne soffrono di più a causa della maggior larghezza del bacino che aumenta la tensione delle strutture tendinee.

Periartrite all’anca, sintomi e cure

Quali sono i sintomi più comuni per diagnosticare una periartrite dell’anca? Intanto il dolore nella parte superiore ed esterna della coscia che passa da un’intensità moderata ad una più costante. Quando si riacutizza facendo alcuni movimenti molto comuni, come salire o scendere le scale, montare o smontare dall’auto, accavallare le gambe da seduti, è un segnale.

Per questo è raccomandabile consultare un ortopedico che è in grado con un visita approfondita di arrivare ad una diagnosi. Lo step successivo può essere una radiografia per evidenziare depositi di calcio o per stabilìre che non siano altre patologie.

Trovato il problema, se non è necessario arrivare ad un’operazione, esiste anche la cura. Anzitutto il  riposo e l’applicazione del ghiaccio sulla zona interessata, anche più volte al giorno. Poi però pure  farmaci analgesici e anti infiammatori o nei casi più estremi infiltrazioni a base di cortisonici. Trattamenti che possono essere accompagnati da laserterapia, ultrasuoni e ionoforesi ma anche da esercizi di stretching muscolare.