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Ablutofobia, la paura di lavarsi: come riconoscere la malattia e curarla

ULTIMO AGGIORNAMENTO 16:09
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Una malattia ancora sconosciuta a tanti, ma che in realtà è pesante da affrontare: l’ablutofobia è la paura di lavarsi, in tutti i modi

La paura di lavarsi o di usare prodotti per l’igiene personale esiste ed è classificata come malattia. Si chiama ablutofobia, un problema che ha un’origine psicologica e colpisce soprattutto le donne e i bambini.

Una malattia rara ma non per questo meno grave perché provoca un’ansia irrefrenabile nelle persone che sono colpite. Quindi se non è riconosciuta per  tempo e curata con una  terapia medica idonea e mirata può peggiorare con il tempo. Può sembrare strano, soprattutto per una persona adulta, avere la paura di lavarsi e di utilizzare un comune sapone. Eppure la mancata igiene personale provoca problemi di relazione con gli altri, ma anche malattie della pelle, infezioni, disturbi profondi. E può comportare anche la volontà di non uscire più di casa, impedendo quindi di fatto una vita lavorativa e sociale normale.

L’ablutofobia può manifestarsi in diversi modi. A partire dal rifiuto di lavarsi le mani o la faccia, di entrare sotto la doccia, di avere a che fare con l’acqua. Ogni volte che c’è di mezzo l’igiene personale, la paura si trasforma in ossessione. Per questo scatta l’istinto di sopravvivenza che porta al rifiuto totale di ogni pulizia del corpo. Cominciano  pianto, tremore, battiti accelerati, brividi e sudori freddi, ma anche nausea e vomito, affanno, mal di testa e vertigini.

Terapie e cure per l’ablutofobia

All’origine dell’ablutofobia c’è spesso un evento traumatico. Ad esempio chi da bambino non ama fare il bagno o la doccia, in età adulta può essere maggiormente soggetto. Il quadro clinico cambia da persona a persona anche a seconda dell’età nella quale il problema si manifesta.

Ma se i sintomi diventano un limite effettivo alla normale vita quotidiana e durano per alcuni mesi senza rimedio, è consigliabile rivolgersi ad uno specialista. In primis uno psichiatra o uno psicologo per verificare se esiste realmente un problema e come affrontarlo.

La valutazione iniziale è fondamentale per capire anche quali possono essere state le cause. La fase successiva è quella del trattamento con un percorso mirato per gestire gli stimoli e le manifestazioni che  derivano. Normalmente il piano per il trattamento prevede tecniche di terapia per arrivare all’origine del male, anche senza l’aiuto di medicinali per contenere la fobia.

Uno dei trattamenti più efficaci per l’ablutofobia é la psicoterapia cognitivo-comportamentale. Il suo scopo è quello di portare il paziente ad analizzare in maniera razionale la propria paura e uscire da quel tunnel. Se l’acqua e il sapone non sono più visti come nemici ma abitudini della vita quotidiana sarà anche più facile reagire.

Accanto al trattamento psicologico, lo specialista potrà prescrivere una terapia farmacologica a base di benzodiazepine e antidepressivi. Ma  il primo rimedio è riconoscere il problema e affrontarlo.