Home Curiosità Gemelle Siamesi | Unite per la testa, separate in Italia: la storia

Gemelle Siamesi | Unite per la testa, separate in Italia: la storia

ULTIMO AGGIORNAMENTO 20:05
CONDIVIDI

Erano gemelle siamesi legate per il retro della testa e per la nuca e oggi compiono due anni: sono state separate in Italia con un’operazione eccezionale.

Gemelle siamesi
(Fonte: Instagram)

Si chiamano Ervina e Prefina, hanno da compiuto da poco due anni, oggi possono abbracciarsi e guardarsi negli occhi, cose che al momento della nascita non avevano alcuna possibilità di fare.

Le gemelline, originarie della Repubblica Centrafricana, erano nate condividendo la parte posteriore del cranio e la nuca, nonché parte dei vasi sanguigni che servivano i loro cervelli.

A cambiare per sempre la loro vita (e in meglio) è stata Mariella Enoc, la Presidente del Bambin Gesù ha incontrato le due gemelle mentre era in missione in Repubblica Centrafricana. 

Per le due bambine la situazione era davvero disperata: la loro sopravvivenza in Africa era estremamente improbabile. La Dottoressa Enoc decise quindi di portarle a Roma per tentare di salvar loro la vita con una delle operazioni più rischiose e complesse mai messe in atto per separare due gemelli siamesi.

Le gemelle siamesi separate a Roma: una storia lunga due anni

gemelle siamesi separate roma
(Fonte: Instagram)

L’incontro tra le due bambine appena nate e la dottoressa Enoc avvenne nel 2018. Da allora Ervina e Prefina hanno passato gran parte della propria vita nel reparto di Neurochirurgia dell’Ospedale Bambin Gesù.

Fin dal momento del loro arrivo in Italia venne formato un gruppo multidisciplinare di medici con il compito di studiare e pianificare i minimi dettagli di tutti gli interventi necessari a separare le due bambine.

I medici hanno utilizzato, tra le altre cose una modernissima tecnologia di stampa in 3D per ricostruire la scatola cranica delle due bambine, ma non si è trattato del momento più difficile e delicato degli interventi.

La sfida maggiore, e anche quella che comportava rischi maggiori, è stata infatti quella che ha imposto ai chirurghi la ricostruzione della rete di vasi sanguigni cerebrali che le due gemelline condividevano in gran parte. L’intervento era così complesso da non poter essere effettuato in un’unica seduta e, per questo motivo, l’equipe medica ha deciso di operare in tre step.

Il primo intervento venne eseguito nel Maggio 2019, il secondo un mese dopo e il terzo il 7 Giugno 2020, quando venne resa completa la separazione effettiva delle due gemelle nate come individui craniopagi totali, cioè completamente connessi dal collo in su.

Da Giugno le Ervina e Prefina non hanno mai lasciato l’ospedale e, sempre in reparto, hanno spento le loro prime due candeline. I medici e gli infermieri che ormai da anni seguono i progressi delle due gemelline hanno organizzato una piccola festa con tanto di torte e di bandierine.

Le bambine dalle fotografie appaiono ancora con delle ingombranti fasciature sulla testa ma pare che le cose stiano andando per il meglio. Una delle grandi paure dei medici era infatti che le due bambine potessero sviluppare delle infezioni post operatorie, molto comuni quando vengono eseguite operazioni così invasive. Fortunatamente i controlli post operatori hanno fornito dati rassicuranti: non soltanto non si sono sviluppate infezioni ma i cervelli delle due bambine sono integri e in perfetta salute, inoltre usufruiscono in maniera proficua dei sistemi circolatori ricreati dai medici.

SULLO STESSO ARGOMENTO:  PAKISTAN, nato un bimbo con 6 gambe [FOTO]

La speranza per Ervina e prefina, quindi, è che le due bambine abbiano una vita normale e che possano sviluppare completamente le loro personalità. Le due bambine hanno infatti sempre dimostrato di reagire diversamente agli stimoli esterni e di avere due caratteri piuttosto diversi tra loro. Per farle conoscere e per far sì che potessero guardarsi indirettamente in volto, i medici e la madre utilizzavano un sistema di specchi di cui, ormai, non c’è più bisogno.