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Riapertura Italia 3 giugno | regioni divise, chi accoglierà e chi aspetta

ULTIMO AGGIORNAMENTO 17:32
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Riapertura Italia 3 giugno, non tutte le regioni sono d’accordo a far entrare i turisti. Sardegna e Campania le più agguerrite

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Riapertura Italia, il 3 giugno è sempre più vicino e con esso la data della riapertura totale tra le varie Regioni italiane senza autocertificazione. Ma sarà realmente così? Questa è la data prevista dal governo per aprire in pratica la Fase 3 anche se per ora rimane solo sulla carta perché come al solito saranno decisivi i numeri.

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Quelli più importanti sono relativi ai contagi e agli indici di rischio che ormai abbiamo imparato a conoscere bene. Già questa sera, 29 giugno, con l’ultimo bollettino della Protezione Civile regione per regione sapremo qualcosa in più. Poi nel weekend è previsto un summit tra Palazzo Chigi e i governatori regionali per fare il punto.

Le ipotesi al vaglio sono due. O confermare la data del 3 giugno in tutta Italia, ma soltanto se le ultime proiezioni saranno confortanti. Oppure rimandare tutto almeno di una settimana per avere maggiori certezze e correre rischi minori. Anche perché quella è data decisiva per altri motivi. Da mercoledì prossimo infatti l’Italia riaprirà ufficialmente le frontiere e quindi potenzialmente arriveranno i primi turisti, non sono nelle regioni di mare.

Riapertura Italia, Sardegna e Campania isolate

Al momento quindi la riapertura in Italia per la Fase 3 è confermata, con posizioni però diverse tra regione e regione. In cima alla lista dei dubbiosi c’è la Sardegna con il suo presidente, Christian Solinas. Non ha gradito le frasi del sindaco di Milano, Beppe Sala, sul turismo lombardo che avrebbe dato lustro alla sua regione. Sala non accetta che i milanesi e non solo possano entrare in Sardegna solo con passaporto di buona salute ma Solinas replica. Vuole uno screening dei turisti  per assicurare ospitalità e sicurezza sanitaria, come ha scritto al ‘Corriere della Sera’. La sua idea però è già stata giudicata incostituzionale dal ministro Boccia.

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In Campania il governatore De Luca ha promosso ‘Campania Sicura’ e deciderà solo il 2 giugno in base ai dati delle altre regioni. Diversa l’idea della Puglia che invece ha già fatto sapere di voler aprire al turismo, indipendentemente da dove arriva. E lo stesso invito è arrivato da Jole Santelli, governatrice della Calabria, mentre la Sicilia potrebbe temporeggiare. Se è vero che il turismo è una voce importante del Pil, la salute prim,a di tutto.

Molti lombardi e piemontesi, altra regione a forte rischio, però amano la Liguria e lì hanno anche seconde case. Lo dice chiaramente il governatore Toti: “Il turismo da noi vale il 20 per cento del Pil.

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I dati del Ministero ci dicono che per tutti gli indicatori non ci sono allarmi e questi sono i fatti”. Infine l’Emilia Romagna e la Toscana che hanno già riaperto di fatto alla possibilità di raggiungere le seconde case da altre regioni.