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Quando finirà la pandemia? Cosa abbiamo imparato da quelle precedenti? Facciamo il punto della situazione

ULTIMO AGGIORNAMENTO 8:05
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Nessuno sa quando realmente saremo liberi dall’incubo del Covid-19 tutto quello che possiamo fare è tornare un pochino indietro nel tempo e ripercorrere le fasi delle pandemie che abbiamo vinto e superato e magari chiederci quando finirà.

Quando finirà la pandemia? Cosa abbiamo imparato da quelle precedenti?
Quando finirà la pandemia? Cosa abbiamo imparato da quelle precedenti? (AdobeStock photo)

La pandemia che ci ha travolti e sconvolti è stata come un fulmine a ciel sereno, non ci è dato sapere quando ne verremo a capo e potremmo tornare alle nostre solite vite fatto è che dobbiamo rialzarci. Quando finirà la pandemia? Cosa abbiamo imparato da quelle precedenti? Facciamo il punto della situazione

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Come si supera una pandemia? Quando finirà il Covid-19?

Coronavirus studi scientifici su contagio bambini
Foto: AdobeStock

Il fattore molto importante da non sottovalutare è sicuramente la paura che nutriamo da diversi mesi ormai nei confronti del virus. Dall’articolo del New York Times segnalato dall’articolo di focus.it si parla di pandemia come un qualcosa che può cessare di esistere non perché si sia realmente azzerato il numero di decessi e contagi bensì perché la popolazione vuole abbandonare per sempre quella sensazione di terrore nella contrarre il contagio decidendo e scegliendo di non pensarci più.

Il punto focale sembra essere la sfera sociale che talvolta prende il sopravvento.

Il susseguirsi pandemico nel tempo

Dell’avvento del Coronavirus ci sono state negli ultimi 3000 anni altre 13 pandemie che hanno investito i paesi. La gran parte parte sono state innescate da animali selvatici o da allevamento a causa di mutazioni genetiche di virus. Inoltre, da pipistrelli che hanno fatto da conduttori soprattutto in Asia, in particolare in Cina, in cui hanno sempre avuto un contatto ravvicinato con l’uomo.

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Dal medioevo per poi passare all’epoca dell’urbanizzazione di massa e della globalizzazione a quella degli allevamenti intensivi molto vicini ai centri urbani, ai moltissimi mercati, possiamo constatare che di fatto, questi ultimi, sono proliferati e che, vendendo animali vivi, soprattutto nelle cittadine cinesi, hanno comportato talvolta disastri al livello mondiale.

L’epidemia spagnola

Quella che ha destato più terrore è stata sicuramente la Spagnola, la pandemia del 1918/1919 e che è esplosa alla fine della Grande Guerra in ben due ondate, una primaverile l’altra autunnale. Questa, è riuscita ad uccidere tra i 50 e i 100 milioni di persone nel mondo e arrivò addirittura a toccare l’artico. Il nome sta nel fatto che i primi giornali che parlarono di questa pandemia furono proprio quelli spagnoli e subito dopo gli americani. Tutti i comuni mezzi per contrastarla quindi quelli empirici e contro la febbre, la mascherina in viso, furono del tutto inutili.

Solo nel 1938 grazie al virologo Francis che riuscì ad isolare il virus e a affermare l’esistenza di altri virus influenzali, se ne venne a capo per metà poiché la strada per raggiungere un vaccino contro la spagnola era ancora lunghissima.

Il virus che causò l’influenza spagnola svanì nel tempo variando e mutandosi in una classica influenza stagionale. Seguirono una serie di diverse epidemie come ad esempio l’influenza di Hong Kong nel ’68 chiamata così prima che l’OMS riuscisse a implementare delle precise linee guida in materia di malattie.

Oggi siamo arrivati al COVID-19 non sapendo che destino avrà, se resterà tra le popolazioni in maniera sempre più lieve oppure se impareremo a conviverci come stiamo facendo in questa fase 2.

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Sta di fatto che tutti gli storici credono fermamente che si superi prima la fase sociale rispetto a quella medica quindi rispetto anche alla divulgazione di un possibile vaccino.

Van Gogh Coronavirus
(Fonte: Instagram)

La fine della pandemia sarà sicuramente un processo ancora molto lungo da estinguere, ciò che possiamo fare è reagire mantenendo sempre deste le accortezze e la prevenzione all’interno della nostra quotidianità.

Fonte: (corriere.it; focus.it)