Coronavirus | Il libro del 1981 che aveva previsto (quasi) tutto

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Il libro che ha previsto il Coronavirus si intitola Eyes of the Darkness (Gli Occhi dell’Oscurità) e uscì nel 1981. Il suo autore aveva previsto con inquietante precisione l’emergenza sanitaria di questi mesi, anche se al principio la sua storia era leggermente diversa.

libro coronavirus
(Fonte: Instagram)

Si chiama Dean Koontz ed è un romanziere americano, colui che nel 1981 pubblicò un libero ricco di dettagli sulla diffusione di un virus letale. Epicentro dell’epidemia sarebbe stata la città cinese di Wuhan, che oggi è divenuta così tristemente famosa.

Non è la prima volta che alcune opere d’arte letterarie dimostrano una particolare abilità nel prevedere il futuro. E’ accaduto anche in altre occasioni, con eventi molto differenti, tanto da non sembrare una coincidenza.

Il libro che ha previsto il Coronavirus: la storia

Inizialmente il thriller di Dean Koontz non avrebbe dovuto essere ambientato in Cina, bensì in Russia, dove secondo l’autore gli scienziati dell’Unione Sovietica avevano sviluppato in laboratorio un virus potentissimo, da utilizzare come arma e destinato a contagiare in breve tempo un numero enorme di persone.

In una seconda stesura, datata 1996, il romanziere si trova davanti alla necessità di cambiare leggermente la sua storia, mantenendola inalterata nella sostanza ma “spostandola” dall’Unione Sovietica (che nel frattempo si era dissolta dopo la caduta del Muro di Berlino) alla Cina.

E’ a questo punto che si verifica una coincidenza sensazionale. Dovendo scegliere una città dalla quale far partire l’epidemia, a causa di una fuga del contagio da un laboratorio chimico, Dean Koontz decise per la città di Wuhan.

Nella prima versione il virus prendeva il nome dalla città russa di Gorki e venne identificato con il nome di Gorki – 400. Nella seconda stesura, ovviamente, cambiò anche il nome del virus, che venne ribattezzato Wuhan – 400. Si tratta di una prassi utilizzata anche nel mondo reale: basti pensare al virus Ebola, che prende il nome dal fiume presso il quale si originò il contagio.

Come se la strana coincidenza non bastasse, la vicenda narrata nel romanzo si svolge intorno al 2020, come hanno dimostrato, con diverse fotografie e opportune sottolineature, moltissimi fan dell’opera in giro per la rete.

 

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Profezia o “coincidenza letteraria”?

In ambito musicale si dice spesso che le note sono solo sette e che, inevitabilmente, ogni nuovo brano composto, finisce con l’assomigliare a un brano scritto in passato, anche se l’autore non ha alcuna intenzione di macchiarsi di plagio.

Facendo una considerazione simile, applicandola però all’ambito letterario, si può affermare che tra le innumerevoli storie scritte dai romanzieri di tutto il mondo, prima o poi qualcuna, casualmente, assomigli alla verità.

In realtà è ancora più semplice che queste “coincidenze” avvengono nel caso di romanzi verisimili, che cioè tentano di ricreare meccaniche il più possibile aderenti al vero. 

A ben guardare, inoltre, le similitudini tra Eye of the Darkness e la vera storia del Coronavirus sono piuttosto limitate. Nel romanzo, infatti, le caratteristiche del virus Wuhan – 400 sono molto differenti da quelle del vero Coronavirus: a dimostrazione che le coincidenze esistono, ma non bisogna vederne anche dove non ci sono.

Il romanzo che raccontò il naufragio del Titanic

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(Foto: Instagram)

Il romanzo di Koontz non è il solo che nel corso della storia della letteratura mondiale si è meritato il titolo di “profezia”. Nel 1898 uscì un libro dal titolo Futility che raccontò il terribile naufragio di una nave.

Oggi quel romanzo è conosciuto con il titolo della seconda edizione, opportunamente modificato dopo il naufragio del Titanic. Dal 1912 il libro si intitolò: “The Wreck of the Titan”. 

Già all’epoca l’autore (tale Morgan Robertson) tentò di cavalcare l’onda della suggestione collettiva vendendo il proprio libro come romanzo profetico di un evento che sconvolse l’opinione pubblica e che rimase impresso nella memoria del mondo.

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