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Cesare Cremonini, 20 anni di carriera: dai Lunapop al successo da solista

ULTIMO AGGIORNAMENTO 11:18
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Cesare Cremonini fa 20 anni di carriera. Alla soglia dei 40 anni, l’artista tira le somme con un nuovo album in uscita e il tour imminente.

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Cesare Cremonini, 20 anni di carriera fra ambizioni e rimpianti (Getty Images)

Maggio 1999, una canzone scritta fra i banchi di scuola – costata anche la ramanzina da parte di un professore – scala le classifiche italiane: il brano era 50Special, l’artista Cesare Cremonini o i Lunapop, che dir si voglia. Il cantautore Bolognese era il “Tommaso Paradiso” dell’epoca: frontman di un gruppo, sfrontato e animale da palcoscenico in pubblico, timido e sensibile nel privato, lo volevano tutti. In giro per i Colli Bolognesi, citando una sua hit, e nelle trasmissioni musicali.

Quell’album, “Squerez”, con la celeberrima ranocchia in copertina (tanto bizzarra quanto evidente) era diventata la mascotte di molti giovani – proprio come era lui allora – che l’avevano sempre in tasca. Nel formato compact disc, s’intende. Vent’anni dopo, il cd non c’è quasi più: siamo nell’era digitale e la ranocchia, o il rospo, viene usato per raccontare le favole. Non per abbellire le copertine degli album. Se lo baci porta fortuna, dicono che chiunque possa diventare un principe.

Lo stesso, dopo due decadi, è successo a Cremonini: principe dei cantautori, passato da frontman a solista nel giro di pochi anni, senza tutta quella bagarre mediatica a cui siamo abituati ai giorni nostri. Il cantautore ha collezionato una sequela di successi che hanno accompagnato, e continuano ad accompagnare, generazioni. Quasi prendendole per mano, come farà idealmente in Cremonini 2C2C – 6 inediti e 32 brani in versione da collezione – prima di girare stadi e palazzetti di tutta Italia.

Cesare Cremonini, dai Lunapop e il successo giovanile alla consapevolezza artistica: due decadi di emozioni e obiettivi raggiunti

Cesare Cremonini e la compagna (Instagram)

 

Un tributo ad un successo mai scalfito: trasformato, senza dubbio. Proprio come è cambiato lui, all’alba dei suoi primi quarant’anni, persino con un’esperienza da attore (ringraziare Pupi Avati) nel curriculum: “Sto per compiere quarant’anni e sarei un bugiardo se dicessi che non è una cosa su cui sto riflettendo. Circa un mese fa ho perso mio padre, e mentre mi occupavo di quelle disgustose faccende che si impossessano del quadro quando se ne va una persona che ami, mi sono distratto totalmente dal mio percorso. A un tratto mi sono voltato indietro per ricercare la riva, la riva che mi aveva sempre fornito le coordinate per orientarmi e non sono più riuscito a metterla a fuoco. Non c’era più. E con lei i ricordi”, ha raccontato a Vanity Fair.

Dunque, l’artista è ad un crocevia: quello che prima o poi si trovano ad affrontare tutti. Il dolore della perdita, misto alla consapevolezza di dover proseguire da solo, forse è questa l’età adulta di cui tanto si parla. Lui un’idea se l’è fatta: “Sono nato nel 1980 e la mia generazione è stata lasciata abbastanza sola per emanciparsi e poter fare a meno degli altri. Questo ci ha fatto diventare adulti in fretta. Era ancora un’epoca in cui gli adulti esistevano solamente nel momento del rigore, ma poi già a 9-10 anni si andava a scuola e si tornava da soli. Da ragazzini eravamo soli nel gioco, soli nei pomeriggi in camera con l’amico, soli davanti al primo film horror, alla prima donna nuda vista in tv, alla prima sbornia. Si combinavano i guai, si piangeva e si soffriva fortunatamente da soli. Oggi invece molti adulti, per precauzione mi ci metto dentro anche io, sentendosi eternamente giovani, occupano tutti gli spazi destinati ai più piccoli, che non hanno più la propria privacy per giocare in santa pace. Trovo invadente la presenza degli adulti nei social per ragazzini, per esempio. Andare a caccia di like tra i minorenni sembra essere diventata la nuova occupazione di un sacco di persone”.

Cesare è più maturo, adesso, rispetto al Cremonini artista che comunque deve concedersi il lusso di divertirsi per forza: animare la vita delle persone non è mai facile, specialmente per chi coltiva l’ambiziosa pretesa – realizzata con merito – di farlo attraverso un ritornello. L’uomo rispetto al cantante è più riflessivo, pronto per vivere il suo secondo tempo al fianco di chi ama: “Stamattina sono andato a comprare due libri e mentre tornavo indietro, ho incrociato lo sguardo di una bellissima ragazza. Le si sono illuminati gli occhi. I suoi e i miei. La mia ragazza non se ne avrà sicuramente a male, ma io credo che idealmente dovremmo provarci con qualcuno tutti i giorni. Provarci in senso lato, ovviamente, senza pensare allo sguardo come un atto finalizzato a un secondo fine, piuttosto a un ballo, a un gesto galante, gentile, alla maniera di mio padre. È un gioco innocente, ma riconoscere alle donne non solo la loro bellezza, ma anche la loro intelligenza e le loro virtù, soltanto con un sorriso non può essere un male. Siamo entrati in un secolo che a livello globale, sociale e politico è e sarà loro.

A proposito di bellezza, Cremonini dedica la parte finale della chiacchierata sulle pagine di Vanity Fair ai due suoi più grandi amori: la nuova compagna e il Bologna di Sinisa Mihajlovic. Il cantautore è grato ad entrambi, per ragioni diverse che – gioco forza – finiscono per collimare: “…Poi arriva Sinisa. Con la sua silenziosa dignità. Con il suo esempio. Un uomo vero. Una grande persona. Ci ha dato più lui in queste settimane che tutto il Bologna in dieci anni. Dentro lo sport pulsa un microcosmo straordinario. Che è fatto di sacrificio, di semina e di raccolto. C’è più poesia in certi gesti sportivi di Valentino, Roberto Baggio, Federica Pellegrini, Matteo Berrettini, che in tanti testi di canzoni di oggi che vengono definiti poetici”, ammette. Infine, sulla ragazza rivela: “Un mio caro amico, prendendomi in giro, mi aveva provocato: “Tu sei molto riservato perché in realtà sei geloso” e io ribattevo con un senso di protezione: “Non voglio che qualcuno paghi per i miei errori e che prenda critiche che investirebbero me”. Per verificare l’ipotesi, ho dato retta all’amico. Alla fine però credo sia meglio non mettere fotografie personali sui social”, conclude.

Il riferimento, nemmeno troppo velato, è allo scatto che l’artista ha postato su Instagram al fianco della sua dolce metà. Uno slancio di condivisione che ha spiazzato più di qualcuno. Così come siam certi che, da qui in avanti, sarà ancora lui a sbaragliare la concorrenza: la buona musica non invecchia mai, esattamente come il vino, e questo basta per continuare a ricercare canzoni ed ispirazioni che da Bologna in giù hanno conquistato tutta l’Italia. “Domani sarà un giorno migliore vedrai”,  una profezia divenuta realtà nella vita piena e imprevedibile di Cesare Cremonini. Un guascone dal cuore buono che non riesce a smettere di meravigliarsi.

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