“I ragazzi dello Zecchino d’Oro”, il film tributo al concorso fa impennare gli ascolti di Raiuno

“I ragazzi dello Zecchino d’Oro” viene premiato dallo share nella prima serata della domenica di Raiuno, Simone Gandolfo e Matilda De Angelis (nei panni di Cino Tortorella e Mariele Ventre) incantano il pubblico.

“I ragazzi dello Zecchino d’Oro” premiato dallo share (Twitter)

Lo Zecchino d’Oro era, e resta, un pezzo di storia del nostro Paese che mette al centro l’infanzia – anche difficile delle volte – dei bambini per dare loro un contesto più ampio ed esprimersi attraverso l’arte del canto. Quest’idea, tanto folle quanto opportuna, venne negli anni Sessanta a Cino Tortorella che, con l’aiuto di Mariele Ventre e il Piccolo Coro dell’Antoniano, mise su la manifestazione che poi sarebbe divenuta celebre con il favore del tempo.

Uno sguardo, fedele e mai indiscreto, sugli inizi di questa entusiasmante avventura lo posa con garbo Ambrogio Lo Giudice che in quel tempo faceva parte di questo piccolo grande progetto e, oggi, con la macchina da presa, racconta quegli anni in un girato su Raiuno. L’esperimento è stato premiato dallo share nella serata di ieri, nonostante fosse domenica, il pubblico ha premiato “I ragazzi dello Zecchino d’Oro”, andato in onda sulla rete ammiraglia nella giornata di ieri con oltre 4 milioni di telespettatori.

Matilda De Angelis e Simone Gandolfo fanno rivivere gli inizi de “Lo Zecchino d’Oro”

Una scena del film (Twitter)

Matilda De Angelis e Simone Gandolfo hanno restituito quell’effetto nostalgia, nei panni del celebre “Mago Zurlì” e Mariele Ventre, cercato e voluto dagli spettatori che, per un paio d’ore, sono tornati in quegli anni. Operazione gradita soprattutto ai più vetusti che quei momenti li hanno vissuti: ciò che più sconvolge positivamente, infatti, è proprio l’attenzione al dettaglio. La Rai, durante la messa in onda del girato, ha condiviso sui propri social ufficiali le foto originali della prima edizione del concorso canoro confrontandole con alcune scene del film. La somiglianza è impressionante.

Esce bene, da questa apparizione sulla tivù pubblica, tra gli altri, Matilda De Angelis. Buon banco di prova sulla tivù di Stato per lei, anche se l’avevamo già apprezzata all’interno di “Tutto può succedere”. Al cinema, inoltre, ha dato dimostrazione della sua duttilità all’interno del film di Matteo Rovere “Veloce come il vento”. Ormai un’attrice completa, pronta e preparata a qualunque esigenza.

Ulteriore apporto al contesto filmico l’hanno dato i bambini, non poteva essere altrimenti, con Ruben Santiago Vecchi nei panni del piccolo Mimmo che grazie al potere salvifico della musica troverà la sua strada, evitando di rassegnarsi ad un destino beffardo. “I ragazzi dello Zecchino d’Oro” è un’opera d’avanguardia che trae spunto dal vintage. Lo Giudice ha rappresentato il riscatto sociale senza indolenza e con gusto, riportando alla mente suggestioni ben precise, in grado di fornire una morale determinata e affatto banale. La storia non fa altro che riproporre corsi e ricorsi, anche attraverso l’armonia di sette note. Con “I ragazzi dello Zecchino d’Oro” abbiamo una consapevolezza in più di quanto sia possibile cambiare, ma anche incappare in errori fatali. È sempre una questione di scelte e, in tal senso, anche la musica può fungere da bussola per indirizzarci in mezzo al caos. Per molti sarà solo frastuono, per pochi, eccentrici e visionari, diventa arte.

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