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Perchè amiamo così tanto le cose piccole e carine?

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Tutto ciò che viene considerato “carino” innesca nel nostro cervello una reazione innata che ce lo fa letteralmente adorare, un vero potenziale di marketing

Perchè amiamo così tanto le cose piccole e carine?
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Chi non si è mai sciolto davanti alle piccole guance di un bambino appena nato o davanti al video di un gattino che alza le zampine in aria ci lanci la prima pietra. Impossibile resistere “è così carino”. Ma come mai la nozione di carino è così universale e ci tocca così tanto profondamente?

Secondo il sito La Faireparterie,  che ha analizzato a fondo la questione, emerge in particolare l’importanza dell’aspetto giovanile in ciò che è considerato carino.

Secondo uno studio condotto presso il Dipartimento di Psichiatria dell’Università di Oxford, non è un caso che i bambini siano carini: è un elemento chiave della loro sopravvivenza, dovremmo preoccuparcise non lo fossero. Questa ipotesi era già stata portata alla luce nel 1949 da Konrad Lorenz che aveva teorizzato il “Kindchenschema”, che potrebbe essere tradotto in “il modello di somiglianza con i bambini”, ovvero ciò che fa scattare negli adulti una reazione innata difronte ad un bambino che li spinge a volerlo proteggere. La tenerezza del bambino mentre gioca o ride, i suoi tratti fisici (i suoi grandi occhi, le sue guance paffute, ecc.), ma anche il suo odore e i suoni che emette, tutto induce la percezione della carineria e fonda la motivazione alla loro cura negli adulti.

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Marketing e produttività: il concetto di “carino”

neonato a casa
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Il Kindchenschema implica quindi che il cervello è programmato per reagire al carino (i giovani genitori reagiscono in media due volte più velocemente ai suoni del bambino rispetto a qualsiasi altro suono).

Anche i grandi marchi sono ben consapevoli dell’effetto del kawaii (carino in giapponese) , prodotti che evocano un mondo ingenuo, innocente, infantile, diventati una vera risorsa di marketing in tutto il mondo. I prodotti Kawaii sono percepiti come “rassicuranti” e “divertenti”. Ciò che forse è meno noto è che l’esposizione a immagini carine aumenta la produttività e la concentrazione, come hanno dimostrato diversi studi.

Fai attenzione, tuttavia, il carino può anche generare frustrazione, persino aggressività, pensa ad esempio all’impulso di pizzicare le guance di un bambino o di stritolare un cucciolo mentre lo si coccola, ecc.), questo in gran parte è legato al fatto che il cervello non sa come reagire quando è sommerso da un flusso di emozioni positive.

Infine è bene che tu sappia che i bambini raggiungono un “picco carino” a 6 mesi e smettono di essere considerati come tali all’età di 4 anni e mezzo.

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