Politica: Conte chiude alla Lega, PD aspetta. Domani altre consultazioni

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Si va verso un nuovo giro di consultazioni politiche: bisogna trovare quanto prima un nuovo Governo, lo spera Mattarella che domani parlerà alla stampa.

Conte e Di Maio (Getty Images)

Domani Sergio Mattarella dovrebbe esprimersi sul nuovo Governo che prenderà forma, come aveva preannunciato qualche giorno fa alla stampa dopo la formalizzazione della crisi politica scoppiata ad inizio mese. Il Presidente della Repubblica è stato chiaro: La crisi va risolta in tempi brevi, servono decisioni chiare, per il bene del Paese”, ha detto.

Effettivamente le scadenze istituzionali cominciano ad essere pressanti, serve dunque un Governo compatto o perlomeno un esecutivo in grado di darne l’idea. Agli occhi dei cittadini e in particolar modo agli occhi dell’Europa, per cui siamo osservati speciali. Al momento, l’unica strada percorribile per mettere in atto una maggioranza di scopo a livello, quantomeno, formale sembrerebbe essere quella che porti alla formazione di un’alleanza fra PD e Cinque Stelle.

Crisi politica: Conte chiude alla Lega, Cinque Stelle divisi fra due ipotesi

Nicola Zingaretti, Partito Democratico (Getty Images)

Le distanze fra i due schieramenti cominciano ad appianarsi, al netto di qualche presa di posizione: il Partito Democratico ha già fatto sapere di non essere propenso ad un Conte bis. Proprio quest’ultimo, da Biarritz dove è impegnato con il G7, ha provveduto a debellare l’ipotesi della “politica dei due forni” messa in atto dai pentastellati. Colpevoli, secondo Zingaretti e soci, di volere i Democratici come alleati continuando a strizzare l’occhio alla Lega. L’ex Premier ha smorzato così la frizione fra le parti: “Non rinnego l’esperienza con la Lega, ma è una stagione politica chiusa che non si potrà più riaprire”.

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Parole inequivocabili che rimettono al centro la questione del futuro Premier: se PD e Cinque Stelle dovessero trovare l’accordo sperato, chi salirebbe al Colle? Tramontata l’ipotesi Fico per volere dello stesso, che ha ribadito: “Resto Presidente della Camera”, tutto torna in gioco. Altra esclusa è Marta Cartabia, papabile candidata alla Presidenza del Consiglio, che ha reso nota la sua volontà di rispettare l’incarico di vicepresidente della Corte Costituzionale che ricopre dal 2014: “L’incarico alla Corte costituzionale, che mi è stato affidato otto anni fa e che si concluderà nel settembre 2020, richiede grande impegno e responsabilità e intendo portarlo a compimento”.

Berlusconi: “No ad alleanza PD-Cinque Stelle, portatori di idee vecchie e fallimentari”

Silvio Berlusconi (Getty Images)

Dunque, ogni ipotesi è ancora aperta e non c’è nulla di intuibile perlomeno al momento, sicuramente entro domani si saprà qualcosa in più. Anche perché Mattarella incontrerà l’opinione pubblica e a quel punto capiremo cosa bolle in pentola. Nel frattempo aleggia tensione dentro il partito di Beppe Grillo: l’elettorato è spaccato fra chi appoggerebbe il sodalizio forzato con il partito di Zingaretti e chi, invece, vorrebbe andare subito al voto. Torna l’ipotesi della piattaforma Rousseau per dipanare quest’ulteriore matassa di matrice pentastellata.

Silvio Berlusconi, invece, sulla possibile alleanza dei suoi avversari politici ha le idee chiare. Al punto da renderle note su Twitter con un cinguettio: “Una coalizione PD-Cinque Stelle troverebbe convergenze sulle idee della più vecchia, deteriore e fallimentare sinistra pauperista, statalista e assistenziale. Porterebbe agli italiani nuove tasse, compresa la patrimoniale, nuove leggi liberticide e la recessione”, conclude il Cavaliere sui suoi canali ufficiali.

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