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San Lorenzo: la notte migliore per vedere le stelle cadenti

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San Lorenzo 2019: ecco quale sarà la notte migliore per osservare le stelle cadenti, quest’anno.

BRYCE CANYON NATIONAL PARK (Photo by Ethan Miller/Getty Images)

Anche quest’anno oggi, Sabato 10 Agosto, saranno tantissime le persone che trascorreranno la notte di San Lorenzo con il naso all’insù, alla ricerca di stelle cadenti nel cielo. Nell’antichità si pensava che le stelle cadenti fossero le lacrime del Santo di cui la notte porta nome, morto martire sulla graticola proprio il 10 Agosto di moltissimi anni fa, precisamente nell’anno 258. In realtà le stelle cadenti tanto attese non sono vere e proprie stelle: si tratta infatti dello sciame delle Perseidi, una “scia” di piccoli “meteoriti” originato dal passaggio della cometa Swift-Tuttle, scoperta nel 1862 dall’astronomo italiano Giovanni Virginio Schiaparelli.

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Stelle cadenti: la notte migliore per osservarle non è quella del 10 Agosto

BRYCE CANYON NATIONAL PARK (Photo by Ethan Miller/Getty Images)

Sebbene il 10 Agosto sia stato individuato come giorno canonico, la notte perfetta per osservare al meglio lo sciame di stelle cadenti sarà quella tra il 12 e il 13 Agosto, quando le Perseidi saranno particolarmente nitide nel cielo: il picco è atteso intorno alle ore 22, e gli astrologi stimano che si potranno osservare fino a 50 meteore all’ora. Bisognerà fare particolare attenzione, però, all’inquinamento luminoso generato dalle grandi città: per poter riuscire a scorgere le stelle cadenti sarà necessario allontanarsi dai grandi centri abitati, rifugiandosi in un luogo buio e possibilmente in alta quota.

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Quest’anno, tra l’altro, la Luna non sarà favorevole: la Luna piena è attesa per il 15 Agosto, ma il satellite sarà molto luminoso già nelle notti precedenti a ferragosto. Il suggerimento degli astronomi è quello di guardare il cielo in direzione nord-est, dopo il tramonto della Luna. All’alba, spiegano dal Virtual Telescope, “l’osservatore è sulla parte della Terra che avanza lungo la propria orbita verso le polveri cometarie, dunque è come se vedesse dal “parabrezza”, anziché dal “lunotto” posteriore del nostro pianeta”.

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