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Carlo Verdone chi è: età, altezza, carriera, vita privata e Instagram

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Chi è Carlo Verdone? Regista, attore, icona della comicità romana e italiana ma che altro? Scopriamo un ritratto completo di uno dei re del cinema italiano.

  • Nome d’arte: Carlo Verdone
  • Data di nascita: 17 novembre 1950
  • Età: 68 anni
  • Segno zodiacale: Scorpione
  • Professione: Attore, Regista
  • Titolo di studio: Laurea in Lettere Moderne
  • Luogo di nascita: Roma
  • Altezza: 174 cm
  • Peso: 76 kg

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Carlo Verdone età

Foto da Facebook @carloverdoneofficial

Carlo Verdone nasce a Roma il 17 Novembre 1950. La madre è Rossana Schiavina, insegnante di famiglia benestante e in vista, e il padre è Mario Verdone, docente universitario e storico del cinema di avanguardia di origini campane ma vissuto a Siena, a lungo dirigente del Centro Sperimentale di Cinematografia della capitale.

Non tutti sanno che Carlo Verdone ha una secondo nome, Gregorio. I genitori decisero di aggiungerlo poiché quel 17 novembre era un venerdì, venerdì 17, una combinazione notoriamente poco fortunata. Quel Gregorio doveva allora fungere da “antidoto” contro la cattiva sorte: possedere un gran “gregorio”, ovvero un gran bel “deretano”, a Roma, è segno di fortuna.

Verdone cresce così in una famiglia carica di cultura, in quella “casa sopra i portici” a cui anni dopo dedicherà un libro autobiografico, assieme a due fratelli minori: Luca Verdone, futuro regista, e Silvia Verdone, futura moglie dell’amico e collega Christian De Sica.

Mario Verdone coltiva amicizie di spicco tra cui, giusto per citare alcuni nomi blasonati, Michelangelo Antonioni, Alessandro Blasetti, Vittorio De Sica, Federico Fellini, Roberto Rossellini, Franco Zeffirelli.

I primi rudimenti della settima arte giungono dunque a Carlo Verdone e ai suoi fratelli quasi per osmosi in quella casa in cui il cinema si respira. I sabati pomeriggio scorrono tra proiezioni di film neorealisti e così Carlo consegue prima il diploma al Liceo Classico Nazareno e nel 1977 la laurea in Lettere Moderne presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza.

Si vede già docente universitario nel settore delle antiche Religioni Orientali, a cui si è appassionato, ma i genitori lo invitano comunque a coltivare quei talenti artistici che in lui si nascondono sotto la proverbiale timidezza. Oltre a un orecchio musicale assai ben sviluppato, Carlo presenta un’attitudine speciale allo studio dei caratteri: sa cogliere al volo vizi e virtù delle persone che incontra, dando poi vita a imitazioni eccezionali.

Più tardi il padre commenterà così il talento del figli:

“Lo giudico un percorso serio di un ragazzo che ha cominciato a osservare la realtà che lo circondava, sottolineando “tic” e “difetti” di certa italianità. È sempre andato su “dettagli” vocali e gestuali apparentemente non comici, ma che diventavano esilaranti e sorprendenti per il suo modo di porli al pubblico. Lui è sempre partito dalla voce per risalire al “tipo”. Questo, almeno in teatro e nei primi suoi due film Un Sacco Bello e Bianco, Rosso e Verdone, è stato per lui il meccanismo nella creazione. Ma quello che apprezzo di più in lui è stato il sapersi sempre rinnovare. E infatti sono trent’anni che recita e dirige. Ha rigore e disciplina assoluti.”

Così Carlo Verdone consegue nel 1974 il diploma in regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia: in questa occasione presenta Anjuta, un saggio ispirato a una novella di Anton Cechov in cui recitano per lui Lino Capolicchio, Livia Azzariti e Christian De Sica.

La sua carriera vera e propria inizia però grazie al fratello Luca, direttore del Gruppo Teatro Arte in cui si affrontano i testi sacri del teatro classico. Una sera buona parte della compagnia è a casa malata e Carlo decide così di salire sul palcoscenico interpretando a rotazione i diversi personaggi. Emergerà così il suo talento camaleontico che verrà poi esaltato anche durante l’esperienza di animatore burattinaio presso l’Opera dei Burattini di Maria Signorelli che l’attore ricorda con grande riconoscenza.

Tra il 1971 e il 1973 arriveranno i primi cortometraggi, realizzati con la prima videocamera acquista da Isabella Rossellini al prezzo di settantamilalire. Si tratta di pellicole fortemente ispirate all’underground americano e alla cultura del sessantotto, purtroppo andate smarrite: Poesia solare, Allegoria di primavera, Elegia notturna.

Tra il 1978 e il 1979 inventa una serie di di personaggi comici per il programma televisivo Non Stop e inizia poi a dedicarsi alla commedia all’italiana. E’ l’inizio della vera e propria carriera di attore e regista di Carlo Verdone.

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Carlo Verdone film

Foto da Facebook @carloverdoneofficial

Sarà Sergio Leone a regalare l’esordio a Carlo Verdone, nella duplice veste di regista e di attore. Il film arriverà nel 1980 e s’intitolerà Un sacco bello, pellicola con cui Carlo porterà a casa il suo primo riconoscimento, un David Speciale.

Sarà poi la volta di Bianco, rosso e Verdone (1981) per cui Carlo riceve il David di Donatello come miglior attore protagonista.

L’immagine di Carlo Verdone come fautore di maschere comiche indimenticabili entra subito nella leggenda.

Arriva così nel 1982 Borotalco, film in cui Verdone decide di proporre una nuova veste di sé, sempre all’insegna della comicità ma rinunciando a personaggi troppo caricaturali.

“Per me Borotalco è stata una scommessa, dovevo dimostrare di essere un attore che poteva anche seguire una storia non a episodi, con partner accanto a me. Ero molto nervoso mentre scrivevo ma anche molto carico, dovevo assolutamente farcela. La sceneggiatura è stata scritta in un anno, abbiamo scartato dai sei ai sette soggetti. Mario Cecchi Gori poi mi convocò e mi disse che Eleonora Giorgi era interessata a fare un film con me. E caso volle che la storia richiedesse proprio una parte femminile! Ci siamo dunque conosciuti, frequentati e le abbiamo adattato il personaggio.

Ero partito carico, non dovevo assolutamente sbagliare il film. Ricordo la sera della prima a Roma, ero iper nervoso, aspettavo l’uscita dallo spettacolo delle 20.30. Uscita la gente, una coppia passò e disse “Ammazza me so morto dalle risate”. A quel punto mi sentii alleggerito di cento chili e mi dissi che, forse, ce l’avevamo fatta. E ce l’abbiamo fatta.”

Arriveranno poi le prime pellicole con Margherita Buy Compagni di scuola (1988) e Maledetto il giorno che t’ho incontrato (1992).

Scrive a proposito di questi film Carlo Verdone su Facebook:

“In realtà voglio bene a tutti quelli che ho fatto. Anche ai minori.
Perché se non ci fossero stati dei film minori non avrei trovato lo slancio, come impegno, a fare delle commedie “maggiori”.

Non sono in ordine di preferenza perché ognuna di queste pellicole ha delle precise particolarità

COMPAGNI DI SCUOLA direi che come regista fu il più compatto e coraggioso.

BOROTALCO fu un’esplosione di energia nella scrittura, dinamico e con un gran ritmo, specchio degli anni ’80 per il brio che aveva.

MALEDETTO IL GIORNO mi venne molto poetico ed amabile: una commedia europea lontanissima dalla commedia italiana.

AL LUPO AL LUPO lo amo in quanto molto autobiografico e un po’ nostalgico.

VIAGGI DI NOZZE fu perfetto, un piccolo trattato sociologico , soprattutto nell’episodio di Ivano e Jessica.
Anticipatore di molti aspetti che oggi ci ritroviamo: è un film non solo comico… è una pellicola sul cinismo e la solitudine.
Non potete non esser d’accordo con me.

Sono 5 film di cui vado molto fiero.”

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La carriera di Carlo Verdone continua poi negli anni Duemila con Il mio miglior nemico(2006) in coppia con Silvio Muccino, che registra il maggiore incasso in Italia tra tutti i suoi film.

Dirige Sotto una buona stella (2014) accanto a Paola Cortellesi e con Antonio Albanese realizza L’abbiamo fatta grossa (2016).  Sarà poi la volta di Benedetta follia (2018) con Ilenia Pastorelli, film premiato con il Nastro d’Argento, e recita in Manuale d’amore (2005), diretto da Giovanni Veronesi.

Come attore interpreterà anche Italians (2009), con Sergio Castellitto e Riccardo Scamarcio, e La grande bellezza (2013), ricevendo il Nastro d’Argento.

Carlo Verdone Magda

Foto da Facebook @carloverdoneofficial

“Cari amici, proprio ora vengo a conoscenza della scomparsa di una mia brava ed affettuosa attrice: Irina Sanpiter, la Magda di Bianco, Rosso & Verdone.

Sono molto triste,addolorato.
Ci vedevamo poco ma l’abbraccio, quando ci si incontrava, era sempre forte e pieno di dolce nostalgia.
Era russa, di Mosca: me la fece incontrare Sergio Leone in quanto era parente della moglie (moscovita) dello sceneggiatore Giorgio Arlorio.
Fra tre opzioni scelsi subito lei per via di quegli occhioni dolci e malinconici che dovevano essere una caratteristica della mia Magda.
Non volle continuare per scelta la strada del cinema. Era rimasta appagata dal nostro film e si mise ad organizzare eventi e concerti musicali. Non sapevo fosse malata.

L’ ultima volta la incontrai lo scorso anno all’Isola Tiberina durante la rassegna cinematografica estiva.
Di quel film non è rimasto quasi nessuno, e questo mi deprime terribilmente.
Ma il cinema, fortunatamente, ci ” ferma nel tempo”. Illudendoci di una certa immortalità su uno schermo.

Magda sarà sempre nel mio cuore come una delle creazioni più riuscite: era sempre allegra,spiritosa, ironica.

Grazie Irina per aver condiviso con me una bella commedia rimasta nel cuore di tanti spettatori.
Ti ricorderò per sempre cara, dolce amica.”

Così scrive Carlo Verdone su Facebook il 4 febbraio 2018, una volta appreso della scomparsa dell’attrice che aveva prestato il volto a uno dei personaggi femminili più celebri tra quelli da lui ideati.

L’attrice è scomparsa all’età di 60 anni, dopo un lungo ricovero presso il policlinico Umberto I di Roma per una leucemia contro cui lottava da oltre trent’anni.

Irina aveva lasciato il cinema per diventare organizzatrice di concerti rock. Sposata nel 1984 con Toni Evangelisti, era nel frattempo venuta a conoscenza di essere malata e, all’inizio degli anni 90, si era ritirata dalle scene.

Carlo Verdone moglie e figli

Foto da Facebook @carloverdoneofficial

Dal 1980 al 1996 Carlo Verdone è stato sposato con Gianna Scarpelli. E’ lei la madre dei suoi due figli, Giulia Verdone, comparsa nei film Al lupo al lupo (1992) con Francesca Neri e Sergio Rubini, Viaggi di nozze, e Paolo Verdone (1988), apparso in Grande, grosso e… Verdone del 2008, in Io, loro e Lara, girato nel 2010 (film dedicato al nonno Mario scomparso proprio in quel periodo) e in Posti in piedi in paradiso del 2012.

“Ho un po’ trascurato la crescita dei miei figli. Poi mia moglie – anche se eravamo separati – mi ha detto: stai con loro. Ma starci di più non poteva voler camminare con me per Roma, perché venivamo continuamente fermati da persone che volevano l’autografo. Così ho trovato con loro una dimensione nel viaggio.”

Dopo la separazione, Carlo Verdone non si è più fatto una nuova famiglia:

“Non ci sarei riuscito: i miei figli erano loro. Ho condiviso spesso la mia situazione con donne che si erano date la stessa limitazione, comunque anche con loro non è andata bene. Prima di tutto, per colpa del lavoro. Io alla fine mi sono sposato con il mio pubblico. E poi le stupide gelosie per le colleghe.”

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