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Essere single o ritrovarsi soli? : come essere un single “felice”

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essere single felicemente
essere single o sentirsi soli? come essere un single felice (Istock Photos)

Essere single o ritrovarsi da soli?: i diversi modi dell’essere single. Scelta cosciente o stato di vita imposto? Come essere un single “felice”

Essere single o ritrovarsi da soli non sempre sono la faccia della stessa medaglia. Spesso, sentiamo dire da gente single che la propria posizione è, in assoluto, la migliore che ci possa essere. Mentre, altre volte, i single che si trovano da “soli” si sentono terribilmente tristi, senza amore, senza condivisione. Insomma, in una posizione non certo ricercata di proposito. In entrambi i casi, comunque, oggi la condizione di “persona non accoppiata” è vissuta in modo molto controverso. Fino agli anni della rivoluzione studentesca essere single era considerato una temuta condizione di solitudine. La zitella, così come lo scapolo, era una persona che non ce l’aveva fatta ad accoppiarsi, benché poi in realtà la sua esistenza potesse essere assolutamente dignitosa e appagante.

Poi, finalmente alla fine degli anni sessanta, i nuovi costumi sociali e culturali hanno scardinato questa immagine triste, limitante e limitata. Il passaggio alla parola inglese “single” ha ben interpretato e, nello stesso tempo potenziato, uno sguardo nuovo su questa realtà che in pochi anni ha assunto tratti quasi esotici e desiderabili, diventando nel tempo, sempre di più, un vero e proprio stile di vita, un simbolo di vera libertà, uno “status” privilegiato a cui tendere.

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Oggi, in molti casi, quando un single dice ad una persona in coppia “Io sono single”, in realtà non gli sta dicendo che è solo, ma tende a sottolineare il suo essere “libero di fare ciò che desidera”. Tanto che chi sta in coppia, in taluni momenti è portato a invidiare il single. C’è un grande contrasto fra la pesantezza e l’apparente assenza di vie d’uscita della relazione – in alcuni periodi – e il mondo avventuroso e segreto del single. Ma, di contro, c’è una grande dose di idealizzazione in tutto ciò. Se infatti da un lato il nuovo approccio all’essere single ha permesso a molti di viverla con meno senso di vergonga e di disagio e ad altri di viverla con serenità e creatività, dall’altro ha creato un modello. Un modello molto forte, che fa tendenza. E identificarsi con un modello è sempre pericoloso, poiché un modello non è mai l’originale. Un modello che, se preso alla lettera, acriticamente, trascura e anzi acuisce le sofferenze delle vite individuali.

Così, ci sono persone che non sanno essere single ma si sforzano di esserlo perché “è di moda”, persone che nascondono la propria difficoltà o paura a entrare nella relazione dietro la sofferta maschera del single, persone che si sono trovate ad esserlo senza volerlo: i cosiddetti single obbligati, che vivono molto male una condizione invidiata da molti. Una beffa che fa sentire ancora peggio.

In realtà, essere single e stare bene non è per nulla scontato, soprattutto oggi. La complessità del cervello moderno infatti, sottoposto come mai era successo nella storia dell’umanità a un’intensità di stimoli culturali, sessuali, esistenziali e sociali, è un mix caotico di desideri, bisogni indotti e paure che i nostri padri neanche sognavano.

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I single che stanno davvero bene sono dunque relativamente pochi, ed è un peccato perché l’essere single è una condizione che, se vissuta in modo giusto e naturale, senza troppi orpelli mentali e pregiudizi, può essere un periodo fondamentale di soddisfazione e di trasformazione della propria vita.

Come essere un single “felice”

essere single
Essere single o stare soli? come essere dei single felici (Istock Photos)

Abbiamo visto come essere single e stare bene da soli non è così semplice e diffuso come si pensa. Cerchiamo di capire, ora, come fare per essere un/una single “felice” e, quindi, stare davvero bene da soli (almeno per un po’).

  1. Essere fuori dai modelli

Dobbiamo capire anzitutto che, finché ci muoviamo all’interno di un modello preimpostato, non ha lacuna importanza essere single, in coppia o amanti. In tutti questi casi, non saremo comunque noi, e qualsiasi condizione sarà  dunque inautentica, incompleta e parziale. Non ci darà la felicità e sarà una condizione nella quale incarniamo il personaggio del single perfetto, o del bravo marito, o mogliettina. Qualsiasi sia la nostra situazione esse deve coincidere con quello che noi siamo, deve essere l’espressione e il terreno migliore della nostra vera natura di quel momento.

2. Coincidere con se stessi

Quando qulla forma non coinciderà più con noi stessi, dobbiamo essere bravi a lasciarla andare via e non riportarla ancora e ancora, quando ormai è già morta. Solo così, allora, essere single ha senso. Esserlo per paura, per “fede”, per moda non fa altro che ostacolare la nostra crescita e impedisce alla nostra libido di fluire spontaneamente, magari anche i ncoppia.

3. Non fate nessun confronto

é importante capire un ulteriore concetto: non esiste un meglio o un peggio. Essere single non è né meglio né peggio rispetto all’essere in coppia. Può essere un periodo della vita, più o meno lungo, nel quale una persona trova la sua espressività creativa, vitale, sessuale, oppure può essere una condizione ideale di tutta una vita, benché sia più raro. Quindi, non bisogna imitare nessuno, vedere un single felice o, al contrario, triste, non deve condizionare la vostra posizione. Essere single è innanzitutto una dimensione intima e personale, fondamentale e misteriosa nelle sue espressioni.

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4. Un periodo di trasformazione e cambiamento

Essere single per un periodo della vita può portare a dei cambiamenti, più o meno, significativi della nostra vita. L’essere single fa parte del ciclo della vita. Quest’ultima infatti è composta da cicli perenni, la notte e il giorno, l’estate, l’inverno, la nascita e la morte e poi di nuovo la rinascita. Perennemente in un movimento ciclico che si rinnova e si rafforza costantemente. Così l’essere single deve essere vissuto come un ciclo della vita passeggero. Ed è in questa atmosfera di ciclica trasformazione, che si colloca la dimensione del vero single: il single sa, o comunque sente, che la sua condizione, quasi certamente transitoria, è un periodo sacro della sua vita, un luogo temporale nel quale possono accadere cose uniche, che non possono accadere in altri momenti. Stare da soli, cioè senza un legame sentimentale stabile, offre opportunità di trasformazione, di riposo, di pausa, di intraprendenza solitaria, di riflessione e di contatto nuovo con la natura e con gli altri.

5. L’aspetto profondo dell’essere single: il segreto

Ogni cosa che nasce, in natura, avviene nel silenzio, nel buio, nel segreto. Ecco, l’essere single, inn uno dei suoi aspetti più profondi, può collocarsi in questa dimensione di gestazione, di una nuova coscienza, di nuovi modi di vivere e di fare, addirittura di un nuovo corpo. Quante volte, dopo la fine di una relazione sentimentale, non si ha la voglia di ricominciare con altri amori. Non è paura, è solo il desiderio di prendersi una pausa e “ripulire” corpo e animo da qualcosa che non è andato come si voleva. Quindi, si cambia pettinatura, si fa sport, si va in palestra, nascono nuovi hobby, non per sedurre ma per favorire la trasformazione di se stessi.

6. La percezione di se

Ci sono esperienze che si possono fare solo quando non si è in coppia: incontri segreti, anonimi, unici, viaggi improvvisi, cambi di programma che aprono a meravigliosi imprevisti. Cavarsela da soli, sentire il proprio tempo, rischiare e permettersi di sparire per un po’ senza che nessuno dica nulla, sono tutte condizioni che un single puo’ sperimentare e che portano ad un’elevazione di se stessi. La percezione di se stessi verrà così modificata – in positivo –

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7. Stare davvero bene in solitudine

Il single davvero felice è colui che gode a pieno della solitudine e che non viene percepita come un fatto brutto dell’essere single. Godersi la solitudine dell’essere single è, in realtà, la prima vera forma di compagnia e di socialità, quella che avviene con se stessi. Possono sembrare solo parole, ma non è così. Sto parlando di esperienze che diventano patrimonio cerebrale, neuronale.

Com’è un vero single “felice”: i punti cardine

essere single, i punti cardine
Essere single o sentirsi soli? come essere un single felice (Istock Photos)
  • E’ fuori dai cliché e dai modelli preimpostati
  • Coincide con la sua vera natura
  • Non fa confronti e divisioni fra single e in coppia
  • Attinge al proprio mistero individuale
  • E’ disponibile a una continua trasformazione
  • Sente la propria unicità e consistenza
  • Non fugge dalle relazioni di coppia quando capita l’amore
  • Non ha fretta di rimettersi in coppia, ama la propria solitudine ma non troppo
  • Si stacca parzialmente dalla propria famiglia d’origine
  • Non vive solo per la propria immagine esteriore
  • Non si atteggia a vittima di un mondo cattivo
  • Non passa mesi o anni in relazioni che non vanno o che sono ambigue
  • Ha una solida autostima e sa che prima o poi, l’amore arriverà

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